Helena Hladilova,   poster in edizione limitata di 3per la mostra "keep it real",   courtesy the artist

Helena Hladilova, poster in edizione limitata di 3per la mostra “keep it real”, courtesy the artist

In occasione dell’apertura generale che vedrà coinvolte le gallerie e gli studi di Lambrate, Martedi 16 Settembre alle 18, 30 in via Ventura 15 a Milano è stata inaugurata la collettiva Keep It Real, mostra auto-prodotta e auto-organizzata dagli artisti Alis/Filliol, Luca De Leva, Andrea De Stefani, Helena Hladilovà, Invernomuto, Diego Marcon, Giovanni Oberti, Namsal Siedlecki e Gianandrea Poletta, fiancheggiati da Vittorio Rappa e Daniele Sansavini. 

Abbiamo fatto qualche domanda ad Andrea De Stefani:

ATP: Come è nata l’idea della mostra e in che modo si è sviluppata? Qual è il suo obiettivo?

Andrea De Stefani: L’idea di mostra è nata un paio di mesi fa senza lunghe premeditazioni. Ero in compagnia di Namsal ed entrambi avevamo il desiderio di confrontarci in modo pratico e su uno spazio comune con altri artisti, così ci siamo mossi per concretizzare questa intenzione. In poco tempo abbiamo diffuso la proposta e quella che era nata come una chiacchierata a due si è trasformata in un coro a nove voci. L’obbiettivo è fare una bella cantata polifonica tra struttura e improvvisazione, tra assoli e dialoghi, in una cattedrale industriale a tre navate.  

Quasi immediatamente abbiamo voluto includere nel progetto anche altri professionisti in grado di aiutarci attraverso le loro competenze: abbiamo quindi stretto una collaborazione con Daniel Sansavini che ha curato la veste grafica e con Vittorio Rappa che ci ha assistito nelle questioni logistiche. 

ATP: Ritieni che ci sia un sentire comune nelle ricerche degli artisti coinvolti? 

ADS: Ritengo che tutti gli artisti coinvolti siano persone che affrontano l’esperienza del vivere quotidiano in modo simile: tutti interpreti attivi e attenti osservatori della realtà sensibile, tutti costantemente immersi in fatti/paesaggi/circostanze/forme/comportamenti specifici di una quotidianità non filtrata da lenti speculative. Insomma, parlo di gente che preferisce tuffarsi di pancia per poi riaffiorare di testa. Di conseguenza le opere sono proiezioni multiformi di analisi avvenute su un terreno comune. Si tratta di una mostra in cui l’ aggregazione di personalità ha preceduto la scelta delle opere. Non abbiamo stabilito preventivamente un percorso critico attraverso specifiche produzioni, la mostra si è costruita un poco per volta con  proposte libere e individuali. 

ATP: Come mai avete deciso di chiamare questo progetto “Keep It Real”?

ADS: Keep it real è uno slogan nato nelle periferie delle metropoli americane e divulgato fin dagli anni ’80 attraverso le voci di mc’s e rapper oldschool. E’ un monito che, con fare iperbolico, invita all’ autenticità, a restare con i piedi per terra, a vivere in modo pragmatico. Sembra essere un messaggio recepito da tutti gli artisti coinvolti, anche nelle sue sfumature più ironiche. In più le numerose possibilità interpretative del termine “real” e del concetto di “autenticità” ci hanno fornito un’ampia visuale sul tema. 

ATP: Come avete affrontato le problematiche relative alle spese organizzative e di produzione? 

ADS: Per ammortizzare le spese abbiamo cercato di coinvolgere amici e appassionati che intendessero supportare i nostri intenti,   contraccambiandoli con diversi generi di contributi (ad esempio poster in edizione limitata stampati per l’occasione, alcuni dei quali saranno ancora disponibili a mostra in corso). Inoltre abbiamo cercato accordi appropriati con aziende e artigiani complici nella produzione dei nostri lavori. In sostanza abbiamo avviato una piccola cooperativa. 

ATP: Ritieni che la formula di questo progetto sia valida e ripetibile in futuro? Che consigli daresti a un gruppo di artisti più giovani che volesse ripetere la vostra esperienza?

ADS: Credo che questa formula sia valida e ripetibile se tra tutte le persone coinvolte (artisti/collaboratori/supporter e appassionati/artigiani e aziende) esiste un rapporto di fiducia, a prescindere dall’organizzazione di un evento specifico.

Negli ultimi anni ho conosciuto e ammirato diversi artisti che pur con pochi mezzi hanno dato vita a situazioni significative grazie all’ intraprendenza: credo che come consiglio “muovere testa e culo & keep it real” possa starci, male che vada lo indirizzo a me.

Intervista di Matteo Mottin

Fino al 4 Ottobre.

via Ventura 15, Milano

dal martedì al sabato, dalle 11 alle 18. 

Namsal Siedlecki,   poster in edizione limitata di 3per la mostra "keep it real",   courtesy the artist

Namsal Siedlecki, poster in edizione limitata di 3per la mostra “keep it real”, courtesy the artist

Invernomuto,   poster in edizione limitata di 3per la mostra "keep it real",   courtesy the artist

Invernomuto, poster in edizione limitata di 3per la mostra “keep it real”, courtesy the artist

Andrea De Stefani,   poster in edizione limitata di 3per la mostra "keep it real",   courtesy the artist

Andrea De Stefani, poster in edizione limitata di 3per la mostra “keep it real”, courtesy the artist

Flyer Keep It Real,   Milano 2014

Flyer Keep It Real, Milano 2014