Respira, stride, si gonfia, si abbassa, ti stanca, ti diverte. Resti comodo per un pò, poi diventa scomoda. E’ una questione di prospettiva, è una questione di forza: quella evocativa che Tomás Saraceno mette in gioco con questa enorme, pericolosa, coinvolgente installazione. Nel testo che accompagna la mostra all’ HangaBicocca,    On Space Time Foam,   Andrea Lissoni racconta che Tomàs ha parlato – in relazione alla genesi dell’opera – di membrane del timpano… di uno strumento che vibra… (di lasagne…) ma anche del poter del suono di far danzare ‘una zuppa di farina di mais e acqua sopra casse audio rovesciate’. Mi sono sentita in effetti in ‘esserino informe’ in preda a un non-equilibro, ad una forza squilibrata che mi faceva roteare a gambe all’aria. (Grazie Andrea per il tuo testo ‘limpido’). 

Timpano, si dice, ma anche pelle tesa di un tamburo, ma  anche l’ossessione di Yves Klein per l’aria…

Il materiale che costituisce a scultura di Tomás è l’aria. “L’aria è il materiale, il medium ed il messaggio”.

Spazio di incontro, scontro e attesa. Ripeto è una questione di prospettiva. Anzi di prospettive. Destabilizza.. da provare, da esperire, da sfidare anche…

Pubblicherò presto un video delle mie ‘cadute’. Queste sono le prime sensazioni a caldo.

Al volo un po’ di immagini. Stasera tutti in fila all’HangarBicocca h. 19

Dal 27 ottobre al 3 febbraio 2013 l’HangarBicocca ospita la sua grande scultura gonfiabile ‘ On Space Time Foam’, colosso morbido e fluttuante a oltre i 20 metri d’altezza(ampiezza di 400 metri), posizionato nella zona del Cubo dello spazio espositivo. Costituita da tre livelli di pellicole in PVC trasparenti, l’opera monumentale è praticabile dal pubblico che potrà carambolare sulle superfici lucide come in un grande materassino. Questa scultura, come tante opere di Saraceno, acquista di senso e di intensità, infatti, nel momento in cui viene esperita e – come in questo caso – ‘giocata’.