Koo Jeong A. Dreams and thoughts (detail) Courtesy Pinksummer Gallery,   Genova

Koo Jeong A. Dreams and thoughts (detail) Courtesy Pinksummer Gallery, Genova

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Inaugura domani – venerdì 26 settembre, alla Fondazione La Raia (Strada Monterotondo 79, Novi Ligure (AL)) – il progetto OUSSSER dell’artista nata a Seoul nel 1967 Koo Jeong A.

A cura di Frank Boehm, “OUSSSER” è descritta come “un’apparizione che proviene da un mondo parallelo, visibile ai nostri occhi nelle notti di novilunio.”

Per l’occasione sara? presentato il libro “OUSSSER” pubblicato da A+M Bookstore Edizioni, in edizione numerata di 150 esemplari. In contemporanea con l’inaugurazione alla Fondazione La Raia, altre opere di Koo Jeong A. sono visibili alla Biennale di Venezia, presso il Padiglione Svizzero, fino al 23 Novembre, e alla Biennale di Gwangju, fino al 9 Novembre 2014.

Alcune domande a Frank Boehm.

ATP: Cosa ti ha affascinato dell’opera di Koo Jeong A.?

Frank Boehm: Ho scoperto Koo tramite un suo libro del 2001. Oggigiorno sono tante le opere, tanti gli artisti che lavorano con immagini. Ma un libro è qualcosa in più di una somma di immagini. Per me i libri hanno una grande importanza. Si coglie subito se un artista dà valore alle pubblicazioni, pensandole in quanto oggetti, se non opere. Questo libro in particolare aveva le caratteristiche di un artist book, era molto ben fatto, ma presentava lo stesso un vasto panorama di opere dell’artista. Un’impresa non facile. Così mi è rimasto nella memoria, ancora di più perché non mi era ancora chiara la sua stessa opera. Anni dopo ho incontrato Koo alla Biennale curata da Daniel Birnbaum (che era anche l’autore del libro citato) nel 2009. Francesca Pennone di Pinksummer ci ha introdotto. Koo è stata disponibile, ma allo stesso tempo molto riservata. Le sue due opere in mostra, una ai Giardini e una in fondo all’Arsenale erano rispettivamente quasi invisibili o addirittura introvabili. É questo che mi ha affascinato: da un lato la sua determinazione, dall’altro la sua strategia di quasi “non-presenza”. Anche la sua opera nel contesto del Padiglione Svizzero presso la Biennale di Venezia di quest’anno – in una mostra curata da Hans Ulrich Obrist – non si mette in primo piano. Al contrario, è un gesto di understatement. Koo è forse l’unica degli artisti invitati che rende veramente un omaggio diretto ad uno dei due protagonisti della mostra. La sua parete di calamite si riferisce al pensiero di Cedric Price e in ricordo degli incontri con lui. Ma l’installazione è delicata, astratta, grigia, minuscola. Credo che Koo sarà riconosciuta come anticipatrice di una sensibilità solo oggi più diffusa: di interventi minimi, materiali non stabili, con un atteggiamento che nel suo caso viene sostenuto da un suo “racconto personale”.

ATP: Mi introduce brevemente il progetto Oussser?

FB: OUSSS è una parola, un’idea nominata da Koo per la prima volta già nel 1998. Sembra che si tratti di un ambiente inventato, un po’ come succede da ragazzi per gioco, da soli o insieme ad altri. Ha disegnato una mappa nel 2002 – The land of OUSSS. Credo che molti dei suoi tanti disegni siano legati a questo mondo immaginario, ma i riferimenti rimangono spesso incerti, non confermati. Invece adesso nel 2014 vedremo proprio un protagonista di questo mondo apparire presso la Fondazione La Raia. Prende spunto dal grande intervento di Koo al Centre international d’art et du paysage de l’île de Vassivière, lo skatepark OTRO. Ma anche in questa occasione l’opera è sfuggente. L’appuntamento dell’inaugurazione sarà alla sera e l’opera solo visibile dopo il tramonto.

ATP: A tuo parere, cosa intende l’artista con l’espressione ‘mettere anima nello spazio’?

FB: Cito una parte del mio testo per l’artistbook di Koo, che la Fondazione La Raia pubblica in occasione di OUSSSER: “Le creazioni e le creature di Koo esistono per una sua volontà, una sua necessità e per un suo piacere. Esiste una specie di dialogo, una conversazione tra lei e le sue opere e tra le opere stesse, disegni e costruzioni, alcuni di grandi dimensioni. La nostra relazione con le sue opere è invece un vedere e un leggere (come nel cinema e la letteratura). Le opere di Koo si collocano relativamente più vicino all’autore di quelle di altri protagonisti – alcuni anche amici – della sua generazione, che hanno fatto proposte più vicine al contesto (Kontextkunst di Peter Weibel) o allo spettatore (Relational Art di Nicholas Bourriaud).”

In questo senso l’anima è un elemento, un sentimento legato all’artista, a Koo. Credo che lei metta veramente qualcosa della sua anima. Le opere sono frammenti di un suo universo. Questo lo possiamo percepire e anche apprendere, ma non è pensato per noi, né tanto meno si può considerare come partecipazione ad un certo discorso. Si tratta di un atteggiamento privato reso pubblico.

ATP: L’installazione Ousser è stata pensata per lo spazio alla Fondazione La Raia. Perché ha bisogno di una particolare situazione luminosa per essere apprezzata appieno?

FB: Mi sono convinto che tutte le opere di Koo abbiano un elemento che le rende opache, non leggibili in modo chiaro. Se non è il loro materiale decadente, allora è la loro dimensione piccola o il loro posizionamento appena dietro un angolo, quasi nascoste. Dato che questa opera è per eccezione figurativa e di una certa dimensione, allora non può essere del tutto presente. Così alla Fondazione – già questa collocata fuori dalla città- l’opera è posizionata nel contesto di una cascina lontana dalla costruzione principale. Ma questo non basta. Il personaggio deve essere difeso ulteriormente da uno sguardo casuale. E così l’opera è stata realizzata con un materiale che necessita di una particolare energia. Anche noi come spettatori, dobbiamo impiegare una certa dose di ‘intenzionalità’ per percepire OUSSSER.

? Comunicato Stampa – KOO JEONG A alla Fondazione La Raia

OTRO,   Koo Jeong A.,   2008-2012,   ile de Vassiviere

OTRO, Koo Jeong A., 2008-2012, ile de Vassiviere

OUSSSER – Koo Jeong A.

Curated by Frank Boehm

Opening Friday September 26, 2014, 6.30 pm

Fondazione La Raia, Strada Monterotondo 79, Novi Ligure (AL) – Italia

Novi Ligure, July 31, 2014 – Fondazione La Raia is pleased to present “OUSSSER”, a permanent work (a wall drawing in enamel paint) created by the artist Koo Jeong A. “OUSSSER” is an appearance that comes from a parallel world imagined by Koo, only visible to our eyes in the new moon nights.

Koo Jeong A is devoted mainly to the invention of space. The major intention of her interventions is to put the soul in that space. Since the early 90s, her work includes big circles of drawing, architectural elements, fictions, poetries, publications, installations, sculptures, interventions in urban spaces, films and audio works.

On September 26, in the night of new moon, “OUSSSER” will be inaugurated, produced by Fondazione La Raia at Cascina Merlassino, within the property of the biodynamic farm La Raia. With this artwork, Fondazione La Raia takes another important step along the path that has as its goal the knowledge of the landscape in all its complexity, due to the ability of artists to open new visions and questions.

During this occasion, the artist book “OUSSSER” will be presented, published by A+M Bookstore Editions, a limited edition of 150 copies.

Simultaneously with the opening at Fondazione La Raia, other Koo Jeong A artworks will be visible at the Venice Biennial, in the Swiss Pavilion, until November 23, and at the Kwangju Biennial, until November 9.

Koo Jeong A. was born in Seoul in 1967. Lives and works everywhere.