Jason Martin,    Installation view,   Painting as Sculpture © the artist; Courtesy,   Lisson Gallery,   London

Jason Martin, Installation view, Painting as Sculpture © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London

Il gioco degli opposti caratterizza la sesta personale dell’artista britannico Jason Martin alla Lisson Gallery di Milano. Con la mostra “Painting as Sculpture”, l’artista mette in scena il risultato di solitarie azioni performative: sei bassorilievi in rame e nichel. Pittura e scultura, singolare e seriale, movimento e stasi, astrazione e figurazione: questi i poli dialettici su cui si sviluppa (o avviluppa) la mostra.

Conosciuto fin dagli anni ’90 per un modo molto gestuale di intendere la pittura, Martin ha condensato in quello che potremmo definire un suo personale ‘campo di battaglia ‘ (il quadro) il suo modo di dipingere: pettinando, raschiando, grattando, spazzolando via il colore dalla superficie delle tele tanto da far colare il colore dai bordi e a dare così consistenza alle superfici. Sono famosi i suoi monocromi dove strati di pittura a olio o gel acrilico sono stesi su superfici dure in alluminio o acciaio, con un pezzo di metallo a forma di pettine con gesti veloci e ripetiti. Negli anni, piano piano la massa cromatica si è addensata, tanto da formare vere e proprie masse aggettanti di pigmento.

Per la sua ultima mostra alla Lisson l’artista ha spostato ulteriormente il confine tra pittura e scultura: con il classico procedimento della scultura in metallo, Martin ha reso le umorali colature di colore in massicci volumi di rame e nichel. Come risultato  ha ottenuto superfici specchianti dove energetici grumi di materia mantengono – quasi possedessero memoria – i gesti compiuti dall’artista.

All’esterno della galleria, incorniciata dai colori dell’autunno, la scultura Anathema: una pera gigante o una sorta di grande meteorite luccicante posto su un piedistallo a pochi centimetri da terra. Scopro che è una scultura in acciaio lucidato con la tecnica dell’elettrolucidatura, composta da pezzi di corteccia di sughero vergine trovati dall’artista nei dintorni del suo studio in Portogallo.

Jason Martin Anathema,   2013 Stainless Steel 86 x 42 x 71 cm © the artist; Courtesy,   Lisson Gallery,   London

Jason Martin Anathema, 2013 Stainless Steel 86 x 42 x 71 cm © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London

Jason Martin Zocalo,   2013 Copper 44 x 36 x 9 cm © the artist; Courtesy,   Lisson Gallery,   London (detail)

Jason Martin Zocalo, 2013 Copper 44 x 36 x 9 cm © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London (detail)

Jason Martin Ramblas,   2013 Nickel 62 x 48 x 8.5 cm © the artist; Courtesy,   Lisson Gallery,   London

Jason Martin Ramblas, 2013 Nickel 62 x 48 x 8.5 cm © the artist; Courtesy, Lisson Gallery, London