Preludio in Nero - foto di Corpicrudi - Courtesy Traffic Gallery

Preludio in Nero – foto di Corpicrudi – Courtesy Traffic Gallery

Testo di Rossella Moratto e intervista a Samantha Stella | Corpicrudi

Di nuovo insieme: Matteo Levaggi e Corpicrudi si ritrovano dopo due anni per la realizzazione di Preludio per una Sinfonia in Nero, presentato in anteprima nell’ambito di MilanOltre all’Elfo Puccini. Il progetto è lo sviluppo teatrale e performativo dell’omonimo lavoro presentato da Corpicrudi (Samantha Stella e Sergio Frazzingaro) da Traffic Gallery ad Arte Fiera di Bologna quest’anno: una complessa installazione multimediale – fedele alla poetica del duo che porta avanti da anni un dialogo tra diversi linguaggi – che racconta attraverso immagini metaforiche, quasi fossero delle visioni, l’impermanenza e la caducità dell’essere e l’anelito all’eternità che forse solo l’arte, e in particolare la musica, può dare (o la fama di foscoliana memoria). Un viaggio nel lato oscuro, nel mistero della vita e della morte che nell’installazione bolognese era maggiormente legato a stilemi rappresentativi presi dalla classicità (e a precise riprese e citazioni come la riproduzione della statua della dea Hebe di Thorvaldsen già utilizzata da Corpicrudi e Levaggi nel terzo atto dello spettacolo Primo Toccare), mentre nella declinazione performativa si impregna anche di suggestioni prese dalle culture dark e postpunk, che hanno raccolto ed espresso in chiave attuale quell’attitudine.

Anche qui il racconto si dipana per apparizioni, antinarrativo e onirico, un accadimento che sorprende lo spettatore, non seduto ma libero di muovesi e simbolicamente rappresentato da Sergio Frazzingaro, una sorta di convitato di pietra immobile sul palco.

È un preludio, una porta che si apre e lascia intravvedere la parte oscura, che è dentro di noi, a farcerne pervadere per lo spazio dell’azione.  La novità di questa nuova collaborazione fra il coreografo e i due artisti (la terza dopo Primo Toccare I II III del 2007 e Le Vergini del 2011) è il loro ritorno sul palco come performer, in particolare di Samantha Stella (che ha un passato di ballerina), coprotagonista insieme a Levaggi e alla band The Death of Anna Karina.

Samantha Stella racconta il progetto, rispondendo ad alcune domande.

Rosella Moratto: Come si lega questo progetto alla mostra presentata a Arte Fiera Bologna con Traffic Gallery?

Samantha Stella: Preludio per una Sinfonia in Nero nasce come trasposizione in “installazione live” (ovvero con corpi reali in movimento e/o fermi), del progetto monografico Sinfonia in Nero che come Corpicrudi – io e  Sergio – abbiamo presentato con Traffic Gallery ad Arte Fiera Bologna 2014. In mostra c’era un busto in gesso raffigurante la dea greca Hebe che immortalava il nettare dell’eternità agli dei dell’Olimpo (dall’omonima statua dello scultore neoclassico danese Thorvaldsen), con una parziale colatura di cera a sfaldarne i contorni, la Marcia Funebre di Chopin (da una registrazione video con esecuzione di Arturo Benedetti Michelangeli), e una serie fotografica in piccole dimensioni, in  bianco e nero, dove bianchi fiori ripresi nel loro contesto naturale sono rappresentati capovolti, ricordando delle nature morte. È uno studio sui confini, resi volutamente labile, tra eternità e caducità, in cui si compie un simbolico ribaltamento tra i concetti di vita e di morte, tematiche significative della nostra ricerca artistica come Corpicrudi e comuni nella collaborazione con Matteo.  

R.M.: Mi spieghi meglio lo sviluppo concettuale del lavoro? Quali altre influenza e spunti vi hanno ispirati per questa declinazione performativa?

S.S.: Nello stesso periodo dello sviluppo del nostro progetto per Traffic Gallery, Matteo voleva strutturare una pièce di apertura di un suo spettacolo a Torino, avendone già proposto una pillola con suo ritorno in scena (prima di essere coreografo, ha avuto un passato importante come danzatore).  L’idea di ritornare a utilizzare il nostro corpo direttamente, e non corpi di altre persone come abbiamo fatto ultimamente, ha galvanizzato anche me.  A novembre abbiamo presentato una prima pièce intitolata Preludio, uno studio evocativo dentro il Nero eseguito sul palco da Matteo e me. Entusiasti del risultato, abbiamo pensato poi di strutturare una vera e propria installazione live, uno spettacolo o performance (le definizioni sono spesso limitative) che vivesse di vita propria co-firmato Matteo Levaggi – Corpicrudi, e che percorresse le stesse tematiche di Sinfonia in Nero, in linea con il nostro modo di concepire e sviluppare progetti artistici a 360° gradi, ovvero presentati con diversi linguaggi (foto, installazioni, video, corpo, spettacoli etc, come nel caso del precedente Le Vergini). È nato Preludio per una Sinfonia in Nero in collaborazione con il Festival MilanOltre che già ci ha ospitati al Teatro Elfo Puccini qui a Milano, cui si sono aggiunti Traffic Gallery, l’associazione culturale Alkema e la band noise-rock The Death of Anna Karina, che abbiamo voluto in palco con noi per questo debutto milanese di un primo studio del progetto.

Altre suggestioni sono venute da brani dei Joy Division e poi dal live della band, definito da testate musicali come Rumore come uno dei migliori live italiani. Introdotto dalle parole“Nascono alcuni ad infinita notte”, frase tratta dal poema Presagi di Innocenza (1803) del poeta e pittore inglese William Blake, direi che Preludio per una Sinfonia in Nero rappresenta un grido nel Nero, nella Fine, nella Caducità, nella Decadenza dei nostri tempi con una dichiarata tensione verso un rigore classico molto caro sia a Corpicrudi che a Matteo.

Preludio è una lente di ingrandimento sulla caducità espressa nella mostra Sinfonia in Nero con Traffic. Come se la cera colata sulla statua lentamente ne sfaldasse il corpo, i movimenti scelti da Matteo mantengono l’energia della danza solo nel ricordo, un corpo che si abbandona al decadimento (sotto l’oscura costante presenza di un altro corpo seduto immobile in scena – Sergio), con improvvisi minimi dettagli che rimandano ad una statua neoclassica, a Canova, a Thorvaldsen, a quella statua raffigurante un Angelo che ho fotografato a Berlino durante il nostro soggiorno per la presentazione di un precedente progetto. La statua mi aveva letteralmente folgorata, senza sapere ancora perché, e successivamente l’abbiamo scelta come immagine portante per Preludio. Mi piace definire questa creazione “tra Classicismo, Post-Punk e Decadenza”. Sarà anche inserita nel prossimo film Sexxx di regista Davide Ferrario sul lavoro coreografico di Matteo (in uscita alla prossima Mostra del Cinema di Venezia).

R.M.: Qual è il ruolo dei The Death of Anna Karina? È solo un accompagnamento musicale o la band è anche protagonista? In che modo avete pensato questa interazione, dal momento che lo spettacolo è una sorta di susseguirsi di epifanie?

S.S.: Mi pare limitativo parlare di “accompagnamento musicale” anche se si tratta di un ottimo tappeto sonoro. Oltre ad un’importante attinenza dei testi dei brani eseguiti con le tematiche del progetto (“La fine la fine, per voi maledetti sarà la Fine” parole urlate nel brano di chiusura, o il titolo stesso del primo brano “Esegesi del Decadimento”…), la collocazione dei cinque componenti del gruppo nella scena non è casuale: la band non è frontale, verso il pubblico, come ad un concerto, ma laterale rivolta verso il centro della scena dove Matteo e io ci muoviamo, in opposizione ad un solo spettatore seduto (Sergio) nel lato opposto. Il pubblico che arriva frontalmente può spostarsi liberamente in piedi nella sala volutamente sprovvista di gradinata.

Direi che la band è qui voce – struttura – e parte dell’installazione, ora spettatrice immobile e silenziosa, ora motore di un vortice di onde, suoni, parole, urla, pause e respiri.

R.M.: Che valore ha l’epifania nella poetica di Corpicrudi?

S.S.: Direi che è un elemento significativo.  Accanto a progetti firmati solo Corpicrudi, negli anni si sono susseguiti collaborazioni, con una sorta di nostra “regia”, con musicisti, stilisti, scrittori, poeti, altri artisti visivi, oltre a Matteo, come coreografo, con cui ora si apre una nuova strada di progetti indipendenti firmati insieme (di cui uno di entità corposa in arrivo nel prossimo autunno), tenendo presente che seguo direttamente io all’interno di Corpicrudi la parte con il teatro e la danza. Credo sia per noi una naturale propensione che ci permette quella coralità espressiva cui vertiamo per meglio indagare tematiche a noi care sulle quali da sempre l’uomo si interroga, in primis vita e morte, eterno e fine, con uno sguardo volto verso il nostro passato storico come fonte di bellezza e armonia oltre il tempo.

R.M.: Sinfonia in Nero è dunque un work in progress: avete già in mente degli ulteriori sviluppi?

S.S.: Intendiamo svilupparla ulteriormente: vorremo presentare altri studi del progetto, anche diversi. Stiamo pensando a una versione completamente differente, spogliata, incentrata sui testi da presentare sia in teatro o anche  in un circuito piu off che personalmente mi interessa molto.

Preludio - foto di Roberto Poli

Preludio – foto di Roberto Poli

Preludio - foto di Samuel Fava

Preludio – foto di Samuel Fava

Preludio  - foto di Corpicrudi

Preludio – foto di Corpicrudi