Ryan Trecartin Still from: Not yet titled,   2013 HD Video Courtesy of the Artist,   Andrea Rosen Gallery,   New York and Regen Projects,   Los Angeles

Ryan Trecartin Still from: Not yet titled, 2013 HD Video Courtesy of the Artist, Andrea Rosen Gallery, New York and Regen Projects, Los Angeles

R. CRUMB The Book of Genesis Illustrated by R. Crumb,   2009 Pen and ink on paper 207 pages,   dimensions vary slightly Includes 201 story pages,   front cover,   title page,   dedication,   intro by artist,   hand-drawn map,   and back cover © Robert Crumb,   2009. Courtesy the artist,   Paul Morris,   and David Zwirner,   New York/London

R. CRUMB The Book of Genesis Illustrated by R. Crumb, 2009 Pen and ink on paper 207 pages, dimensions vary slightly Includes 201 story pages, front cover, title page, dedication, intro by artist, hand-drawn map, and back cover © Robert Crumb, 2009. Courtesy the artist, Paul Morris, and David Zwirner, New York/London

Point of view #4: Francesca Di Nardo

Nell’affrontare la visita de Il Palazzo Enciclopedico mi sono lasciata guidare dalla convinzione dell’impossibilità di giungere ad una conoscenza dettagliata di ogni progetto enciclopedico. Ho cercato di cogliere l’interezza di una visione provando, a volte, un senso di affaticamento dovuto alle molteplici stratificazioni di conoscenze che molte delle opere portano e che si accrescono nei rimandi e nelle connessioni proposti dall’allestimento. Non ho amato particolarmente non ritrovare gli spazi nudi dell’Arsenale, ma ritengo funzionale la scelta fatta di ricorrere a un impianto museale e all’uso di pannellature, muri finti, etc… L’impressione generale è stata positiva, la scelta sulle opere di scultura, in particolare, mi ha colpita per la serietà e la bellezza…. Hans Josephsohn per esempio che amo moltissimo. E poi ritrovare artisti come Hilma af Klint, Robert Crumb e Yüksel Arslan… Tra i miei coetanei ammetto la mia preferenza per Ryan Trecartin per la sua capacità di rappresentare il presente e tra gli italiani per Roberto Cuoghi perché la sua scultura tiene lo spazio dell’arsenale come poche, per Linda Fregni Nagler per il coraggio e l’amore verso la fotografia, e Diego Perrone per la raffinatezza e la costante ricerca sui materiali. Tra i padiglioni nazionali le mie preferenze vanno al monumento alla musica di Anri Sala per la Francia, all’ironia e alla sagacia di Jeremy Deller per la Gran Bretagna e alla sorpresa di Alexandra Pirici e Manuel Pelmus per la Romania. Il Padiglione Italia si basa su un progetto curatoriale insufficiente secondo me, autoreferenziale e chiuso su un orizzonte troppo ristretto.

La conoscenza enciclopedica è certo spesso stancante e a tratti pedante, l’Arte però quella resta sempre ossigeno per la mente e il corpo.

Francesca di Nardo

Yüksel Arslan Arture 130A,   1968 39 x 33,  7 cm photo © Refik Anadol and Maurizio Bragiotti

Yüksel Arslan Arture 130A, 1968 39 x 33, 7 cm photo © Refik Anadol and Maurizio Bragiotti