Carl Gustav Jung,   Palazzo Enciclopedico 2013 - 55° Biennale di Venezia

Carl Gustav Jung, Palazzo Enciclopedico 2013 – 55° Biennale di Venezia

Point of view #8: Marianna Vecellio

Ritorno dalla Biennale sazia, come da copione. E il percorso si completa con l’altrettanto attesa disamina su quanto visto: l’esposizione di impressioni per produrre e digerire consumo – ahimé – ancor prima di averlo elaborato. E’ il mio turno.

Massimiliano Gioni sa fare il lavoro del curatore. E’ raffinato e appassionato e il suo gusto mi piace. Egli chiarisce fin dall’inizio: Il palazzo enciclopedico, titolo assegnato alla sua biennale, implica un’idea di fallimento a cui guardare – ci sentiamo di aggiungere noi – con empatia nostalgica. La sua idea di enciclopedia non richiama l’operazione catalogatoria di Diderot e d’Alembert, neppure la vertigine enciclopedica borgesiana. Nessuna riordinazione di sapere di tipo illuminista: egli prende spunto dall’avventurosa impresa di Marino Auriti, un signore abbruzzese, che pochi conoscono – non partiamo dagli epicentri ma dagli ipocentri – afflitto dal desiderio di costruire un palazzo che possa ospitare tutto il sapere del mondo. Una specie di Torre di Babele della conoscenza. Gioni lo scopre al Folk Art Museum di New York. Uno di quei luoghi dai quali esci ogni volta innamorato di un artista. Il nome esatto del progetto auritiano è Il Palazzo enciclopedico del mondo e Gioni – forse per necessità di sintesi – ne omette l’ultima parte. Forse perché non è il palazzo enciclopedico del mondo bensì dell’uomo; a meno che dell’uomo non sia anche l’unico punto di vista da cui osservare il mondo… Ricordiamo che Daniel Birnbaum aveva intitolato la sua biennale Fare Mondi mentre Bice Curiger IllumiNazioni. L’afflato che sottende le biennali rivendica il potere evocativo dell’arte e il desiderio di riassegnarvi una valenza ontologica. Gli artisti chiamati ad esporre sono numerosi e alcuni di loro affascinano senza alcun dubbio. A partire dai disegni di Carl Gustav Jung, la mostra accoglie lo spettatore con una serie di riflessioni dal forte taglio introspettivo che sembrano offrire una messa in discussione di tanta certezza consolidata nel corso del novecento.

Rimaniamo sedotti dalle ossessività di certi linguaggi e dall’attenzione filantropica del curatore che restituisce una wunderkammer sull’inquietudine dell’uomo. Perché partire proprio da un “progetto fallito” per restituire l’idea della conoscenza? Avrebbe poi senso assegnare alla conoscenza un’idea di finitezza o al sapere il senso d’infallibilità? Ma è poi l’uomo il centro di tutto? Perché tanta ossessione nei confronti del passato? Essa corrisponde alla realtà? La mostra fa emergere numerose complessità tra cui quella di un territorio perfetto o perfettamente concepito a tratti quasi autisticamente isolato, che parla all’uomo dell’uomo. Marianna Vecellio

Carl Gustav Jung  The Red Book [page 655],   1915-1959  Paper,   ink,   tempera,   gold paint,   red leather binding 40 x 31 x 10cm © 2009 Foundation of the Works of C.G. Jung,   Zürich. First published by W.W. Norton & Co.,   New York 2009

Carl Gustav Jung The Red Book [page 655], 1915-1959 Paper, ink, tempera, gold paint, red leather binding 40 x 31 x 10cm © 2009 Foundation of the Works of C.G. Jung, Zürich. First published by W.W. Norton & Co., New York 2009

Augustin Lesage,   Composition symbolique sur le monde spiritual,   1925 Particolari dell’installazione,   Giardini 55. Esposizione Internazionale d’Arte,   Il Palazzo Enciclopedico,   la Biennale di Venezia - Photo by Francesco Galli Courtesy by la Biennale di Venezia

Augustin Lesage, Composition symbolique sur le monde spiritual, 1925 Particolari dell’installazione, Giardini 55. Esposizione Internazionale d’Arte, Il Palazzo Enciclopedico, la Biennale di Venezia – Photo by Francesco Galli Courtesy by la Biennale di Venezia

A. G. Rizzoli  Mrs. Geo. Powleson Symbolically Portrayed / The Mother Tower of Jewels,   1935  Ink on rag paper 94 x 64 cm Courtesy of The Ames Gallery,   Berkeley,   CA,   USA

A. G. Rizzoli Mrs. Geo. Powleson Symbolically Portrayed / The Mother Tower of Jewels, 1935 Ink on rag paper 94 x 64 cm Courtesy of The Ames Gallery, Berkeley, CA, USA