Ultimo appuntamento per presentare i 12 artisti selezionati per la terza edizione del Premio Moroso 2013.

“A cosa ti sei ispirato per il progetto con cui parteciperai al Premio Moroso?”

Rispondono Paolo Gonzato, Giulio Frigo e Nico Vascellari.

PAOLO GONZATO ?

Plus, il mio progetto per il Premio Moroso e’ una stratificazione geologica di immagini, materiali, comportamenti e contraddizione di intenti. Nel segno e nel suo significato si risolve e si amplifica l’idea stessa di accumulazione, di aggiunta inesauribile, bulimia segnica di colore e superfici.  Il +  porta in se un iconografia multiforme di segno polare, popolare, mistico, curativo; di perfezione matematica e di accezione positiva,  di malattia e redenzione,  di qualità e quantità. Mi interessa lo spostamento dei limiti  e  le possibilità altre di lettura dall’ordinario.

+ L’arte può essere funzionale?

+ Il design può essere inutile?

+ Questi 2 paradossi possono coincidere?

Una  medesima forma, può differenziarsi da se stessa – nella destinazione e nelle proiezioni – a seconda delle intenzioni?

Ho riassunto queste domande  in una struttura modulabile, prevista in diverse scale volumetriche a seconda delle quali intenderla e percepirla in maniera ambigua, indefinita ed aperta, mischiando materiali alti e poverissimi, sintetici e naturali. Sovrapponibile e interpretabile può essere giustapposta a discrezione  o isolata. E’ scultura e plinto e viceversa o forse un totem di coffe’ table , massimale e tautologico. Plus e’ una sintesi plurale, un accumulazione di diversità che si valorizzano reciprocamente nella ricerca di definizione tra cosa sia arte e cosa design, non essendo ne l’uno  ne l’altro e contemporaneamente entrambi. Decidere di accumularli  come mattoni o sovrapporvi una bottiglia di plastica con dentro un fiore o rispettarne la purezza della forma…..oppure…….SCEGLIERE DI NON SCEGLIERE.

Paolo Gonzato per Premio Moroso 2013

Paolo Gonzato per Premio Moroso 2013

GIULIO FRIGO ?

In questo ultimo periodo della mia ricerca artistica, sto approfondendo il rapporto tra la pittura e la luce. Vorrei mettere in discussione e sperimentare le potenzialità espressive delle modalità in cui un’immagine dipinta é solitamente illuminata, condizione generalmente considerata “neutra”.

La ragione di questo mio interesse è la consapevolezza che la luce è il medium del colore, il quale è l’elemento costitutivo della pittura. Uno stesso colore è altamente sensibile alla qualità della luce. Qual’è il colore corretto? Diverse qualità di luce lo modificano alterando sensibilmente l’apparenza di un colore. Questa qualità “pittorica” della luce, se usata sapientemente, può diventare un elemento espressivo.?Più che rispondere a questa domanda filosofica, mi interessano le possibilità pittoriche che questa consapevolezza può generare.

Nell’immagine sono raffigurati differenti spettri cromatici di diverse tipologie di fonti luminose tradizionali. Ognuna offre una temperatura di colore e una resa cromatica differente.

Quest’ultimo anno l’ho trascorso seguendo un master in Light Design & L.e.d. Technology al Politecnico di Milano. Ho così raccolto molte conoscenze sulle possibilità tecniche con cui è possibile manipolare la luce. Luce dinamica, sagomata, dimmerata, filtrata, resa instabile e sfarfallante. Diverse aree di uno stesso dipinto, con degli appositi sagomatori che direzionano e contengono la luce, potrebbero essere illuminate con diverse qualità di luce in un raffinato gioco di rese cromatiche, appena distinguibili, simile a delle velature. Vorrei considerare ognuna di queste possibilità come “colori” disponibili nella mia tavolozza, oppure come atmosfere all’interno del quale esporre i miei dipinti.

Giulio Frigo,   Stanza filosofica (prima lezione di epistemologia),   2012 Oil on canvas,   thread,   pendulum 50 x 70 cm Courtesy Francesca Minini,   Milan

Giulio Frigo, Stanza filosofica (prima lezione di epistemologia), 2012 Oil on canvas, thread, pendulum 50 x 70 cm Courtesy Francesca Minini, Milan

NICO VASCELLARI ?

Il progetto elaborato per il Premio Moroso nasce dalla volontà di mettere in discussione le modalita’ tipiche dei premi. Nonostante i presupposti positivi credo infatti che spesso i premi finiscano inevitabilmente  per alimentare la già notevole competizione tra artisti.

Competizione tengo a precisare dalla quale non sono affatto immune.

Lungi da me l’idea di tuffarmi a capofitto nel buonismo e nel moralismo bigotto che spesso in Italia viene velocemente e stupidamente catalogato e assimilato come arte politica. Semplicemente come spesso ho fatto in passato ho proposto un progetto vicino alla mia esperienza personale. In questo a caso la ormai quasi decennale attività di Codalunga, spazio che ho aperto a Vittorio Veneto nella speranza di poter sostenere la ricerca di altri artisti.

Nico Vascellari - Collage Aaron Dilloway

Nico Vascellari – Collage Aaron Dilloway

(comunicato stampa)

MOROSO AWARD FOR CONTEMPORAY ART 2013: AL VIA I DODICI FINALISTI

Il Premio è giunto alla sua terza edizione e da quest’anno viene organizzato in collaborazione con la prestigiosa Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, nella sua sede di Piazza San Marco, dal 23 marzo al 5 maggio 2013.

Il Premio MOROSO per l’Arte Contemporanea nasce con l’obiettivo di fornire delle opportunità concrete per gli artisti emergenti e mid career che hanno scelto di lavorare in Italia. Intende valorizzare il rapporto tra la nuova scena nelle arti visive e un più vasto contesto creativo, in relazione con l’ambiente abitato, l’attitudine al fare e l’esperienza del vivere contemporaneo.

Le sue modalità operative sono divise in tre momenti:

– una fase conoscitiva, nella quale un comitato scientifico evidenzia 36 artisti e si realizza un catalogo complessivo. Una prima giuria enuclea 12 selezionati;
– un momento espositivo in cui una seconda e diversa giuria valuta i progetti presentati e individua 3 vincitori;

– la realizzazione da parte di questi ultimi di tre opere ambientali e site-specific, negli showroom delle sedi MOROSO a New York, Londra e Milano.

Il progetto, strutturato fra premio, mostra e pubblicazione, vuole costituirsi quale cantiere concreto di produzione e promozione, conferendo maggiore visibilità anche internazionale ad autori emergenti e mid-career.

Gli artisti selezionati quest’anno sono:

Alek O. (Buenos Aires, 1981) Salvatore Arancio (Catania, 1974) Davide Balliano (Torino, 1983)
Sergio Breviario (Bergamo, 1974) Linda Fregni Nagler (Stoccolma, 1976) Giulio Frigo (Arzignano, 1984)

Paolo Gonzato (Busto Arsizio, 1975) Nicola Martini (Firenze, 1984) Alessandro Piangiamore (Enna, 1976) Andrea Sala (Como, 1976)

Luca Trevisani (Verona, 1979)
Nico Vascellari (Vittorio Veneto, 1976)

La giuria della prima selezione 2013, che ha portato da 36 a 12 i partecipanti, è stata composta da:

Andrea Bruciati, curatore indipendente, ideatore del progetto;

Olafur Eliasson (1967), artista, creatore di progetti dal grande appeal sensoriale come il celebre Sole del Weather Project alla Turbine Hall di Londra e, non da ultimo, del progetto Little Sun, recentemente presentato alla Biennale di Architettura di Venezia;

Patrizia Moroso, art director e anima dell’azienda Moroso.

Quest’ultima è nota per la sua coraggiosa presenza nel mondo del design, avendo saputo sviluppare l’attitudine alla produzione di sedute tipica del distretto di Udine in una direzione di ricerca e rilettura concettuale dell’idea stessa di mobile. Questo indirizzo ha tratto spunto anche dalle frequenti relazioni con il mondo dell’arte, grazie alla collaborazione attiva con realtà sperimentali quali il Palais de Tokyo e il Grand Palais a Parigi, la Biennale di Venezia e il MoMA di New York.

La giuria della seconda selezione, che designa i tre vincitori, è composta da protagonisti delle arti visive e del design: Giulio Cappellini (art director della Cappellini), Lorenzo Fluxà (proprietario della Camper), Greg Lynn (architetto), Ross Lovegrove (designer) e Angela Vettese (Presidente Fondazione Bevilacqua La Masa).