Dizionario di pittura,   2014  Exhibition view at Francesca  Minini,   Milan - Foto Agostino Osio

Dizionario di pittura, 2014 Exhibition view at Francesca Minini, Milan – Foto Agostino Osio

Anche se il titolo può sembrare ‘altisonante’ – dunque fin troppo esaustivo – l’aver scelto “Dizionario di Pittura”, per raccogliere le opere di 12 giovani artisti che lavorano con il mezzo pittorico, è senz’altro azzeccato. Trattasi infatti di una parola – dizionario – che può essere utilizzata come sinonimo di voce, espressione, modi di dire o maniera. Dizionario deriva da dizione, DICTIO… Il dizionario è dunque il libro dove sono raccolte alfabeticamente o metodicamente varie dizioni di una lingua.

La collettiva in mostra alla galleria Francesca Minini fino a metà gennaio 2015, raccoglie buoni esempi di pittura contemporanea. Eterogenea e imprevedibile, la pittura si mostra negli ultimi anni più vivace che mai e gli artisti – soprattutto delle ultime generazioni – cercano di ampliare, a volte riuscendoci, un territorio che se studiato e compreso nella sua essenzialità, rischia di terrorizzare anche il più coraggioso dei talenti. Ma il pizzico di ingenuità che molti pittori rivelano con il proprio fare a volte non guasta, anzi, possiamo giustificarla con una consapevole leggerezza (se gli esiti sono positivi). Gli eterni ritorni sono rassicuranti e, non ho dubbi, anche commercialmente redditizi. Ma veniamo alle varie ‘espressioni’ raccolte nella collettiva inaugura pochi giorni fa nella galleria di Lambrate.

Essendo molto diversi tra loro, è decisamente difficile tirare un’univoca somma sul livello qualitativo delle opere esposte. Nulla toglie però che ci siano tra questi dodici artisti, alcuni che spiccano più di altri per originalità. Giustificandomi con un opinabile de gustibus, hanno attratto la mia attenzione alcune opere a discapito di altre che mi hanno lasciata abbastanza indifferenze. Il non giovanissimo artista tedesco Thomas Kratz (classe 1972), espone una piccola tela del 2013 dove, con pochi tocchi di colore bianco, “descrive” una superficie piatta, una campitura trasparente che lascia intravedere il fondo scuro. Acrilico e spray stesi con veloci movimenti di spatola che – in relazione alla più ampia ricerca dell’artista – fanno riflettere sulla permeabilità e aleatorietà del linguaggio pittorico. Ned Vena (presente in questi giorni anche alla collettiva alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nella mostra “Beware Wet Paint” a cura di Gregor Muir), cerca di stabilire con la sua ricerca pittorica una relazione tra le storia della pittura – penso al minimalismo americano – con il linguaggio della grafica tipografica e digitali. In mostra è presente con opera dove tela, gomma e vinile creano una sorta di cartellone di una non-pubblicità che comunicata, con il suo nero lucido e la scritta scivolata e ripetuta lungo i bordi “Situations”, un messaggio tutt’altro che positivo.

Temperamento (e temperatura) decisamente opposta quella che anima invece il grande lavoro a parete di Andrea Kvas. Ho avuto modo di seguire più mostre dell’artista triestino (1986) e con quest’opera direi che ha messo decisamente a frutto la sua idea di pittura ‘performativa’ o in continua trasformazione. Sorta di grande ‘acquatinta’, la pittura multistrato di oltre tre metri raccoglie istinto, gestualità, il caso, la passionalità di un artista che incarna, anche romanticamente, l’idea dell’ “essere pittore”.

La forza di gravità sembra essere la forza decisiva che da sostanza alle opere di Sophie Bueno Boutellier. In mostra l’opera “Green Cardamom” (2013), una tela cosparsa di colore tenue e pigmenti ossidati d’oro. Un’unica grande piega – ma potremmo considerarlo un sistetico panneggio – da un carattere scultoreo a questo drappo minimale ed elegante. Pochi tratti e linee in prospettiva definiscono l’immaginario geometrico della piccola tela dell’artista inglese Alice Browne, mentre più strutturato e deciso l’immaginario di un pittore che ritengo molto originale, Bernd Ribbeck. Quest’ultimo è presente in mostra con una piccola tavola di MDF su cui l’artista descrive con colore forti – rosso, turchese, arancio e nero – una struttura geometrica dalle profonde ombre. Applicando una trama di sfumati con la penna a sfera, Ribbeck sembra sommare più tecniche assieme, pittura, incisione e stampa. Tra le migliori opere in mostra.

Di sapore espressionista l’opera di Armin Boehm che, assieme a quella di Francesco Joao Scavanda, presenta un’opera dove compare la figura. Come la pittura dalle tinte forte degli inizi del secolo scorso, anche in questa tela le figure sono stilizzate e contorte, definite con decisi contorni che limitano ampie campiture di colore piatto. L’effetto, come correttamente suggerisce il foglio di sala, è quello del collage.

Elena Bordignon

Dizionario di pittura,   2014  Exhibition view at Francesca  Minini,   Milan - Foto Agostino Osio

Dizionario di pittura, 2014 Exhibition view at Francesca Minini, Milan – Foto Agostino Osio

Dizionario di pittura,   2014  Exhibition view at Francesca  Minini,   Milan - Foto Agostino Osio

Dizionario di pittura, 2014 Exhibition view at Francesca Minini, Milan – Foto Agostino Osio

Dizionario di pittura Ned Vena Untitled,   2014 213 x 142 cm - Galleria Francesca Minini,   Milano - Foto: Agostino Osti

Dizionario di pittura Ned Vena Untitled, 2014 213 x 142 cm – Galleria Francesca Minini, Milano – Foto: Agostino Osio

Dizionario di pittura Andrea Kvas Untitled,   2014 Wall painting 221 x 308 cm - Galleria Francesca Minini,   Milano - Foto Agostino Osio

Dizionario di pittura Andrea Kvas Untitled, 2014 Wall painting 221 x 308 cm – Galleria Francesca Minini, Milano – Foto Agostino Osio