REBELS REBEL. AIDS,   Art and Activism in New York,   1979-1989,   Tommaso Speretta,   MER Paper  Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS, Art and Activism in New York, 1979-1989, Tommaso Speretta, MER Paper Kunsthalle

English text ?  Rebels Rebels – press-release 

Fresco di stampa, il libro REBELS REBEL – AIDS, Art and Activism in New York, 1979-1989 ricostruisce, attraverso una precisa cronologia, lo sviluppo dell’arte attivista a New York dal 1979 al 1989. Il libro – scritto da Tommaso Speretta e pubblicato da MER Paper Kunsthalle – indaga le modalita? con le quali un nutrito gruppo di artisti hanno affrontato problemi di natura sociale, in particolare l’insorgere e la diffusione dell’epidemia dell’AIDS, in un clima politico particolarmente ostile e dominato da un violento conservatorismo. L’obiettivo e? di presentare l’arte attivista come uno tra gli esiti piu? alti raggiunti dall’arte pubblica e come uno dei mezzi piu? potenti grazie al quale gli artisti e il mondo dell’arte in generale possono cambiare e dare forma alla societa?.

Federica Tattoli ha posto alcune domande a Tommaso Speretta.

Federica Tattoli: Com’è nata l’idea di “REBELS REBEL”?

Tommaso Speretta: L’idea è nata in un momento in cui si discuteva molto di “arte pubblica”. Non mi convinceva del tutto l’opinione condivisa che installare un’opera nello spazio pubblico fosse una condizione sufficiente per parlare di “arte pubblica”. Mi sono messo alla ricerca di un momento storico preciso in cui l’arte avesse abbracciato la “causa pubblica”, ossia avesse dimostrato di essere un valido strumento di critica sociale e politica. Quello della New York degli anni ottanta, nel suo essere un periodo caratterizzato da forti tensioni e anche contraddizioni, ha in qualche modo favorito la nascita di quella che in “REBELS REBEL” chiamo “arte attivista”. Motivati dalla lotta alla sopravvivenza, un gruppo sempre più allargato di artisti, creativi e professionisti della comunicazione visiva ha utilizzato i linguaggi e gli strumenti dell’arte per far fronte a un serio problema soprattutto di natura politica. Il loro maggior contributo è stato quello di aver riconosciuto che l’arte poteva essere un valido strumento non solo per rappresentare un problema, quanto piuttosto per organizzare una comunità di individui a reagire a quel problema.

FT: Perché hai deciso ‘REBELS REBELS come titolo del progetto editoriale?

TS: Come spesso accade, la scelta di un titolo avviene in maniera del tutto inaspettata. E così è successo anche nel caso di “REBELS REBEL”. Cercavo un titolo che in qualche misura evocasse l’idea di un “movimento” o una “scuola”. E ho aggiunto un sottotitolo – “AIDS, Art and Activism in New York, 1979–1989” – per aiutare il lettore a comprendere fin da subito di quale movimento si stesse parlando. Gli artisti di cui racconto nel mio libro erano senza ombra di dubbio dei ribelli, nel senso positivo del termine. In un momento storico in cui governo, mass media e opinione pubblica in generale non prestavano attenzione alcuna all’epidemia dell’AIDS, c’è chi ha avuto il coraggio di porre resistenza e interferire con le regole, e le opinioni, allora condivise dalla società intera.

FT: Puoi raccontarmi in breve la storia e gli obiettivi dei collettivi artistici statunitensi di cui tratti nel libro?

TS: “REBELS REBEL” si struttura in due parti principali. La prima parte del libro è una ricostruzione storico-artistica della New York della fine degli anni settanta, quando gli artisti cominciarono a pretendere maggiore visibilità e minore ingerenza da parte delle istituzioni per promuovere un’arte che non fosse compromessa dalle dinamiche del mercato e che rispecchiasse i bisogni e le aspirazioni della società civile in generale. Un intero capitolo è dedicato a Group Material, un collettivo di artisti nato a New York nel 1979 che più di tutti gli altri ha traghettato l’arte dentro la società, facendo luce su una serie di “responsabilità” politiche, prima fra tutte il lento declino della democrazia americana, che prima o poi il governo americano sarebbe stato costretto ad ammettere. Group Material ha gradualmente dislocato l’opera d’arte dal museo all’interno dello spazio pubblico e affrontato tematiche sensibili come la guerra in Vietnam, le logiche di esclusione proprie del sistema capitalistico americano, o la crisi dell’AIDS.

La seconda parte di “REBELS REBEL”, invece, è interamente dedicata al problema dell’AIDS e all’utilizzo degli strumenti dell’arte che in particolare il collettivo Gran Fury e l’organizzazione ACT UP ne hanno fatto nel corso degli ultimi anni ottanta. L’obiettivo di questa seconda parte del libro è dimostrare come l’arte abbia saputo non solo farsi portavoce di un’urgenza condivisa da migliaia di cittadini, ma anche ottenere risultati concreti sul piano politico e della ricerca medico-scientifica.

REBELS REBEL. AIDS,   Art and Activism in New York,    1979-1989,   Tommaso Speretta,   MER Paper Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS, Art and Activism in New York, 1979-1989, Tommaso Speretta, MER Paper Kunsthalle

FT: Pensi che l’arte sia riuscita a smuovere il sistema per quanto riguarda l’AIDS? Credi che, a oggi, sia ancora uno strumento forte per scardinare e sensibilizzare?

TS: Certamente. Credo, ed è il caso delle esperienze artistiche di cui parlo in “REBELS REBEL”, che la sola decisione di affrontare un problema di questo genere sia già di per se un grande successo. La cosa più importante è capire che l’arte e gli artisti, in un periodo di profonda crisi sociale, possono decidere se prendere o non prendere una posizione precisa. ACT UP ha rivoluzionato le abitudini di migliaia di cittadini, non solo in America, garantendo quei diritti basilari che qualsiasi stato democratico dovrebbe poter assicurare. La cosa interessante è che tutto questo è successo anche grazie all’esperienza dell’arte: ACT UP ha dimostrato che l’opera d’arte è socialmente utile quando riesce a mobilitare il pubblico e funzionare da strumento di propaganda.

FT: Cosa ti aspetti dalla diffusione di questo volume?

TS: Quello che mi auspico è che “REBELS REBEL” funga da esempio per una nuova generazione di artisti affinché capiscano che se utilizzati in maniera intelligente, quelli dell’arte sono strumenti realmente utili al cambiamento sociale. La storia, in questo senso, ha molti esempi da insegnarci.

REBELS REBEL. AIDS,   Art and Activism in New York,   1979-1989,   Tommaso Speretta,   MER Paper  Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS, Art and Activism in New York, 1979-1989, Tommaso Speretta, MER Paper Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS,   Art and Activism in New York,   1979-1989,   Tommaso Speretta,   MER Paper Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS, Art and Activism in New York, 1979-1989, Tommaso Speretta, MER Paper Kunsthalle

Scheda di presentazione ?  Rebels Rebels – Comunicato-stampa

REBELS REBEL ha un approccio storico, attivista, e combina lo studio della storia dell’arte a riflessioni sociali, politiche e curatoriali. Grazie alla collaborazione diretta con artisti e fotografi, il libro presenta piu? di 100 immagini e illustrazioni, molte delle quali raramente circolate in pubblico dopo una loro iniziale apparizione, e include un testo intitolato “The Social Body Electric” a firma di Loring McAlpin, membro fondatore del collettivo Gran Fury, e un contributo visivo, in parte mai pubblicato prima, con fotografie di Ellen Neipris e Tom McKitterick.

Il libro e? accompagnato da un poster disegnato dallo studio grafico Tankboys (www.tankboys.biz) e concepito insieme all’autore come una cronologia delle piu? importanti proteste organizzate da ACT UP tra il 1987 e il 1989, anche grazie alla collaborazione di quegli artisti decisi a combattere l’inerzia delle istituzioni nel mettere fine alla crisi dell’AIDS.

Autore: Tommaso Speretta con un testo inedito di Loring McAlpin

Titolo: REBELS REBEL. AIDS, Art and Activism in New York, 1979-1989

Design: Tankboys (www.tankboys.biz)

Dimensioni: 13 x 21 cm

Stampato da: Grafiche Leone, Venezia

Pagine: 264

Illustrazioni: 110 immagini, bianco e nero

Lingua: Inglese

Copyediting: Rujana Rebernjak e Jonah Goodman, Duncan Brown

ISBN: 978 94 9069 323 7

 

REBELS REBEL. AIDS,   Art and Activism in New York,   1979-1989,   Tommaso Speretta,   MER Paper  Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS, Art and Activism in New York, 1979-1989, Tommaso Speretta, MER Paper Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS,   Art and Activism in New York,   1979-1989,   Tommaso Speretta,   MER Paper  Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS, Art and Activism in New York, 1979-1989, Tommaso Speretta, MER Paper Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS,   Art and Activism in New York,   1979-1989,   Tommaso Speretta,   MER Paper  Kunsthalle

REBELS REBEL. AIDS, Art and Activism in New York, 1979-1989, Tommaso Speretta, MER Paper Kunsthalle