Present Future è la sezione speciale che Artissima ha dedicato a talenti emergenti invitati da un team di curatori intenzionali e presentati dalle loro rispettive gallerie di riferimento.

Per questa edizione sono stati proposti i progetti di 24 artisti rappresentati da 25 gallerie provenienti da 12 paesi.

Qui l’elenco completo degli artisti e delle gallerie partecipanti ? LINK 

Il Comitato Curatoriale di Present Future 2013   ? LINK

Luigi Fassi (coordinatore), Curatore Arti Visive, Steirischer Herbst, Graz
Alex Gartenfeld, Curatore, MOCA North Miami, Miami
Krist Gruijthuijsen, Direttore Artistico, Grazer Kunstverein, Graz
Robert Leckie, Curatore, Gasworks, Londra
Qinyi Lim, Curatrice, Para Site, Hong Kong
Alice Motard, Vice Direttore e Capo Curatrice, Raven Row, Londra

ATPdiary ha seguito in anteprima alcune proposte dei giovani selezionati per questa sezione. Presentiamo i progetti attraverso le parole degli artisti stessi, dei galleristi e attraverso le immagini che maggiormente riescono ad essere rappresentative dei singoli lavori.

Gallerie

– 6 americane (New York, Los Angeles)

– 5 italiane (Torino, Modica, Catania, Roma/Napoli, Pistoia)

– 4 inglesi (Londra, Glasgow, Birmingham)

– 2 tedesche (Berlino)

– 1 francese (Parigi)

– 1 austriaca (Vienna)

– 1 turca (Istanbul)

– 1 del Lussemburgo

– 1 olandese (Amsterdam)

– 3 extra, provenienti da Dubai, Metro Manila, Kuala Lumpur

ITALIA ?

SpazioA – Pistoia / Giulia Cenci

(If you want me again  look for me under your boot-soles)

“Sotto ai “miei” piedi giace tutto, è sotterrata qualunque cosa, tutto il passato, ciò che non conosco, ciò che mi ha preceduto. Eppure lo sto calpestando, “sotto le tue suole” ha un suono aggressivo, “sotto le tue suole” sembra suonare del disprezzo. Tutto il progetto ideato per l’appuntamento di Artissima prende il nome da questa breve citazione di Strand che mi appare come un filo chiaro da seguire per una serie di lavori che parleranno di superficie, creazione e distruzione. Tutto il progetto nasce da una riflessione sulla costruzione di un luogo destinato a consumarsi in un tempo brevissimo… Nel progetto un pavimento, ancora impacchettato e indefinito modificherà la sua forma durante i giorni della fiera.. La sua struttura standard verrà trasformata dal passaggio dei visitatori e questo nuovo disegno verrà bloccato non appena finirà la fiera. Uno schermo collocato all’angolo dello stand mostra la stessa superficie di spazio coperta dal monitor, ma nei giorni precedenti l’allestimento. Un altro piccolo schermo, collocato alla stessa altezza della sedia presente nello stand, mostra un riflesso generato dall’acqua che giace su un pavimento grigio.” (Giulia Cenci)

Giulia Cneci,   If you want me again look for me under your boot-soles (wet grey),   still da video,   2013 - Courtesy SpazioA - Pistoia

Giulia Cneci, If you want me again look for me under your boot-soles (wet grey), still da video, 2013 – Courtesy SpazioA – Pistoia

Galleria collicaligreggi – Catania / Christoph Meier

Un display realizzato con moduli metallici e materiale plastico di rivestimento per pavimenti ospita alcune sculture e disegni su pietra. La lettura è duplice: ciascun lavoro (realizzato con materiali trovati casualmente o molto più spesso regalati da altri artisti) possiede i requisiti tipici del linguaggio della scultura o della pittura; l’insieme definisce invece una scena nella quale l’artista perde gradualmente la paternità dell’opera, attivando un dispositivo dal grande potenziale narrativo e lirico.

Christoph Meier,   senza titolo pittura su pietra. 2013 - Courtesy Galleria collicaligreggi - Catania

Christoph Meier, senza titolo pittura su pietra. 2013 – Courtesy Galleria collicaligreggi – Catania

T293 – Napoli, Roma / Patrizio di Massimo

Dentro di me (Inside Me)  

“Un’installazione performativa intitolata Dentro di me (Inside Me). E’ un pezzo dal taglio esistenziale che non cela i desideri inconsci, quelli che ci fanno vergognare. Va visto dal vivo, anche se molto è nascosto.” (Patrizio di Massimo)

Patrizio Di Massimo,   'Dentro di me (Inside Me)',   2013 Courtesy T293,   Roma-Napoli

Patrizio Di Massimo, ‘Dentro di me (Inside Me)’, 2013 Courtesy T293, Roma-Napoli

Alberto Peola – Torino / Fatma Bucak

Blessed are you who come –  Conversation on the Turkish – Armenian border

HD Digital Video, colour, sound. 8’42”

“La mia nuova video-performance mette in luce e pone interrogativi sulla dislocazione culturale tra persone di differenti identità culturali, le loro fedi, la storia e la memoria collettiva. Alcune questioni come potere maschile, religione, memoria culturale, presenza e assenza sono rese visibili e urtano con forza iconica contro il potere a volte silenzioso, a volte enorme delle immagini.  La performance è un atto di confronto di me, come donna e artista turca curda, con dodici vecchi che diventano contemporaneamente attori e spettatori. Il luogo in cui si è svolta è un villaggio turco di confine, abitato prima dagli Armeni, e poi dai Turchi musulmani. […] I semplici gesti di una donna vestita di nero interrogano la relazione tra generazioni, generi, identità religiose offrendo agli spettatori-attori uno spazio per reagire a questi gesti.” (Fatma Bucak)

Fatma Bucak,   Blessed are who come,   2012 - Courtesy Alberto Peola - Torino

Fatma Bucak, Blessed are who come, 2012 – Courtesy Alberto Peola – Torino

Galleria LAVERONIC A,   Modica / Adelita Husni-Bey 

Adelita Husni-Bey (with Engineer Lorenzo Jurina) Esercizi d'interpretazione,   2012 mixed media on paper 70x100 cm,   Courtesy Laveronica,   Modica

Adelita Husni-Bey (with Engineer Lorenzo Jurina) Esercizi d’interpretazione, 2012 mixed media on paper 70×100 cm, Courtesy Laveronica, Modica

USA ?

Lisa Cooley Gallery – New York / Josh Faught

Per la sezione Present Future, presenteremo una mostra personale di Josh Faught. Le quattro opere selezionate sono state recentemente esposte nell’ambito della mostra di Josh Snacks, Supports, and Something to Rally Around, al Contemporary Arts Museum di St. Louis, Missouri. Utilizzando varie tecniche, come il lavoro a maglia, a uncinetto, la tessitura, la pittura e la scultura, e facendo uso di materiali quotidiani come smalto per unghie, paillettes, posters, bottoni, immagini Xerox, libri, le opere di questa serie evidenziano l’interesse dell’artista per l’assemblaggio della storia personale, sociale e politica, e dell’ambito tessile. Esse trattano anche temi inerenti ai meccanismi di sopravvivenza e ai sistemi di sostegno (non solo fisico, ma anche emotivo, psicologico ed estetico), dimostrando la capacità della fibra di essere fonte sia di comfort personale che di agitazione politica.

English version

For our Present Future booth, we will have a solo presentation of works by Josh Faught. The four works included in the booth were recently exhibited as part of Faught exhibition at the Contemporary Arts Museum in St. Louis, Missouri,  Snacks, Supports, and Something to Rally Around. Employing various techniques, such as knitting, crocheting, weaving, painting, and sculpture, and making use of everyday materials such as nail polish, sequins, posters, buttons, Xeroxed images, books, etc… the works in this series highlight Faught’s interest in collaging personal history, social and political history, and the history of textiles. They also address mechanisms of survival and support systems (not only physical, but also emotional, psychological, physical, and aesthetic) – demonstrating the ability of fiber to be the source of both personal comfort and political agitation. 

Josh Faught Nail Polish and Cookies,   2013. Hand dyed,   crocheted hemp,   wool,   cochineal (made from ground up bugs),   paint,   lavender,   wood burned signed,   sequins,   spilled nail polish,   and rubber chocolate chip cookies on linen. Courtesy of the artist and Lisa Cooley,   New York

Josh Faught Nail Polish and Cookies, 2013. Hand dyed, crocheted hemp, wool, cochineal (made from ground up bugs), paint, lavender, wood burned signed, sequins, spilled nail polish, and rubber chocolate chip cookies on linen. Courtesy of the artist and Lisa Cooley, New York

JTT Gallery – New York / Charles Harlan curated by Alex Gartenfeld

Charles Harlan,   curated by Alex Gartenfeld,   Torino,   IT Courtesy JTT Gallery - New York

Charles Harlan, curated by Alex Gartenfeld, Torino, IT Courtesy JTT Gallery – New York

CRG Gallery – New York –  Jumana Manna

Jumana Manna,   A Sketch of Manners (Alfred Roch's Last Masquerade) co-scripted with Norman M. Klein HD video,   12 min,   2012-2013

Jumana Manna, A Sketch of Manners (Alfred Roch’s Last Masquerade) co-scripted with Norman M. Klein HD video, 12 min, 2012-2013

Joe Sheftel Gallery – New York –  Matthew Watson 

Matthew Watson Chessy 2012 Oil on copper 15 x 12 inches 38.1 x 30.48 cm Courtesy of Joe Sheftel Gallery

Matthew Watson Chessy 2012 Oil on copper 15 x 12 inches 38.1 x 30.48 cm Courtesy of Joe Sheftel Gallery

Real Fine Arts Gallery – New York / with Société – Berlino – Ned Vena

Ned Vena,   Courtesy Real Fine Arts,   NY

Ned Vena, Courtesy Real Fine Arts, NY

Night Gallery – Los Angeles /  Valerie Piraino – Company

Company è un’installazione composta da una serie di transfer di stoffa appesi come arazzi, proiezioni di diapositive e fotografie. Insieme creano l’immaginario di una sfera domestica, completa di una modanatura a cornice e altri dettagli architettonici. Film e il palcoscenico sono stati una grande influenza negli ultimi anni. […] Per Company ho voluto creare una stanza vuota, ma in continuo mutamento. William Forsythe è stata una grande influenza per questo lavoro. Pensavo anche alla coreografia come un altro tipo di compagnia o di gruppo creatore di una narrazione. Mi piace creare spazi che siano in grado di suscitare qualcosa nello spettatore con mezzi molto minimali. […] C’è anche una serie di fotografie intitolate Scenic che raffigurano forme ondulate. La stessa immagine di una semplice scena all’aperto è proiettata su tessuto ed è circondata di nero. […] Queste fotografie sono parte di un più vasto interesse rivolto all’utilizzo di proiezioni di diapositive come una sorta di dispositivo dinamico che assume forme fuori moda”. (Valerie Piraino)

English version

“Company is an installation comprised of a series of fabric transfers hung like tapestries, slide projections, and photographs. Together they create imagery of a domestic space, complete with picture frame molding and other architectural details. Film and the stage has been a big influence in recent years. […] For Company,  I want to make an empty room that’s in flux. William Forsythe was a big influence for this work. I was also thinking of choreography as another type of company, or a group creating a narrative. I like to create spaces that can emote things from the viewer with very minimal means. […] There is also a series of photographs, titled Scenic, that depict wave-like forms. The same image of a simple, outdoor scene is projected onto fabric and is surrounded by black. […] These photographs are part of a larger interest in using slide projections as a dynamic take on outmoded forms”. (Valerie Piraino)

Valerie Piraino,   Scenic 03,   c-print,   2013 Courtesy Night Gallery - Los Angeles

Valerie Piraino, Scenic 03, c-print, 2013 Courtesy Night Gallery – Los Angeles

INGHILTERRA ?

Eastside Projects – Birmingham / Stuart Whipps

“Tutti i lavori che presento ad Artissima sono collegati da questioni di valore e di eredità e sono parte di un dialogo continuo tra metodi/materiali fotografici e materiali fisici. Sono interessato alla costruzione di una disparità tra i valori degli oggetti fisici come entità esistenti nel mondo e come fotografie.” (Stuart Whipps)

English version

“All of the works I presenting at Artissima are connected by issues of value and legacy and are part of an ongoing dialogue between photographic methods and materials and physical materials. I’m interested in constructing a disparity between the values of physical objects as they exist in the world and as they can exist as photographs.” (Stuart Whipps) 

Stuart Whipps,   Shale 2012,   A photograph of a piece of slate,   collected from a quarry in the Welsh town of Blaenau Ffestiniog.  Courtesy the artist and Eastside Projects,   Birmingham

Stuart Whipps, Shale 2012, A photograph of a piece of slate, collected from a quarry in the Welsh town of Blaenau Ffestiniog. Courtesy the artist and Eastside Projects, Birmingham

Arcade – Londra / Caroline Achaintre

Caroline Achaintre,   Mazzymus 2013 hand tufted wool 244 x 230 cm,   Courtesy Arcade London

Caroline Achaintre, Mazzymus 2013 hand tufted wool 244 x 230 cm, Courtesy Arcade London

Caroline Achaintre,   Temp Mint 2013 ceramic 77 x 29 x 7 cm,   Courtesy Arcade London

Caroline Achaintre, Temp Mint 2013 ceramic 77 x 29 x 7 cm, Courtesy Arcade London

Rowing – Londra / Cara Tolmie

Per la sezione Present Future di Artissima, l’artista presenterà il suo ultimo film Pley (2013), commissionato e prodotto dalla Picture This, di Bristol. Il mobilio che accompagnerà l’installazione, realizzato appositamente dal designer Tolmie, stravolgerà gli elementi specifici della geometria e del colore dal film, offrendo al pubblico un rapporto più fisico verso linguaggio stesso del film all’interno dello spazio di visione. Pley (2013), girato all’interno di una struttura concepita dall’artista, intreccia due spazi cinematografici – una serie intima di interviste e di una surreale sala domestica che ospita una donna nubile circondata da mucchi di sabbia e ghiaia. Attraverso questi spazi l’osservatore incontra i personaggi che dirigono le loro indagini performative nell’opera stessa: l’improvvisazione e linguaggio divengono una risposta al loro singolare ambiente. A sua volta, la logica peculiare del film ci presenta una situazione inquietante, nella quale si vedono delle figure che agitano di continuo le mani e che giocano con degli oggetti circostanti, producendo di conseguenza una serie di rituali soggettivi che sottolineano la struttura del linguaggio stesso. Spostandosi tra le azioni fiduciose delle attrici nella stanza e i ricordi onirici delle interviste, il film sfida le nostre percezioni riguardo quello che costituisce i nostri comportamenti in modo naturalistico o inscenato.

English version

For Artissima’s Present Future section, she will present her recent film Pley (2013) commissioned and produced by Picture This, Bristol. Furniture specially designed by Tolmie to accompany the installation will contort appropriated elements of geometry and colour from the film, offering the audience a more physical relationship to the language of the film within the viewing space. Pley (2013), filmed inside a structure conceived by the artist, interweaves two cinematic spaces – an intimate series of interviews and a surreal interior room hosting a lone woman surrounded by piles of sand and gravel. Across these spaces the viewer encounters these characters navigating their own performative investigations into play, improvisation and language as a response to their singular setting. In turn the film’s peculiar logic presents us with an unsettling situation where figures are seen fidgeting with their hands and playing with the objects in their surroundings, consequently producing a series of subjective rituals that highlight the structure of language itself. Moving between the assured actions of the actress in the room and the dreamlike recollections of the interviews, the film challenges our perceptions of what constitutes naturalistic or staged behaviours.

Cara Tolmie,   Pley (2013),   film still,   courtesy the artist,   commissioned and produced by Picture This,   Bristol,   Courtesy Rowing,   London

Cara Tolmie, Pley (2013), film still, courtesy the artist, commissioned and produced by Picture This, Bristol, Courtesy Rowing, London

Kendal Koppe – Glasgow / Ella Kruglyanskaya 

Double crossed,   Ella Kruglyanskaya,   Kendall Koppe,   Glasgow 2013. Photo: Ruth Clark

Double crossed, Ella Kruglyanskaya, Kendall Koppe, Glasgow 2013. Photo: Ruth Clark

GERMANIA ?

Isabella Bortolozzi – Berlino / Nora Shultz

The Countdown Poster Magazine A collaboration between Nora Schultz and Manuel Raeder. Motto Distributions

The Countdown Poster Magazine A collaboration between Nora Schultz and Manuel Raeder. Motto Distributions

FRANCIA ?

Crevècouer – Parigi / Xavier Antin

Xavier Antin,   Prototypes & Standards Courtesy Crevècouer - Parigi

Xavier Antin, Prototypes & Standards Courtesy Crevècouer – Parigi

AUSTRIA ?

Emanuel Layr – Vienna / Andy Boot

Andy Boot,   Cherry,   2013 (detail),   sticker,   acrylic paint on canvas,   160 x 130 cm,   Courtesy Galerie Emanuel Layr,   Austria

Andy Boot, Cherry, 2013 (detail), sticker, acrylic paint on canvas, 160 x 130 cm, Courtesy Galerie Emanuel Layr, Austria

TURCHIA ?

X-IST – Istanbul / Ceren Oykut

Ceren Oykut Half and Alone 2008 Ink on paper 83 x 111 cm Courtesy x-ist,   Istanbul

Ceren Oykut Half and Alone 2008 Ink on paper 83 x 111 cm Courtesy x-ist, Istanbul

LUSSEMBURGO ?

Nosbaum & Reding – Luxembourg / Soraya Rhofir

“Per la sezione Present Future presento uno spazio composto rispettivamente da dei collage e da un’installazione – una sorta di manifesto bidimensionale. Questo lavoro, concepito appositamente per la fiera, dà vita a forme diverse, condensazioni e scale, in modo tale da immergere lo spettatore nella specifica dimensione delle immagini e della loro emancipazione. Le immagini, molte delle quali rappresentano statue antiche, sono rilievi di cartone con margini e cerchi. Lo spessore del cartoncino è l’unica profondità di queste sculture e il fragile filo di una narrazione. L’installazione include sfere e cilindri come nuovi elementi della mia pratica, una sorta di espansione e di diffrazione dei motivi e dei segni.. Il lavoro familiare è un’altra fonte d’ispirazione per questo progetto. Il mio interesse per la vita domestica iniziò mentre stavo girando un film di fantascienza in casa. I vari processi di produzione e di combinazione delle immagini rivelano questa sfera domestica, svelando anche similitudini nel tempo e nello spazio, una sorta di filtro bitmap che disegna i contorni di questa scena chiamata Dèmos. (Soraya Rhofir)

English version

“My proposal for Present Future is a twin space composed of collages and an installation respectively – a two-dimensional manifesto. This work, which was conceived specifically for the fair, brings into existence different forms, condensations and scales so as to immerse spectators into the specific dimension of images and their emancipation. The images, most of which represent antique statues, are cardboard reliefs with margins and rims. The thickness of the cardboard is the only depth of these sculptures and the fragile thread of a narrative. The installation comprises balls and cylinders as new elements in my practice, a kind of expansion and diffraction of the motifs and signs.. Family work is another source of inspiration for this project. My interest in domesticity began as I was shooting science-fiction films at home. The various processes of producing and combining images reveal this domestic sphere as well as similarities across time and space, a kind of bitmap filter drawing the outlines of this scene called Dèmos. (Soraya Rhofir)

Soraya Rhofir Double conscience 2010 installation vinyl printings,   cardboards 400 x 400 cm Courtesy of the artist

Soraya Rhofir Double conscience 2010 installation vinyl printings, cardboards 400 x 400 cm Courtesy of the artist

OLANDA ?

Juliette Jongma – Amsterdam / Florian & Michael Quistrebert

Florian and Michael Quistrebert Overlight,   2013 aluminium pigment,   various paints on canvas,   L.E.D,   batteries 200 x 170 cm courtesy the artists and Juliette Jongma,   Amsterdam

Florian and Michael Quistrebert Overlight, 2013 aluminium pigment, various paints on canvas, L.E.D, batteries 200 x 170 cm courtesy the artists and Juliette Jongma, Amsterdam

Dubai, Metro Manila, Kuala Lumpur ?

MAP KL – Kuala Lumpur / Yee I-Laan 

GREEN ART – Dubai /  Alessandro Balteo Yazbeck

Le due opere esposte ad Artissima appartengono alla serie Israeli Nuclear Arsenal che l’artista iniziò nel 2004, anno in cui Mordechai Vanunu (tecnico presso l’impianto nucleare di Dimona, Israele) fu rilasciato dal carcere. Balteo Yazbeck ha studiato le strategie politiche e di comunicazione che hanno contribuito a mantenere queste informazioni largamente ignorate dal pubblico. Ha anche fatto ricerca per interi decenni sulla pubblicità, la cultura popolare e le belle arti, per poi creare forme alternative, divulgando la verità inconfessata riguardo questo sinistro magazzino.

Il cartellone intitolato Waldorf Astoria, 1961, fa riferimento a un incontro privato tra il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy e il Primo Ministro israeliano David Ben-Gurion, al Waldorf Astoria Hotel di New York. Un estratto della loro conversazione è stato stampato sullo sfondo di un quadro astratto. Un secondo cartellone mostra in modo colorito la maggior parte dei metodi di trasporto con cui l’esercito israeliano avrebbe consegnato un’arma nucleare, sempre in riferimento a questa data. Una sovrapposizione di sagome e un segno atomico al neon si aggregano nel cartellone, in attesa di essere identificato dall’osservatore.

English version

The two works shown at Artissima belong to the Israeli Nuclear Arsenal series. A series which Balteo Yazbeck began in 2004, the year when Mordechai Vanunu was first released from prison. Vanunu had been a technician at Israel’s Dimona nuclear plant. Balteo Yazbeck has been studying the political and communicational strategies that have contributed in keeping this sensitive information widely ignored by the public. He has also researched entire decades of advertisement, popular culture and fine arts to come up with alternative forms to divulge the unacknowledged truth about this sinister arsenal. 

The billboard entitled Waldorf Astoria, 1961, refers to a private meeting between U.S. president John F. Kennedy and Israeli Prime Minister David Ben-Gurion at the Waldorf Astoria hotel in New York. An excerpt of their conversation is printed against the backdrop of an abstract painting. A second billboard colorfully displays most of the transportation methods by which the Israeli military could have delivered a nuclear weapon up to this date. A superposition of silhouettes and a neon atomic sign, congregate in the billboard waiting to be identified by the observer.

Alessandro Balteo Yazbeck  Waldorf Astoria,   1961.   Israeli Nuclear Arsenal,   2004-2013  Installation. Inkjet print on poster paper,   wooden backing,   two leporellos,   shelfs.  250 x 600 cm  Edition 1/6 + AP  Courtesy of the artist and Green Art Gallery,   Dubai

Alessandro Balteo Yazbeck Waldorf Astoria, 1961. Israeli Nuclear Arsenal, 2004-2013 Installation. Inkjet print on poster paper, wooden backing, two leporellos, shelfs. 250 x 600 cm Edition 1/6 + AP Courtesy of the artist and Green Art Gallery, Dubai

TIN-AW ART – Metro Manila / Alfredo Esquillo ‘TURNING INWARD’

“Durante gli ultimi dieci anni di lavoro, mi ha spesso interessato l’utilizzo del concetto filippino del termine “loob”. Questo particolare interesse ha preso forma in una mostra che ho fatto qui a Manila nel 2011, intitolata Kalooban Narratives, nella quale ho cercato di improntare una direzione ai miei lavori che andasse verso un senso di “interiorità” che credo dovrebbe dare valore e consapevolezza alla società di oggi. Questo progetto per Artissima 2013 diventa un prolungamento di questa direzione. […] “Loob” significa letteralmente dentro, spazio interno. Potrebbe però anche indicare l’essere interiore, l’anima o lo spirito.. il cuore, i sentimenti e la mente. L’obiettivo nel tradurre “loob” nelle mie opere d’arte inizia nell’atto di turning inward, come un modo di pensare in quanto persona e artista. […] Questo progetto di TURNING INWARD si propone quindi di collegare temi sul sé e sui riferimenti agli “altri”, la sopravvivenza e la salvezza, la fede e le credenze religiose e come queste interagiscono con un senso di realismo quotidiano”. (Alfredo Esquillo )

English version

“I have always been interested in employing the Filipino concept of “loob” in my works for the past 10 years or so. This particular interest in “loob” resulted in a show I did here in Manila in 2011, entitled Kalooban Narratives, wherein I tried to set a direction in my works towards a sense of “innerness” which I believe should be given value and awareness to by today’s society. And this project in ARTISSIMA 2013 becomes a continuation of this direction. […] “Loob” literally means inside, interior, core or a space within. But subjectively, it could also denote the inner being/person, soul, or spirit. It could also mean the heart, feelings and the mind. The objective now in translating “loob” into my artworks begins in the act of turning inward as a way of thinking as person and artist. […] This project of TURNING INWARD aims to interconnect themes about the self and how it relates to others, survival and salvation, faith and religious beliefs, and how these interplay with a sense of everyday realism”. (Alfredo Esquillo)

Alfredo Esquillo,   Jr. Flagellant’s Flight 2013 Oil on ethylene-vinyl acetate (EVA),   wood,   objects 220 x 190.5 x 25.75 cm Courtesy of Tin-aw Art Gallery and the Artist (details)

Alfredo Esquillo, Jr. Flagellant’s Flight 2013 Oil on ethylene-vinyl acetate (EVA), wood, objects 220 x 190.5 x 25.75 cm Courtesy of Tin-aw Art Gallery and the Artist (details)