All’ombra del Palazzo Enciclopedico, una grande stanza vuota: quella del Padiglione della Romania, che quest’anno presenta ‘An Immaterial Retrospective of the Venice Biennale’ un progetto di  Alexandra Pirici and Manuel Pelmu?

Il progetto – che inevitabilmente ricorda le performance di Tino Sehgal – prevede una lunga serie di performance che raccontano una particolare storia della Biennale di Venezia, dalla sua fondazione ad oggi. La retrospettiva può essere visto come un monumento effimero della Biennale. Il padiglione è descritto come “una critica dell’ eurocentrismo della Biennale di Venezia; la visualizzazione vana di potere e lusso o di mero conservatorismo, ma anche una celebrazione della sua apertura verso la sperimentazione.”

Monumentale e sfacciatamente ridotto all’osso, il Padiglione della Romania dimostra la necessità di guardare al passato, alla storia nel senso tradizionale del termine, per ‘ripulire’ l’opera da una spesso inutile monumentalità. Dal monumento alla sua smaterializzazione, dall’oggetto all’azione, l’opera si fa racconto visivo, storia da raccontare oralmente e da guardare con una tempistica che non po’ essere frettolosa e distratta. I tempi di fruizione infatti, si trasformano da quelli sincopati (tipici della Biennale, esasperati poi se la visita è all’inaugurazione) a quelli teatrali dove è inevitabile dover decellerare o meglio fermarsi. 

Entrando casualmente nel padiglione, è possibile imbattersi in opere che non si conoscono o che non si ricordavano. Una retrospettiva è generalmente una impresa grandiosa e approfondita, in questo caso, tuttavia, riproducendo un varietà di opere solo grazie alla posizione dei corpi, l’archivio diventa una concetto ambiguo dalle caratteristiche e significati Imprevedibili. Quasi giocoso, il programma ‘teatrale’ diventa una sfida alla nostra memoria o alla nostra conoscenza della storia dell’arte. 

Tra le opere coreografate. quelle di Marc Chagall, Ernesto Neto, Nan Goldin, Gino De Dominicis, Amedeo Modigliani, Jeff Koons, Auguste Rodin, Urs Fischer, Jackson Pollock,  Hans Haacker, Marina Abramovic, Sophie Calle, Otto Dix, Anri Sala ecc.

Il Palazzo Enciclopedico si gretola davanti al Padiglione, gli ‘oggetti’ e il sapere diventano parole, gesti, canzoni e racconti.

Romanian Pavilion at the 55th International Art Exhibition – la Biennale di Venezia  An Immaterial Retrospective of the Venice Biennale Alexandra Pirici and Manuel Pelmu?

Romanian Pavilion at the 55th International Art Exhibition – la Biennale di Venezia An Immaterial Retrospective of the Venice Biennale Alexandra Pirici and Manuel Pelmu?

Romanian Pavilion at the 55th International Art Exhibition – la Biennale di Venezia  An Immaterial Retrospective of the Venice Biennale Alexandra Pirici and Manuel Pelmu?

Romanian Pavilion at the 55th International Art Exhibition – la Biennale di Venezia An Immaterial Retrospective of the Venice Biennale Alexandra Pirici and Manuel Pelmu?

Romanian Pavilion at the 55th International Art Exhibition – la Biennale di Venezia  An Immaterial Retrospective of the Venice Biennale Alexandra Pirici and Manuel Pelmu?

Romanian Pavilion at the 55th International Art Exhibition – la Biennale di Venezia An Immaterial Retrospective of the Venice Biennale Alexandra Pirici and Manuel Pelmu?