Robin Cameron,  Faint Collapse_ detail,   Room East,   New York

Robin Cameron, Faint Collapse_ detail, Room East, New York

E’ la sezione più promettente della fiera e quella, forse, più ambiziosa. Present Future è stata costituita quattordici anni fa è si presenta come una piattaforma di lancio per le nuove leve dell’arte contemporanea. Un gruppo di artisti emergenti, presentati dalle loro gallerie di riferimento, è invitato da un team di giovani curatori internazionali a esporre in uno spazio dedicato all’interno della fiera.

Quest’anno verranno presentati i progetti delle due vincitrici ex aequo dello scorso anno – Caroline AchaintreFatma Bucak – con opere inedite prodotte per l’evento nelle sale storiche del Castello Di Rivoli con una mostra che apre Venerdì 7 Novembre fino all’11 gennaio 2015.
La giuria che assegnerà il Premio illy Present Future 2014 durante Artissima è composta da Lorenzo Benedetti, Gianni Jetzer e Beatrice Merz.

ATPdiary ha selezionato una serie di gallerie per presentare il progetto dell’artista che sarà esposto in fiera. Nei prossimi giorni presenteremo:  ALEX DA CORTE. JOE SHEFTEL, New York; ROBIN CAMERON ROOM EAST, New York; JUAN CAPISTRAN, CURRO Y PONCHO, Guadalajara; TORIL JOHANNESSEN, OSL CONTEMPORARY, Oslo; ANNE IMHOF, DEBORAH SCHAMONI, Munich; ADRIAN MELIS, ADN, Barcelona; HARRY SANDERSON, ARCADIA MISSA, London; LIU SHIYUAN, ANDERSEN’S,  Copenhagen; URIEL ORLOW, LA VERONICA, Modica.

Da cinque anni Present Future è coordinato da Luigi Fassi, che oltre al ruolo di coordinatore, è anche parte del Comitato selezionatore.  ATPdiary gli ha posto una serie di domande.

ATP: Il compito di coordinatore non è nuovo per te, anche l’anno scorso hai seguito la sezione Present Future, ci sono delle novità rispetto all’anno scorso?

Luigi Fassi: È il quinto anno che seguo come coordinatore e curatore Present Future. La sezione si reinventa ogni anno innanzitutto a partire dai curatori che si invitano. Quest’anno siamo in 5, Xiaoyou Weng sino-americana di stanza alla Kadist Foundation a San Francisco, Catalina Lozano colombiana attiva A Mexico City, Piper Marshall di New York e Jamie Stevens, da poco curatore al CCA Wattis Institute a San Francisco. Present Future incrocia tre storie tra loro: quella dei curatori che operano le selezioni, quella degli artisti invitati e accompagnati dalle gallerie e quella dei membri della giuria dell’ Illy Cafè Prize (sempre diversi) assegnato ogni anno. Sono tre direzioni che si innestano l”una sull’altra pur rimanendo distinte nelle loro individualità.

ATP: Questa sezione della fiera è particolarmente importante perché presenta una lunga serie di piccole personali dedicate a giovani artisti. La selezione comprende giovani gallerie da tutto il mondo: dal Messico alla Cina, da New York al Portogallo. Cosa vi ha guidato, oltre alla qualità dell’opera, nella selezione?

LF: Dalle ultime edizioni si è allargato il focus di ricerca tradizionalmente piuttosto europeo, rafforzando la ricerca sul Nord e Sud America e sulla scena dei paesi asiatici. Tale progettualità è evidente anche quest’anno, gli artisti non europei sono superiori al 50%. L’obiettivo per me è sempre lo stesso: indicare nuovi percorsi e provare a sorprendere i visitatori, anche quelli professionali, permettendo loro l’incontro con artisti ancora poco noti al contesto collezionistico delle fiere e all’attenzione curatoriale. Per questo Present Future ha diversi mesi di gestazione, come prodotto di una ricerca davvero globale dei curatori coinvolti. All’inizio di quest’anno, raccontando la storia della sezione ai curatori coinvolti per l’edizione del 2014, pensavo che Present Future avrebbe già lo spazio per operare delle ricerche di archivio: il progetto è nato nel 2001 è ha avuto come partecipanti, in una fase iniziale della loro carriera, artisti come Tobias Putrih, Hans Op De Beeck, Gardar Eide Einarsson, Marc Bijl, Hans Schabus, Phil Collins, Jeremy Deller, Dora Garcia, Tue Greenfort, David Maljkovic, Ryan Trecartin, Melanie Gilligan. Tutti artisti che hanno prodotto e presentato progetti inediti negli spazi di Present Future, come documentato dai cataloghi.

ATP: Premesso che ce ne siano, hai notato delle differenze stilistiche o tematiche nel lavoro degli artisti presenti in Present Future? Un artista che vive ad Hong Kong è a contatto con una realtà – politica, sociale, economica – diversa rispetto ad un artista europeo o statunitense. Possiamo affermare che ci sono ancora delle differenze geografiche considerevoli? 

LF: Ci sono le differenze che ciascuno porta con sé, come prodotto della propria formazione, umana e accademica e, come sempre più accade, di geografie di domicilio sempre meno univoche ma complesse e globali. 

ATP: Tra i venti progetti proposti dai rispettivi artisti, ce ne sono alcuni che ti hanno colpito particolarmente? Alcune ricerche che consideri più interessanti e degne di nota?

LF: È troppo presto per dirlo. Molte opere sono state create ad hoc per Present Future e dunque si tratta di aspettare il 6 Novembre, giorno dell’opening, per lasciarsi sorprendere. 

Rachel Rose A minute ago 2014 HD Video Variable dimensions Courtesy of High Art,   Paris

Rachel Rose A minute ago 2014 HD Video Variable dimensions Courtesy of High Art, Paris

Anne Imhof Rage ,   2014 Foto by Nadine Franczkowski,   courtesy the artist and Deborah Schamoni,   Munich  Photocredits: Uli Gebert

Anne Imhof Rage , 2014 Foto by Nadine Franczkowski, courtesy the artist and Deborah Schamoni, Munich Photocredits: Uli Gebert

Adrian Melis,   ADN Galerìa,   Barcellona

Adrian Melis, ADN Galerìa, Barcellona