Prinz Gholam > Ein Ding mehr,   courtesy Galerie Wolff

Prinz Gholam > Ein Ding mehr, courtesy Galerie Wolff

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E’ una delle sezioni più attese di Artissima 2014, ‘Per4m’ ,  progetto dedicato alla performance che prevede azioni e interventi artistici che vanno oltre lo spazio degli stand. L’interesse per il linguaggio della performance si è destato nell’ultimo periodo in musei, gallerie e nelle fiere. Le reazioni a Frieze per LIVE – sezione dedicata alla performance – ha avuto esiti positivi, soprattutto per gli interventi a cui era stata adibita una “cornice” che, per molti versi, isolata le azioni performative dalla fiera in senso stretto.

Da più parti, soprattutto nelle comunicazioni diffuse dalla fiera,  di questa nuova sezione è sottolineato l’aspetto “fortemente innovativo, sia per la modalità di presentazione che per l’approccio con il quale la performance viene affrontata”. Staremo a vedere l’esito e la risposta del pubblico, senza contare l’aspetto prettamente commerciale. Ci auguriamo che la “ricaduta” delle varie azioni non sia l’esposizioni negli stand di semplice documentazione fotografica o video, ma qualcosa di più strutturato e progettuale.

La sezione prevede 16 lavori – presentati in quattro tempi per le giornate della fiera – a cui è stato pensato un apposito spazio (vicino alla sezione dedicata editoria CONText), a parte alcune azioni che saranno, invece,  presentate in luoghi condivisi del padiglione dell’Oval.

Tra le tante application presentate dalle gallerie partecipanti alla fiera, hanno selezionato le 16 performance tre curatori internazionali:  Simone Menegoi (curatore indipendente, coordinatore della sezione),   Tobi Maier (critico e curatore indipendente) e  Natalia Sielewicz (curatrice presso il Museo d’Arte Moderna di Varsavia). Durante le giornate della fiera, sarà anche consegnato il premio  Prix K-Way Per4m – che va ad aggiungersi al Premio illy Present Future, Premio Guido carbone New Entries,  Premio Ettore Fico ePremio Ettore Sardi per l’Arte Back to the Future, rivolto alla sezione Back to the future – destinato al lavoro performativo considerato come più significativo tra quelli presentati ad Artissima. Il premio consiste in 10.000 euro.

La giuria è composta da  Silvia Fanti (Curatrice Arti Performative, Xing, Bologna),   Agustin Pérez Rubio (Direttore Artistico, Malba – Fundación Costantin, Buenos Aires),   Stephanie Rosenthal (Capo Curatrice, Hayward Gallery, London e Direttirce Artistica, Biennale di Sydney 2016). 

Gli artisti:  Leah Capaldi, Marcello Maloberti,  Helena Hladilová,  Kate StecPrinz Gholam,  Kate Steciw & Rachel de Joode,  Nico Vascellari, Giovanni Morbin, Tobias Kaspar, Louise Hervé and Chloé Maillet, Cally Spooner, f.marquespenteado,  Italo Zuffi, Viola Ye?iltaç in collaborazione con Oliver Input,  Tom Johnson, Lili Reynaud-Dewar e  Shaun Gladwell .

Per capire meglio questa sezione, abbiamo fatto alcune domande a Simone Menegoi. Nei prossimi giorni pubblicheremo alcune brevi interviste degli artisti di Per4m.

ATP: L’inserimento della performance all’interno di una fiera d’arte è una novità nel contesto italiano. In che modo hai affrontato questo progetto? 

Simone Menegoi: Con il brivido di chi fa un salto nell’ignoto! L’idea di Sarah Cosulich di inserire una sezione dedicata alla performance all’interno di una fiera – una sezione sullo stesso piano delle altre, e come tale aperta al mercato, non un programma collaterale – è una novità assoluta per il panorama italiano; e non solo italiano, mi sembra. Staremo a vedere quale sarà la risposta del pubblico, della critica e dei collezionisti.

ATP: Con quale criterio avete selezionato i 16 progetti per questa nuova sezione?

SM: Al di là di un’ovvia valutazione di qualità, il criterio di selezione del comitato curatoriale – composto, oltre che da me, da Tobi Maier e Natalia Sielewicz – è stato quello di privilegiare artisti che utilizzano la performance come medium abituale. Come ogni buona regola, il criterio ha ammesso qualche eccezione: ne è stata fatta una, per esempio, per il brasiliano f. marquespenteado, che in occasione della Biennale di San Paolo del 2012 aveva accompagnato per la prima volta la presentazione dei suoi assemblaggi e delle sue stoffe ricamate con un recital in cui raccontava storie e cantava delle canzoni. Ad Artissima, l’artista proporrà la sua seconda creazione basata sulla stessa formula.

ATP: A Gennaio al Museo Marino Marini di Firenze hai curato la collettiva “Le Statue Calde. Pensiero – Corpo – Azione, 1945-2013”, in cui indagavi i rapporti tra scultura, corpo e azione nell’arte italiana del secondo dopoguerra. C’è una relazione tra i progetti che hai scelto per Per4m e i temi affrontati ne “Le Statue Calde”? Questa edizione di Per4m può essere vista come una prosecuzione del discorso iniziato al Museo Marino Marini?

SM: Credo che sarebbe stato fuori luogo cercare di sviluppare all’interno della sezione ufficiale di una fiera un programma coerente e compatto da un punto di vista curatoriale come il progetto che hai citato. Al contrario, Per4m si propone di riflettere la varietà caleidoscopica della performance attuale. Ciò detto, non è certo un caso che tre degli artisti presenti nella mostra di Firenze (Marcello Maloberti, Giovanni Morbin e Italo Zuffi) siano anche nel programma di Per4m. ll nostro gusto individuale – il mio, e quello dei miei due colleghi – ha ovviamente avuto un peso nelle scelte di Per4m.

ATP: Gina Pane in un’intervista della seconda metà degli anni ’70 sostenne che “la parola ‘performance’ è ormai diventata come la parola ‘arte’. Il suo significato è molto generale, troppo vasto, significa troppe cose”. Pensi che sia ancora così? Potresti darmi la tua definizione di “performance”? 

SM: Di recente, Marie De Brugerolle, che di performance si occupa come curatrice e come teorica, mi ha detto di non voler nemmeno più usare la parola “performance”, tanto le sembra svuotata di senso. E Silvia Fanti, che è una delle persone più competenti nel nostro Paese in fatto di performance (e in quanto tale sarà uno dei giurati del premio che K-Way mette in palio per l’opera più significativa presentata a Per4m) preferisce usare la più ampia definizione di “live arts”. Io continuo a pensare che, per quanto logora, la parola possa ancora servire a indicare un certo ambito delle arti che si svolgono nel tempo, che fa della mancanza di regole la propria regola; un ambito in cui quasi niente può essere dato per scontato, nemmeno la presenza fisica di un attore di fronte allo spettatore. (Italo Zuffi, ad esempio, proporrà ad Artissima una performance che si svolge in aperta campagna, e che gli spettatori della fiera vedranno solo attraverso la mediazione di un’immagine in tempo reale). È un’area che si nutre dei linguaggi del teatro, della danza, del concerto, del reading, della gara sportiva, della sfilata di moda e di molte altre forme di evento pubblico, senza poter essere assimilata completamente ad alcuna di esse – e in cui ogni opera si pone anzi come primo problema quello di ritagliare, ogni volta, il perimetro del proprio spazio linguistico. Come l’arte contemporanea in generale, certo. Ma con in più il fattore del tempo, o meglio, della “liveness”, che rimane, mi sembra, l’unico elemento davvero imprescindibile di ciò che chiamiamo (ancora) “performance”.

ATP: Da sempre le azioni performative in arte, nel loro sviluppo come linguaggio espressivo, sono state influenzate dai mezzi tecnologici utilizzati per documentarle (fotografia, apparecchi audio, telecamere, ecc). Oggi, grazie allo sviluppo tecnologico, questa relazione è notevolmente mutata,   la tecnologia non è più solo un supporto per la documentazione, ma è diventata fondamentale anche per un discorso semantico e simbolico. Mi dai un tuo punto di vista su questa relazione?

SM: Anche nella performance degli anni Settanta le nuove tecnologie avevano un ruolo attivo, e non di semplice documentazione: penso alle telecamere a circuito chiuso di Bruce Nauman e ai video feedback di Dan Graham. Ma è vero che oggi, con la diffusione universale delle tecnologie digitali che permettono di fotografare, filmare, diffondere immagini in tempo reale, la questione ha fatto un salto qualitativo. Ho già fatto l’esempio di Zuffi, con la sua performance in diretta; aggiungo quello della coppia di artiste Kate Steciw e Rachel De Joode, che in “Open for Business” – una delle performance che apriranno Per4m – stampano, ritagliano e manipolano in tempo reale di fronte agli spettatori immagini scattate da loro stesse o scaricate da Internet, realizzando e allestendo un’intera mostra nell’arco di un pomeriggio.

Ha collaborato Matteo Mottin

Shaun Gladwell,   Erased Notation for Planets ,  Stars and  Freestyle Skateboard,  2011,   Commissoned by AIR ANTWERPEN,   videography: Ilke De Vries,   photography: Wouter Van der Hallen

Shaun Gladwell, Erased Notation for Planets , Stars and  Freestyle Skateboard, 2011, Commissoned by AIR ANTWERPEN, videography: Ilke De Vries, photography: Wouter Van der Hallen

om Johnson,   White-Toothed Ambition: an Invitation to an Empire State,   courtesy the Artist and Guido Costa Projects

Tom Johnson,  White-Toothed Ambition: an Invitation to an Empire State, courtesy the Artist and Guido Costa Projects

Per4m is the new section debuting at the 21st edition of Artissima dedicated to performance art in a highly innovative way. Rather than including it as a fringe event, Artissima will present a fully fledged section of the fair, with works by 16 artists represented by 16 participating galleries and selected by three international curators:Simone Menegoi (independent curator, Milan), Tobi Maier (critic and independent curator, São Paulo) and Natalia Sielewicz (curator at the Museum of Modern Art, Warsaw).

Consistent with Artissima’s identity as a laboratory for cutting-edge contemporary art, Per4m views performance art as a form of expression which deserves the same attention as other artistic media. The 16 works presented during the four days of the event will be set up on a special platform and in shared areas of the fair, allowing the performers to interact with the public.

Performance pieces

– Leah Capaldi, Vitrine Gallery, London
Allure,
2011–14
After having sprayed an entire bottle of Allure by Chanel on themselves, Leah Capaldi’s male and female performers will disperse throughout the fair, invading the space with their invisible but imposing fragrance.

– Marcello Maloberti, Galleria Raffaella Cortese, Milan
AMEN – Il boschetto dei giovani artisti,
2014
Several young Italian artists promenade through the fair carrying table sculptures created by the artist, each bearing a dwarf cypress tree in a vase. From time to time the young performers arrange the tables and flowers on the floor and sit around them to create a tableau vivant.

– Helena Hladilová, CO2, Turin
Swinger,
2014
A large Plasticine sculpture, Swinger consists of a head that the artist has left in a rough state. Through the intervention of the spectators, who are invited to leave their mark by shaping the Plasticine to their liking, the head assumes a definitive shape as the result of collective action.

– Kate Steciw & Rachel de Joode, Neumeister Bar-Am, Berlin
Open for Business,
2012–ongoing
Open for Business involves an exchange of images and influences often originating from the web. The Per4m stage will be transformed into a studio, in which the images will be configured in a variety of ways, from photography to sculpture.

– Nico Vascellari, Monitor, Rome
Coperta d’ombra,
2014
Nico Vascellari will present the first ever performance of his new production, inspired by a scene from the film Nostalghia (1983), directed by Andrei Tarkovsky. The artist will create an action around the famous monologue by Domenico, a mentally ill character who climbs on the statue of Marcus Aurelius in Piazza del Campidoglio in Roma, delivering an articulated speech on the relationship between mental illness and presumed sanity.

– Giovanni Morbin, Artericambi, Verona
Strappo alla regola,
2014
Giovanni Morbin will be positioned incognito at the entrance to Artissima, carrying out a discrete activity throughout the opening times of the fair, possibly unobserved by the distracted spectators. The prize, for those who recognise him, will be a unique work on paper by the artist.

– Tobias Kaspar, Peter Kilchmann, Zurich
Friends, Lovers and Financiers,
2014
For Per4m, Tobias Kaspar has developed a new collection and catwalk performance project titled Friends, Lovers and Financiers, consisting of items of clothing donated by friends, artists, curators and collectors invited to give a garment from their wardrobes. The original label will be replaced by a new brand specially designed by the artist.

– Prinz Gholam, Galerie Jocelyn Wolff, Paris
Ein Ding Mehr,
2006–14
Prinz Gholam will present Ein Ding Mehr (a project created in 2006 which remains in constant evolution) in which the two artists assume poses taken from paintings, sculptures, films and dance routines from the past, focussing attention on the language of the body—between spontaneous gesture and emulation.

– Louise Hervé and Chloé Maillet, Marcelle Alix, Paris
Nautilus,
2013
Based on the spoken word, the lesson–performance by Hervé and Maillet starts from a found ammonite, a fossilised shell, before launching into a digression of an anecdotal and personal nature, with the blend of “high” and “low” that has come to characterise the style of the duo.

– Cally Spooner, MOTInternational, London, Brussels
Seven-Thirty till Nine,
2014
Visitors to the fair will be invited to attend a performance by a pianist–singer playing a repertoire of well-known pop songs. But the familiar atmosphere transforms into a feeling of strangeness through the lyrics, which have been rewritten by the artist in order to draw attention to themes such as loneliness or alienation at work.

– f.marquespenteado, Mendes Wood DM, São Paulo
Three novels,
2014
In Three novels f.marquespenteado narrates the tales of three characters and acts out the role of their lover. The dense web of stories is accompanied by the presence of beloved objects and personal effects which are assigned an important evocative function.

– Italo Zuffi, Pinksummer, Genova
Dispersione,
2014
The artist will transform the performance space into a welcoming area for the public with a few objects on display while a real action takes place elsewhere. Suddenly, an event will link the space experienced directly and that experienced distantly, thereby ending the performance.

– Viola Ye?iltaç in collaboration with Oliver Input, David Lewis Gallery, New York
Habite de Tabletier,
2014
The performance combines music samples with different textual sources: from personal memories to quotes from the historical chess match between Napoleon Bonaparte and the Mechanical Turk, or extracts from the diary of the English composer Clive Wearing. The act of “remixing” the fragmentary information produces combinations loaded with new meanings.

– Tom Johnson, Guido Costa Projects, Turin
White-Toothed Ambition: An Invitation to an Empire State,
2014
Using objects and technological media, Tom Johnson will present a performance that reworks three of his previous monologues, alternating between English and Italian: La lingua è un gancio, White-Toothed Ambition and An Invitation to an Empire State. The obsessive variations alternated with improvised digressions create ironic associations.

– Lili Reynaud-Dewar, Galerie Emanuel Layr, Vienna
Interpretation,
2010–14
Sun Ra, the celebrated jazz musician and poet committed to the defence of civil rights for African Americans, is the figure at the centre of Interpretation. Sun Ra’s charisma and extravagant personal mythology are reflected in the complexity of the action, which intertwines the practice of drawing and writing with the performance of actress Mary Knox with an organ accompaniment by Hendrik Hegray and a DJ set by the artist herself.

– Shaun Gladwell, Galleria Enrico Astuni, Bologna
Reversed Readymade,
2014
Shaun Gladwell has invited champion BMX freestyler Matti Hemmings to demonstrate his skills using a copy of Bicycle Wheel, the famous readymade created by Marcel Duchamp in 1913, as if it were a unicycle. The work literally and metaphorically reverses Duchamp’s conceptual act: by simply adding two pedals, the legendary Bicycle Wheel suddenly finds its value in common usage—and in a highly spectacular manner.

Prix K-Way Per4m
A new and important prize is making its debut along with Per4m: the 10, 000 euro Prix K-Way Per4m will be destined for the most relevant and significant of the performance pieces presented at the fair and awarded by a jury of international experts composed ofSilvia Fanti (Performance Arts Curator, Xing, Bologna), Agustin Pérez Rubio (Artistic Director, Malba – Fundación Costantin, Buenos Aires) and Stephanie Rosenthal(Head Curator, Hayward Gallery, London, and Artistic Director, Sydney Biennale 2016).

Artissima, a brand name by Regione Piemonte, Provincia di Torino and Città di Torino, is promoted by Fondazione Torino Musei. With the support of the three brand-owning authorities,  together with Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, Compagnia di San Paolo and Camera di commercio di Torino.