Alessandro Agudio,   Marco Basta,   Lupo Borgonovo,   Beatrice Marchi,   Andrea Romano,   Davide Stucchi Rosa Titanica (2013) Plexiglas,   resina poliestere,   PU,   nylon,   cera lacca,   caffe?,   curry,   paprika,   pepe nero,   pepe rosa,   sesamo,   wasabi,   zucchero,   PVC,   PET,   acqua,   pelliccia,   acetato,   neon,   cavi elettrici,   trasformatori,   PE,   cemento,   latex,   alluminio e legno; dimensioni variabili

Alessandro Agudio, Marco Basta, Lupo Borgonovo, Beatrice Marchi, Andrea Romano, Davide Stucchi Rosa Titanica (2013) Plexiglas, resina poliestere, PU, nylon, cera lacca, caffe?, curry, paprika, pepe nero, pepe rosa, sesamo, wasabi, zucchero, PVC, PET, acqua, pelliccia, acetato, neon, cavi elettrici, trasformatori, PE, cemento, latex, alluminio e legno; dimensioni variabili

Mano nella mano gli amichetti hanno fatto un giro a Roma e, non contenti, hanno riversato le loro giovani forze in una mostra dal chimerico titolo Rosa Titanica. Capitanati da Michele D’Aurizio – astro nascente della giovane critica italiana -,   Alessandro Agudio, Marco Basta, Lupo Borgonovo, Beatrice Marchi, Andrea Romano, Davide Stucchi si sono cimentati in un’installazione a 12 mani: il risultato è un esercizio di stile o follia lucida che rispecchia il ‘mood’ di questi promettenti artisti. Armati fino ai denti, ma stretti stretti gli uni agli altri nella capitale sconosciuta, questi artisti si sono radunati attorno ‘al fuoco’ della loro inconsapevole temerarietà e hanno partorito un ibrido scultoreo (o accozzaglia materica) dove concentrare il ‘più di così scoppio’. E’ lunga la lista dei materiali che, a turno, gli artisti hanno utilizzato – plexiglas, resina poliestere, PU, nylon, cera lacca, caffe?, curry, paprika, pepe nero, pepe rosa, sesamo, wasabi, zucchero, PVC, PET, acqua, pelliccia, acetato, neon, cavi elettrici, trasformatori, PE, cemento, latex, alluminio e legno – per dar vita un micro mondo  fatto di luce artificiale, forme organiche, decori ingombranti, trasparenze accattivanti, macchie ad hoc. Steso, quasi stanco, questo essere agrodolce (dal caffè, alla paprica, passando per wasabi e zucchero), mette alla prova più di un senso (o buon senso). Non si capisce chi abbia fatto cosa, chi l’abbia fatta grossa o chi, discreto, abbia assecondato anziché mettere in crisi le forme espressive, gli aspetti tecnici o, meglio, la profondità intellettuale di un simile progetto.

Non contenti, lasciate le mani dei compagni, gli artisti hanno deciso di esporre alcune prove di disegno, raccolti sotto un generico tema ‘il corpo nelle sue più impellenti esigenze’: culi al vento in attesa, fighe dilatate, penetrazioni solitarie, leccate di dolci animaletti, cazzi veri o finti, vibratori… Abbiamo capito che hanno quasi tutti una ‘bella mano’ e una media immaginazione.

Rosa Titanica ha i giorni contati. C’è la possibilità di vederla nel suo splendore fino al domenica 19 settembre (da mezzogiorno a mezzanotte).

gasconade’s guest /  via N. Ricciotti 9,  00195 Rome

buzz Milvio /  www.gasconade.it

Segue il testo che accompagna lo show.

Alessandro Agudio,   Marco Basta,   Lupo Borgonovo,   Beatrice Marchi,   Andrea Romano,   Davide Stucchi Rosa Titanica (2013) Plexiglas,   resina poliestere,   PU,   nylon,   cera lacca,   caffe?,   curry,   paprika,   pepe nero,   pepe rosa,   sesamo,   wasabi,   zucchero,   PVC,   PET,   acqua,   pelliccia,   acetato,   neon,   cavi elettrici,   trasformatori,   PE,   cemento,   latex,   alluminio e legno; dimensioni variabili (dettaglio)

Alessandro Agudio, Marco Basta, Lupo Borgonovo, Beatrice Marchi, Andrea Romano, Davide Stucchi Rosa Titanica (2013) Plexiglas, resina poliestere, PU, nylon, cera lacca, caffe?, curry, paprika, pepe nero, pepe rosa, sesamo, wasabi, zucchero, PVC, PET, acqua, pelliccia, acetato, neon, cavi elettrici, trasformatori, PE, cemento, latex, alluminio e legno; dimensioni variabili (dettaglio)

Questi sono i detti segreti pronunciati da Rosa Titanica e scritti dai suoi discepoli:

[1] Rosa Titanica disse: “Beato il leone mangiato da un uomo: diventerà uomo; maledetto l’uomo mangiato da un leone: l’uomo diventerà leone.”

[2] Ed Ella disse: “Nel giorno dell’adunanza, tutti gli immortali rimasti vivi proveranno un’attrazione per una terra lontana, ove si scontreranno per ottenere una ricompensa.”?Gli immortali crescono e invecchiano come gli altri uomini, ma esiste un evento in grado di bloccare?per sempre il loro invecchiamento. Quell’evento pare sia il momento in cui un immortale decapita per la prima volta un altro immortale. Da quel momento essi mantengono quell’età in eterno, fino a quando non vengono decapitati a loro volta – unico modo per uccidere o essere uccisi.

Ella ci tolse il bastone dalle mani e con la punta iniziò a disegnare linee curve sulla neve e sul fango. Quei disegni ci avrebbero conviti a compiere un gesto in cui quelli molto più vecchi di noi avevano fallito ripetutamente: decapitare Rosa Titanica.

[3] Andammo al fiume e trovammo Rosa Titanica ad aspettare. Il fiume era veloce ed ella disse: “Riusciremo a salvarci dal giudizio solo quando fermeremo lo scorrere dell’acqua.” Allora provammo a costruire una diga con i sassi più grandi che trovammo intorno. Verso sera riuscimmo a bloccare l’acqua in una pozza.?Dormimmo, pensando di essere salvi dal giudizio. Ma al sorgere del sole ogni sasso era stato trascinato via e l’acqua aveva ripreso il suo corso. Piangemmo. Ed ella disse: “Se godrete di questo pianto pensando che la sofferenza e le urla soffocate vi possano fortificare, le vostre lacrime scorreranno senza fine come l’acqua del fiume, fino a farvi annegare nel vostro stesso pianto!”

[4] Guardandosi il naso, Rosa Titanica disse: “Non mi va.”

[5] Rosa Titanica disse: “Mi rinsavì l’apparizione, in un mare di sabbia, dell’essere generata da sei teste e dodici mani. Strano che degli esseri umani avessero creato una cosa che per nulla somigliasse loro – cosa cercava di dirmi questa carcassa? Questo residuo arenato come una medusa sulla spiaggia??Se di notte la sua luce fredda mi ricordava i molti cieli della mia infanzia, di giorno m’illudevo di placare la mia sete, accarezzando le sue ghiandole o seguendo i moti improvvisi della sua coda. Una notte mi sdraiai sulla rampa, per trovare riposo, e mi persi in un sogno. Le prospettive sono ribaltate, gli uomini hanno la pelle della consistenza della corteccia, e gli animali sono un ricordo lontano del suono che emettono nel mondo in cui voi vi trovate e in cui io vorrei più di ogni altra cosa tornare.”

[6] Ella disse: “Uomo, i più sono cattivi. Guardati allo specchio: se ti appari bello, devi anche fare belle cose; se ti appari brutto, devi colmare la mancanza della natura con il tuo nobile agire. Se non ti appari, allora dovrai trovare e perseguire la strada che dice: conosci te stesso. Infine ricorda che se non fosse sole, sarebbe notte.”

? Press Release, Rosa Titanica, Rome 2013 ENGLISH

Marco Basta Dildrama (2013) Stampa inkjet su carta giapponese; 21 x 29,  7 cm

Marco Basta Dildrama (2013) Stampa inkjet su carta giapponese; 21 x 29, 7 cm

Andrea Romano Senza titolo (2013) Grafite su carta; 21 x 29,  7 cm

Andrea Romano Senza titolo (2013) Grafite su carta; 21 x 29, 7 cm

Beatrice Marchi Jelly Kim con coda,   microfono e hotdog (2013) Gesso e penna su carta; 24 x 33 cm

Beatrice Marchi Jelly Kim con coda, microfono e hotdog (2013) Gesso e penna su carta; 24 x 33 cm