Possibilità di un'Isola,   installation view,   Milano 2015 - Foto di Claudia Ferri

Possibilità di un’Isola, installation view, Milano 2015 – Foto di Claudia Ferri

Immaginandola come un’ “isola felice” per l’arte, Arianna Rosica ha trasformato la sua ex-dimora in un punto fermo dove – per essere un po’ poetici – far ruotare un arcipelago di isole/artisti. Lo spazio in via Carlo Farini 68, liberato dalle adempienze domestiche, si è trasformato in un luogo espositivo a metà strada tra una galleria e un salotto minimale. IN questo primo appuntamento, dal titolo “Possibilità di un’Isola”, sono raccolte le opere di Paolo Canevari, Gianni Caravaggio, Loredana Di Lillo, Gianluca Di Pasquale,   Anna Franceschini, Paolo Gonzato, Massimo Kaufmann, Angelo Mosca, Igor Muroni, Katja Noppes, Angelo Sarleti, Lorenzo Scotto Di Luzio, Michele Tocca, Marcella Vanzo, Vedovamazzei e Mauro Vignando.

Vedo la mostra assieme ad amici curatori, qualche giornalista, alcuni artisti che espongono le loro opere. Osservo mentre parlo d’arte, di appuntamento. Faccio qualche domande ad un artista, gli chiedo un dettaglio tecnico. Bevo del vino e mi siedo. Era da molto tempo che non “assaporavo” una mostra in questo modo. Senza fretta, senza spintoni, senza l’esigenza di vedere (e consumare) per poi passare oltre. Questa “possibilità” che ho avuto, per molti versi, rientra nel progetto stesso della mostra: creare un luogo di “scambio e confronto”. “Scambio e confronto che derivano dalla frequentazione continuativa della casa da parte degli artisti invitati in mostra e dal rapporto in primis amicale e affettivo, e poi anche professionale, fra loro e i padroni di casa.” Ecco che, senza preteste concettuali o contenutistiche, si osservano opere inedite, altre conosciute, altre ancora risalenti a molti anni prima – penso a “Rime Sparse”, l’installazione in bronzo di Massimo Kaufmann del 1997 o “Colosseo” di Paolo Canevari, del 2002 -, o molto recenti come l’opera di Marcella Vanzo “Isole” del 2015.

Fotografia, video, scultura, installazioni e sound art: tecniche disparate che si alternano alle pareti, tra le finestre e un’ampia libreria, tra la porta che da verso la cucina o la zona notte. Alcune sedie attorno ad un grande tavolo per sedersi e dialogare. La tranquillità è senza dubbio la nota dominante di questa atmosfera conviviale e senza pretese.

Dopo questo primo appuntamento seguirà – dal 9 febbraio al 2 marzo – “Registro”, una mostra che ospita le opere di tre artisti Liliana Moro, Marco Bongiorni e Mauro Vignando

Segue un abbozzo del comunicato stampa.

La mostra nasce con l’intento di registrare un vuoto, per cercare di non caderci dentro. Il vuoto riguarda l’attenzione al lavoro di tre generazioni che fanno fatica a farsi ricordare perché dagli anni novanta a oggi (tranne alcune eccezioni) è avvenuto un blackout per l’arte italiana e non esiste una effettiva registrazione del lavoro che è stato fatto e del suo perché. “Registro” propone quindi un confronto fra visioni, esperienze, pratiche e linguaggi di tre artisti italiani rappresentativi di queste tre generazioni. Un “carotaggio” per individuarne poetiche, affinità e divergenze, idiosincrasie e influenze e delineare uno sfaccettato paesaggio in cui si confrontano e dialogano approcci e media diversi. Emerge così un trasversale, e non banale, campionario di volti e voci dell’arte contemporanea italiana.

Angelo Mosca,   Pittura dal vero,   2012,   olio su tela 24 x 18 cm - Michele Tocca,   Studio riflessi di costa,   2013,   olio su tela,   50 x 40 cm - Foto di Claudia Ferri

Angelo Mosca, Pittura dal vero, 2012, olio su tela 24 x 18 cm – Michele Tocca, Studio riflessi di costa, 2013, olio su tela, 50 x 40 cm – Foto di Claudia Ferri

Paolo Gonzato,   Out of Stock,   2013,   Teli di ombrelli cuciti,   225 x 175 cm - Foto di Claudia Ferri

Paolo Gonzato, Out of Stock, 2013, Teli di ombrelli cuciti, 225 x 175 cm – Foto di Claudia Ferri

Giovanni Caravaggio,   Fuoriuscite dal buio,   entrare nella notte,   2009,   cartoncino carta di alluminio,   grafite,   50 x 70 cm - Massimo Kaufmann,   Rime Sparse,   1997,   pezzi unici,   bronzo - Foto di Claudia Ferri

Gianni Caravaggio, Fuoriuscite dal buio, entrare nella notte, 2009, cartoncino carta di alluminio, grafite, 50 x 70 cm – Massimo Kaufmann, Rime Sparse, 1997, pezzi unici, bronzo – Foto di Claudia Ferri