Morton Bartlett  Untitled (Doll),   n.d. (ca. 1936—65)  Plaster,   fibre hair,   paint,   fabric 84 x 48 x 15 cm Collection de l’Art Brut,   Lausanne Photo: Atelier de numérisation - Ville de Lausanne

Morton Bartlett Untitled (Doll), n.d. (ca. 1936—65) Plaster, fibre hair, paint, fabric 84 x 48 x 15 cm Collection de l’Art Brut, Lausanne Photo: Atelier de numérisation – Ville de Lausanne

Point of view #3: Guido Molinari

Che cosa mi aspetto dalla Biennale di Venezia?  Personalmente in passato ho molto apprezzato la sezione “Corderie dell’Arsenale” del lontano 1993. In quel caso venivano presentati numerosi artisti  emergenti che, con buona preveggenza dei curatori, avrebbero tenuto banco nei decenni successivi. Questo credo sia il compito di una Biennale. Non mi piacciono invece le edizioni  basate su una tesi curatoriale “forte”, che per strutturarsi e prendere corpo deve “comprimere”  il senso delle opere in una direzione specifica (vedi l’edizione Jean Clair). Rispetto alle mie aspettative, la Biennale di Gioni in definitiva mi ha lasciato perplesso su alcuni aspetti. La tesi curatoriale proposta al padiglione centrale dei giardini non fa leva quasi mai su opere di artisti in sintonia con l’attualità ma, come in una Wunderkammer,   presenta reperti e frammenti tratti da un contesto di cultura generale, spesso non recente. Non credo sia il compito di una biennale d’arte. Quando la tesi del curatore, per quanto affascinante possa essere,   impiega per lo più estratti e campionature che non vengono dal mondo dell’arte contemporanea, allora qualcosa è andato perduto. Il ruolo del curatore d’arte assume in questo caso una dimensione autoreferenziale e a mio parere  pretenziosa, al di sopra delle opere stesse. La scelta di Gioni quindi mi sembra lontana da una ricognizione culturale completa (forse impossibile visto il tema scelto con astuzia) e allo stesso tempo troppo vasta e in definitiva noiosa rispetto all’impatto emotivo di una Wunderkammer. La riscoperta di artisti del Novecento poco noti ai più, mi sembra andare nella stessa direzione, in quanto selezionati non per misconosciute doti artistiche ma per la loro sincronia con il tema curatoriale proposto. Mi ha interessato maggiormente la sezione “Corderie dell’Arsenale” in quanto la presenza di artisti emergenti o in sintonia con l’attualità, anche se storicizzati,   era più numerosa. Se la Biennale di Gioni mi appare in definitiva estremamente più significativa delle edizioni recenti che l’hanno preceduta,   risulta comunque l’esatto contrario di una mostra quale “When Attitudes Become Form” che invece apprezzo pienamente, nella sua concezione originale e nella sua riproposizione attuale. Insomma, il tema curatoriale viene prima delle opere o in funzione di esse e del loro grado di novità?

Guido Molinari

Norbert Ghisoland 64737 glass plate photo

Norbert Ghisoland 64737 glass plate photo

Herbert List Operation des Schielens,   Wien,   Austria 1944 22 x 25 cm Modern GSP © Herbert List Estate,   Hamburg - Germany

Herbert List Operation des Schielens, Wien, Austria 1944 22 x 25 cm Modern GSP © Herbert List Estate, Hamburg – Germany