Primo appuntamento per presentare i 12 artisti selezionati per la terza edizione del Premio Moroso. A ogni artista ho chiesto di raccontarmi brevemente a cosa si è ispirato per il progetto che sarà in mostra alla Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia) dal 23 marzo al 5 maggio 2013. L’ideatore del progetto è Andrea Bruciati con Patrizia Moroso, art director dell’azienda. Tra i partecipanti al comitato scientifico anche l’artista Olafur Eliasson.

Il primo appuntamento presenta Alessandro Piangiamore, Linda Fregni Nagler e Sergio Breviario.

ALESSANDRO PIANGIAMORE ?

La mia visione del “fare” è il risultato di una stratificazione  in divenire e ha come obbiettivo quello di ottenere un’immagine archetipica, libera di viaggiare sulla linea temporale e osservabile da più angolazioni.

Utilizzo il termine osservabile e non leggibile, perché le immagini non hanno  significato: sono suggestioni. La mia proposta include forme e pensieri ricorrenti nella mia ricerca, tenendo  in considerazione alcune peculiarità del marchio (quali i materiali da loro utilizzati), per arrivare a delle soluzioni scultoree. Partendo in maniera non invasiva dalla vetrina, l’allestimento invade la parte finale dello spazio sfruttando le caratteristiche dell’ambiente. I riferimenti di questo progetto sono elementi ricorrenti nella mia ricerca, ovvero la natura come entità magnifica e incontrollabile, fuggevole alla temporalità, l’idea di limite e la relazione dell’uomo rispetto ad essi. Il risultato è qualcosa di prossimo a cielo, terra e mare; l’uomo in mezzo.

Piangiamore Alessandro,   Premio Moroso 2013 2

Piangiamore Alessandro, Senza Titolo, Premio Moroso 2013

LINDA FREGNI NAGLER ?

Per il Premio Moroso 2013 vorrei mettere in risalto il mondo del lavoro in generale e in particolare l’artigianato “alto”,  l’amore per la manifattura in cui il sapere, l’esperienza, la competenza e l’abilità dell’uomo hanno un ruolo fondamentale. 

Attingerò la materia prima per il progetto da una categoria del mio archivio in cui sono raccolte fotografie di persone, ambienti e strumenti di lavoro relativi a mestieri artigianali e industriali, alcuni dei quali sono oramai scomparsi.

Linda Fregni Nagler,   Premio Moroso 2013,    Hammer Advertisement

Linda Fregni Nagler, Premio Moroso 2013, Hammer Advertisement

SERGIO BREVIARIO ?

Il progetto ha il solo scopo di lavorare sullo sguardo del visitatore.  Lunghe quinte di fogli di carta traslucida semitrasparente interrompono a ritmo alternato la visione, producendo un effetto di perdita della messa a fuoco. In questo modo il visitatore è portato ad aumentare la propria attenzione, perché la percezione ottica dello spazio risulta alterata. Lo sguardo è quindi guidato verso i disegni appesi alle strutture metalliche che reggono la quinta in movimento, alzando ulteriormente il livello di attenzione e spostando il centro della visione. Nella seconda parte del progetto lunghi fogli di carta si avvitano fino a creare colonne tortili. In questo caso l’effetto optical è ancora più evidente: mi diverte la semplicità della distorsione dell’immagine e, al tempo stesso, mi affascina la vertigine che ci pervade quando entriamo in contatto con questi semplici esperimenti, capaci di mettere in crisi la certezza della visione. 

Cosa sono e perché sembrano essere così indispensabili i volti rappresentati nei disegni?

Uno dei tanti ritratti che conservo nel mio archivio di immagini preferite è il ritratto di Laura Battiferri (1555) del Bronzino. L’autore sembra voler mettere in evidenza il naso. La figura è composta ed elegante, fin nel dettaglio delle mani, lunghe e affusolate ma quasi deformi. Nel profilo risalta appunto la profondità del naso, distanziato dall’occhio e in pendant con il copricapo, in modo da conferire plasticità all’intera composizione. Nei disegni mi piace infatti che ci sia un senso di equilibrio e di bellezza, che prescinde dalle proporzioni. Allo stesso modo, pur non amando i fiori, mi colpiscono per la capacità di concentrare l’attenzione su di sé. Così, attraverso il gioco delle quinte in movimento, ho inteso catalizzare la visione su ciò che altrimenti si perderebbe tra le molteplici possibilità offerte allo sguardo. 

Sergio Breviario,   Premio Moroso 2013

Sergio Breviario, Premio Moroso 2013