Cyprien Gaillard, Gates, 2012 – Frottage 82 x 107 cm Copyright Cyprien Gaillard – Courtesy Spr¸th Magers Berlin London

Il suo interesse per il paesaggio è nato attraversandolo: “…è nato presto, quando ero adolescente. Facevo due diversi tipo di attività che in realtà non compaiono nel mio lavoro: graffiti e skateboard. Questo è stato il mio primo rapporto con il paesaggio.”

Cyprien Gaillard arriva a Milano  – grazie a Massimiliano Gioni e alla Fondazione Trussardi – con la mostra  Rubble and Revelation – Rivelazioni e Rovine. Presentata con ‘cruda e spettacolare’, dei due aggettivi (direi) che è senza dubbio il primo che la vince. La romantica e decadente location – bellissimi spazi dell’ex-panificio militare della Caserma XXIV Maggio – accoglie una serie di piccole, quando non super note, opere dell’artista francese. Accoglie Gates: una serie di frottage realizzati dall’artista nel 2012 a Los Angeles e San Francisco ed esposti qui per la prima volta. L’artista ha girato per le strade delle metropoli californiane raccogliendo le impronte dei tombini municipali, su alcuni dei quali campeggia la scritta “City of Los Angeles. Made in India”.

Seguono dei piccolissimi collage ‘New Picturesque’ dove nasconde dei castelli antichi con un foglia di carta bianca. Grazie a piccoli strappi intuiamo non solo che sono castelli, ma anche che, sono oramai finiti gli antichi splendori di quei luoghi trasformati in mete turistiche senza poesia e fascino.

Non senza un certo fastidio assistiamo a un tuffo tra amici che Gaillard riprende nel video The Lake Arches. Uno dei due emerga da un laghetto artificiale con il naso spaccato e sanguinante. Dietro a questa scenetta, un imponente complesso abitativo di Ricardo Bofill a Saint-Quentin-en-Yvelines, nella periferia di Parigi. Come in altri suoi video –  penso a Cities of Gold and Mirrors, 2009 o quello per il gruppo  Koudlam,   See you All –  l’artista utilizza un linguaggio crudo e a diretto. Questa è il Cyprien che mi piace, quello dove non sembra scendere a compromesso con l’atteggiamento (sembra) commerciale di molti lavori. 

“Non puoi solo guardare un paesaggio e basta, devi confrontartici più che puoi… Lo distruggerai per riuscire a svelarlo o averci un rapporto.” 

Suggestiva e non priva di atmosfera romantica la sala che raccoglie ‘Millions into Darkness’: dei grandi tavoli che contengono decine di immagini in bianco e nero, provenienti da vari archivi di quotidiani americani. L’intenzione dell’artista è ‘salvare’ dall’oblio molte immagini che documentano conflitti, catastrofi naturale, gente miserabile, povertà, ma anche giocatori di Baseball e grattacieli moderni.

Bellissimo – in Italia lo avevamo già visto nel 2011 a Palazzo Grassi – il video Pruitt-Igoe Falls che prende il titolo da Pruitt-Igoe, imponente complesso residenziale edificato a St. Louis, negli Stati Uniti, negli anni Cinquanta – la cui demolizione nel 1972 divenne il simbolo della fine del Modernismo. Il video mostra l’abbattimento di un edificio nella periferia di Glasgow, in Scozia, accostandola allo scroscio imponente delle Cascate del Niagara, meraviglia della natura trasformata in attrazione turistica, illuminata nella notte da luci colorate come fosse un Luna Park.

“Voglio portare queste demolizioni ad una scala umana. A pensarci, soprattutto in Francia, le rivoluzioni e le rivolte hanno tracciato una storia delle distruzioni, in cui la folla attacca gli edifici simbolo dello Stato. Il ciclo si ripete da sempre, dalle rivolte francesi del 2005 al maggio ’68 fino alla Rivoluzione francese. Ma ora lo stato costruisce, e lo stato demolisce. Quindi mi chiedo: che spazio lascia lo stato alla distruzione rivoluzionaria quando si prende cura direttamente di tutte queste demolizioni controllate? Lo stato si appropria del diritto di costruire e di abbattere in modo molto spettacolare, un modo in cui tutti possano identificarsi. Questo è quello che voglio fare nei miei film. Voglio rivendicare la demolizione come rivoluzionaria, dalla mia parte…”

In Gaillard, non sembra mancare mai il piglio decadente della società contremporanea. Anche le più imponenti bellezze, i più grandiosi monumenti, i più intoccabili immaginari come la visione favolistica di castelli ‘incantati’, diventano per l’artista ‘tiri a segno’ su cui scagliare una ben altra e triste decadenza: quella dell’essere umano. Nonostante Gaillard costruisca o catturi –intorno al mondo – immagini di luoghi in rovina, quello che il suo lavoro testimonia è il costante senso di finitezza dell’esistenza. Non raccontavano forse questo i pittori romantici? Come non pensare al rifiuto del progresso dei romantici di inizio ‘800? “…stimolato dal disagio intellettuale generato dall’opposizione tra realtà e ideale “razionale”, l’artista accede a un mondo di potenti e nostalgiche visioni di rovine romane e di fantasie architettoniche dove l’immensità degli spazi e la suggestione delle luci individuano un’archeologia patetica che coincide con l’attitudine romantica della coeva architettura…” Gaillard o Piranesi?

 “Il momento in cui gli edifici crollano è così spettacolare da far sparire tutto il resto… Oscura la storia. Oscura tutti i problemi. Giustifica ogni cosa. Funziona come una sorta di amnesia collettiva.”

I cinque continenti si ritrovano incasellati nelle tre lunghe teche di Geographical Analogies: una vasta raccolta di polaroid scattate dall’artista nei vari continenti e disposte a gruppi di nove. Atlante (molto personale) del mondo, la raccolta mostra piramidi, edifici antichi, colonnati, dinosauri, ma anche insegne divelte, palazzi innevati, edilizia popolare nel Bronx, sculture pubbliche in Iraq, ponti, montagne, architetture rinascimentali ecc.

Chiude il percorso il video Real Remnants of Fictive Wars V: una nuvola di fumo fuoriesce lentamente da un albero sullo sfondo, in un piccolo gesto di vanda- lismo reversibile che prima cancella e poi rivela la compostezza del paesaggio.

Ulteriore tocco romantico (ritengo che Gaillard sia più vicino a Goethe e Novalis che non ai decadenti Huysmans e Rilke), il brano Prelude (Dragged) – composizione originale della band americana dei Salem – nota per le atmosfere noir della loro musica– voluta da Cyprien Gaillard come alter ego musicale per la creazione della colonna sonora di questo progetto. 

“Penso che la vera Land-Art sia sempre stata vandalismo. Questa stessa idea è centrale nel mio lavoro. Che cos’è un atto individuale di vandalismo e come possa un atto di vandalismo espandersi e diventare ufficiale, legalizzato dall’arte o dalla burocrazia in nome di interessi privati?.”

“Le utopie sono tutte morte. Erano già morte prima che io nascessi. Ma non era quello il ruolo dell’architettura postmoderna? Farsi rimedio per l’ultimo fallimento dell’utopia architettonica?”

Cyprien Gaillard, Gates, 2012 Frottages Installation view at Caserma XXIV Maggio, Fondazione Nicola Trussardi 2012 Courtesy Spr¸th Magers Berlin London
Photo: Marco De Scalzi

Cyprien Gaillard New Picturesque, 2012 Postcards, paper Installation view at Caserma XXIV Maggio, Fondazione Nicola Trussardi 2012 Courtesy Sprüth Magers Berlin London Photo: Marco De Scalzi

Cyprien Gaillard New Picturesque, 2012 Postcard, paper 20 x 28 x 2, 8 cm Copyright Cyprien Gaillard Courtesy Spruth Magers Berlin London

Cyprien Gaillard Millions into Darkness, 2012 Show case, pieces of meteorites, b/w photographs 130 x 130 x 90 cm Copyright Cyprien Gaillard Courtesy Spruth Magers Berlin London

Cyprien Gaillard Millions into Darkness, 2012 Show case, pieces of meteorites, b/w photographs Installation view at Caserma XXIV Maggio, Fondazione Nicola Trussardi 2012 Courtesy Spruth Magers Berlin London Photo: Marco De Scalzi

Cyprien Gaillard Millions into Darkness, 2012 Show case, pieces of meteorites, b/w photographs Installation view at Caserma XXIV Maggio, Fondazione Nicola Trussardi 2012 Courtesy Spruth Magers Berlin London Photo: Marco De Scalzi

Cyprien Gaillard Pruitt Igoe Falls, 2009 DVD 6 min 55 sec Installation view at Caserma XXIV Maggio, Fondazione Nicola Trussardi 2012 Courtesy Sprüth Magers Berlin London / Bugada & Cargnel, Paris / Laura Bartlett Gallery, London Photo: Marco De Scalzi

Cyprien Gaillard, Geographical Analogies, 2006 – 2010 Mixed media Installation view at Caserma XXIV Maggio, Fondazione Nicola Trussardi 2012 Courtesy Spr¸th Magers Berlin London / Bugada & Cargnel, Paris / Laura Bartlett Gallery, London Photo: Marco De Scalzi

Cyprien Gaillard Geographical Analogies, 2006 – 2010 Mixed media Installation view at Caserma XXIV Maggio, Fondazione Nicola Trussardi 2012 Courtesy Spr¸th Magers Berlin London / Bugada & Cargnel, Paris / Laura Bartlett Gallery, London Photo: Marco De Scalzi

Cyprien Gaillard, Geographical Analogies, 2006 – 2010 (Dettaglio)

Cyprien Gaillard Real Remnants of Fictive Wars V, 2004 35mm film and 35mm film transferred to dvd 7 min 15 sec. Installation view at Caserma XXIV Maggio, Fondazione Nicola Trussardi 2012 Courtesy Sprüth Magers Berlin London / Bugada & Cargnel, Paris / Laura Bartlett Gallery, London Photo: Marco De Scalzi

Cyprien Gaillard – Fondazione Trussardi, 2012, Photo Marta Galli