‘Paul McCarthy and Damon McCarthy: Rebel Dabble Babble’,    Hauser & Wirth  NY 2013

‘Paul McCarthy and Damon McCarthy: Rebel Dabble Babble’, Hauser & Wirth NY 2013

E’ trascorso quasi un mese da quando ho visto le due mostre che la galleria Hauser & Wirth ha dedicato a Paul McCarthy. Per vicende, Biennale e impegni vari non sono riuscita a pubblicare nessuna immagine su ciò che ho visto a NY, né tanto meno a scrivere una mezza riga da dedicare al grande artista (tra i miei preferiti). Colgo solo ora – in prossimità dell’opening della terza tappa a lui dedicata –  l’occasione per pubblicare le foto delle due mostre ospitate nelle due sedi della galleria a Manhattan.

Tre dunque i progetti dove gigantismo e tecnicismo, grottesco e trasgressione, pulsioni e repulsioni, animano le sue opere:  ‘ Life Cast’ e ‘Paul McCarthy: Sculptures’ sono state inaugurate lo scorso maggio nelle gallerie rispettivamente nella East 69th e West 18th Street. Ora, il 20 giugno inaugura ‘Paul McCarthy and Damon McCarthy: Rebel Dabble Babble’, una “vasta e provocatoria” video proiezione e una nuova installazione sempre nella sede nella 18th Street. L’artista ha spiegato che si tratta di tre progetti interconnessi: “ Sono parti di un enorme puzzle, un po’ come i componenti di una famiglia che sono sì entità individuale, ma sono anche fortemente collegati ad uno stesso nucleo”.

Sempre in questi giorni inaugura al Park Avenue Armony ‘WS’ (White Snow): “la più grande installazione mai realizzata da Paul McCarthy”. L’artista – a cui il New York Times ha dedicato un approfondito articolo, ‘The Demented Imagineer’ –  intreccia le immagini di un rigoglioso bosco di alberi imponenti, con video di personaggi grotteschi che si prendono gioco dell’ innocente favola dell’infanzia, Biancaneve: croce e delizia ossessiva dell’artista da sempre. Presentato come un audace commento alla società contemporanea, ‘WS’ restituisci il sogno americano come un’autentica bufala: immagini scatologiche, provocazioni sessuali, violenza, inganni…  mimate o parodiate da volgari biancaneve, ipersessuati gnomi dai nasi a forma di cazzi e streghe malefiche. McCarthy, non stanco (visto che i temi che affronta da decenni sono sempre e ‘solo’ questi), punta il dito sugli ingannevole , ipocriti e falsi miti della società contemporanea, visti però con uno strano filtro, quello deformante e caricaturale di un grottesco Paul ‘Disney’. Ecco allora che lontane esperienze, come quelle nel set di ‘Star Trek’ nel lontano 1978, in questo caso gli tornano sicuramente utili.

Ritorniamo alle mostre in galleria.

Nel grande ‘magazzino’ di 24.700 metri quadrati, sede di Hauser & Wirth a Chelsea, McCarhty  ha presentato nuove sculture in legno disseminate nello spazio vuoto, la più alta delle quali, supera i  4 metri. Le sculture hanno per tema una bizzarra deformazione di alcuni dei classici personaggi della favola, cara all’artista, di Biancaneve. Fusi, ibridati, incastrati insieme, i corpi dovrebbero apparire come mostruose e contorte figure. In realtà, aiutati dal caldo colore del legno – lavorato in modo perfetto anche nei minimi dettagli – i vari cavalieri a cavallo, gli gnomi, le fanciulle, ripetuti e deformate, richiamano alla mente certe sperimentazione futuriste dove il dietro, il davanti, il sopra e il sotto si vedono contemporaneamente. Utilizzando un complesso procedimento di computer graphic, McCarthy ha studiato queste forme prima con piccole sculture in plastilina, riprodotte al computer e smontate e rimontate in un secondo momento: da qui le perfette simmetrie di alcune grandi sculture. Oltre alla vasta serie di sculture all’interno, c’è anche un’enorme ‘biancaneve’ in bronzo all’esterno, appena fuori dalla galleria, lungo il fiume Hudson nella 17th Street. ‘Sister’ è composta da due pupazzotti dalla stessa testa enorme  ma con i corpi rimpiccioliti e abbozzati. La riproduzione di un tipico coniglietto disneyano, osserva assorto questi mostri, mezzo bambole e mezzo Frankenstein.

Sempre all’interno della galleria, una lunga serie di opere a parete, gli White Snow Tree Forest Monochrome: sembrano sezioni di pelle infetta di giganteschi mostri, caratterizzati da escrescenze, protuberanze infette. Questa epidermide brufolosa, che dato il colore marrone sembra anche un terra bruciacchiata e molle,   potrebbe essere stata concepita come un ‘opera d’arte’  mostruosa da collocare in mostruose dimore infettati dai germi della società di oggi dove tutto sembra bello e pulito ma è, sotto sotto, marcio e squallido.

Nell’altra sede della galleria, nella West 18th Street, i toni cambiamo decisamente per la mostra ‘Paul McCarthy: Life Cast’. Nella prima sala della galleria, tre donne completamente nude e con le gambe spalancate, mi accolgono come se niente fosse. A bocca aperta per lo stupore, non mi accordo (credetemi) che siano dei manichini. La perfezione dell’esecuzione, la fattura delle pelle, delle piccole rughe attorno gli occhi, dell’attaccatura dei capelli, dell’opacità delle unghie ecc. non mi lascia scampo. Gli manca solo il respiro. L’incredulità dura pochi secondi, non appena mi rendo conto che le tre donne sono assolutamente uguali. Trattasi infatti del calco iperrealista di una giovane attrice hollywoodiana di nome Elyse Poppers. I titoli – That Girl (T.G. Asleep),  That Girl (T.G. Awake) – riprendono  l’acronimo di ‘That Girl’ e si riferiscono ad un’ icona femminile, di un’omonimo situation comedy di un successo negli anni 1960.

Nella seconda stanza, ‘Horizontal’: un calco perfetto di Paul McCarthy. L’impressione anche qui è assolutamente veritiera, l’artista sembra giacere esanime sopra una tavola di legno. Quest’opera èmolto vicina a un’altra scultura dell’artista, presentata dalla Fondazione Trussardi qualche anno fa, che mostra McCarthy steso in una lettino vestito solo di camicia e nudo dalla cintola in giù.

Nelle stanze al primo piano, la video installazione ‘That Girl’, che documenta con 4 riprese video tutte le fasi di realizzazione delle sculture T.G. In un piccolo corridoio anche giace il ‘guscio gommoso’ dello stampo per realizzare ‘Horizontal’.

Ultima tappa della trilogia dedicata a McCarthy: ‘Paul McCarthy and Damon McCarthy: Rebel Dabble Babble’ che inaugura il 20 giugno.  In mostra una grande e complessa installazione e videoproiezione che prende ispirazione da un classico degli anni ’50, il film hollywoodiano di Nicholas Ray ‘Gioventù bruciata’.  Il progetto è presentato come una meditazione sugli archetipi e le tensioni edipiche che definiscono le dinamiche familiari e sul ruolo giocato dalla ‘società dello spettacolo’ nel plasmare le nostre aspettative e l’immagine deformata che ci siamo piano piano costruiti di noi stessi.

Per chi ha intenzione di andare a NY nei prossimi mesi, mi contatti per raccontarmi la mostra!

Paul McCarthy,   White Snow,   Cindy,   2012,   Black Walnut,   Hauser & Wirth  NY

Paul McCarthy, White Snow, Cindy, 2012, Black Walnut, Hauser & Wirth NY

Paul McCarthy,   That Girl (T.G. Awake),   2012—2013

Paul McCarthy, That Girl (T.G. Awake), 2012—2013

Paul McCarthy WS - Park Avenue Armony  2013

Paul McCarthy WS – Park Avenue Armony 2013