Patrick Tuttofuoco e Diego Perrone,   Orecchie e Fantasmi in Cantina 2013,   Cantine Antinori

Patrick Tuttofuoco e Diego Perrone, Orecchie e Fantasmi in Cantina 2013, Cantine Antinori

Felice incontro – non avevo grandi dubbi, ma non si sa mai – tra lo spatriato Patrick Tuttofuoco e Diego Perrone nella mostra inaugurata ieri sera  Orecchie e Fantasmi in Cantina. Assieme hanno elaborato un percorso espositivo nel non facile spazio dell’atrio delle Cantine Antinori. Giunto alla sua seconda tappa, dopo le installazioni Yona Friedman e Rosa Barba, l’ Antinori Familiae Museum si sta rivelando come un progetto solido e di qualità nel panorama italiano. 

Altro felice incontro è stato quello tra la struttura spaziale esterna di Yona Friedman – Iconostasi, presentata lo scorso maggio con l’opera di Rosa Barba – e l’installazione di Tuttofuoco che ha pensato a dei neon luminosi circolari di diversi colori. Ridondanze, riflessioni, echi formali e stilistici: quest’opera mi ricorda il ‘primo’ Patrick, capace – come pochi – di relazionarsi in modo impeccabile con idee e progetti altrui.  Dalla pensata casualità dell’esterno, il calibrato percorso a ‘stazioni’ all’interno.

Veramente riuscita la soluzione pensata da Patrick negli spazi dell’atrio: l’artista ha utilizzato il modulo circolare al neon, per creare delle aree a diversa intensità luminosa sopra alle sue opere.  Sia Tuttofuoco che Perrone hanno elaborato una personale riflessione sulla lunghissima e molto densa tradizione storico-artistica della famiglia Antinori, elaborando, in diversi modi, delle opere che dialogassero non solo tra loro ma anche con il passato.

Tuttofuoco, continuandola sua ricerca sulle ‘maschere’, ha proposto delle sculture ‘coprenti’: utilizzando degli scampoli e drappi di stoffa recuperati da Palazzo Antinori a Firenze, l’artista ha realizzato delle sagome la cui forma nasconde il ‘ricordo’ di una scultura classica. Chiamati ironicamente fantasmi, queste presenze-assenze fanno da pendant a dei vaghi ritratti in polistirolo, sgranate e malinconie fisionomie di sconosciuti.

Più ‘silenzioso’ l’intervento di Diego Perone che ripropone una versione della bellissima scultura esposta alla Biennale di Venezia: una dea alata bicolore – nera e bianca – la cui forma richiama stilemi del ‘900.  Oltre a due fotografie di qualche anno fa, una curiosa scultura dalle forme ambigue: un orecchio incontra un grido. E’ possibile?

La capacità di Diego di unire suoni e materia, tradizione e imprevedibile sperimentazione tecnica, da come risultato delle sculture ‘in movimento’ dove forme ed evocazione si ricorrono instancabilmente.  Nella scultura dove un orecchio incontra ‘un grido’, l’artista ha elaborato una forma vibrante in vetro opaco bianco, grigi cangianti e rosa pallido. La superfice opalina della materia tradisce rapide e incontrollate sforbiciate. Mi spiegano che l’artista ha modellato della gommapiuma per realizzare il calco della scultura.  Metamorfica, ambigua e misteriosa, questa forma racconta – senza pretenziosi riferimenti passati – la storia di un processo lavorativo dove il morbido diventa duro, il rumoroso si fa taciturno, il liquido si ghiaccia, il solido si scioglie…  Diego si conferma ancora una volta uno dei affabulatori più affascinati che abbiamo nel panorama italiano.

Le opere di Diego Perrone e di Patrick Tuttofuoco saranno in mostra presso Antinori Familiae Museum fino al 30 aprile 2014. Mostra a cura di Marco De Michelis    

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Patrick Tuttofuoco,   Yona Friedman,   Cantine Antinori 2013

Patrick Tuttofuoco, Yona Friedman, Cantine Antinori 2013

Diego Perrone,   Orecchie e Fantasmi in Cantina 2013,   Cantine Antinori

Diego Perrone, Orecchie e Fantasmi in Cantina 2013, Cantine Antinori

 

Patrick Tuttofuoco,   Orecchie e Fantasmi in Cantina 2013,   Cantine Antinori

Patrick Tuttofuoco, Orecchie e Fantasmi in Cantina 2013, Cantine Antinori