Darren Bader,   Franco Noero,   Torino

Darren Bader, Franco Noero, Torino

La giornata inaugurale del miart 2013 è stata ‘effervescente’. Tantissime le presente già dalle 11 del mattino. In conferenza stampa, il direttore artistico ha esordito con un ‘noi’. “Questa edizione del miart è stata possibile grazie alla collaborazione di molte persone che hanno lavoranto assieme a me in questi ultimi 10 mesi”.

De Bellis ha sottolineato l’importanza della sezione dedicata al design. “E’ necessario concentrarsi sui punti di forza di una città come Milano, i cui capisaldi sono la moda e il design. Da qui l’idea di potenziare la sezione dedicata al design – OBJECT – curata da Michela Pelizzari e Federica Sala.”

Tra le parole spese per descrivere miart 2013, è stata ‘internazionale’ quella più utilizzata: “E’ fondamentale ribadire come sono aumentate le presenze straniere rispetto all’anno scorso. Non possiamo pensare a miart come ad un fiera circoscritta all’ambito italiano.” L’obbiettivo (da svilupparsi in questi 3 anni di mandato) è far diventare miart un punto di riferimento nel sistema delle fiere europee. Di fatto, ha chiarito De Bellis, “rispetto alla precedente edizione gli espositori sono passati da 92 a 140. Le presenze internazionali l’anno scorso erano poco più che una decina, quest’anno sono 50.”

Un’altra proposta nuova – curato da Donatella Volontè – è quella relativa agli archivi. “Non dimentichiamoci che le gallerie, sopratutto quelle di arte moderna, sono detentrici di ‘cultura’ artistica che va salvaguardata come patrimonio comune”. Consapevole del ruolo che gli Archivi d’Artista rivestono nel sistema del mercato, in particolare delle opere storiche, miart si è posto l’obiettivo di realizzare, nell’arco di tre edizioni, una mappatura esaustiva delle realtà presenti sul territorio nazionale.

Per saperne di più http://www.miart.it/archivi

De Bellis ha terminato l’intervento citando e ringraziando tutto il team dei curatori, gli organizzatori e l’ufficio stampa.

Nel mio primo giro – sperando di poter tornare sabato con più calma – senza dubbio posso dire che THENnow (curata da Florence Derieux e Andrea Viliani) è la sezione tra le più meritevoli dell’intera fiera: ottimi lavori, scelte oculate, dialoghi a volte ‘serrati’ tra le opere (peccato che in alcuni casi, delle inutili pareti ostacolavano una autentica relazione tra i lavori, come nel caso di Enzo Mari e Tim Rollins and KOS). Riuscite quelle tra Gianfranco Baruchello e Mariana Castillo Deball; Dadamaino e Giuseppe Gabellone; Haim Steinbach e Darren Bader.