Installation view Anatoly Osmolovsky at Thomas Brambilla 2013

Installation view Anatoly Osmolovsky at Thomas Brambilla 2013

Testo di Matteo Mottin

La galleria Thomas Brambilla presenta, fino al 31 gennaio, ” Cadavre Exquis – Dodici Suicidi” la prima mostra personale di Anatoly Osmolovsky realizzata per una galleria europea.

La mostra, dai forti echi alchimistici, prende il titolo dall’installazione principale, una rivisitazione in scala 1:1 de “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci: dodici cerchi metallici (gli apostoli) riempiti di burro e ricoperti da una foglia d’oro sono collegati da una rete di cavi elettrici arancioni ad un trasformatore elettrico (Gesù). Ogni cerchio metallico è retroilluminato da una luce calda, che scioglie il burro e lo fa colare sulle pareti e sul pavimento della galleria. Il disco metallico corrispondente a Giuda è spezzato da uno squarcio che lascia intravvedere un cortocircuito da cui proviene una luce blu e un suono acuto e fastidioso. Il messaggio continua con uno dei famosi “Bread Series”, realizzato per l’occasione, un’installazione composta da dodici parti che vanno a formare una fetta di pane.

Il Cadavre Exquis da cui prende il titolo la mostra è un gioco collettivo praticato dai surrealisti in cui ognuno partecipava alla creazione di un’immagine senza conoscere il contributo degli altri. Il tema della condivisione disinteressata, caro all’artista e presente in maniera obliqua nella sua produzione, qui è portato all’estremo con l’accostamento alla figura degli apostoli, i quali hanno contribuito singolarmente a creare i Vangeli senza conoscere direttamente il contributo degli altri, e “suicidandosi” nella fermezza del loro gesto consapevole. Osmolowski, nel suo porre l’attenzione più sulla loro figura che su quella di Gesù, carica l’opera di una forte valenza politica: qui li incontriamo – forse per la prima volta – tutti in maniera diretta, frontale, senza mediazioni: mentre nel cenacolo leonardesco i volti di alcuni apostoli sono ritratti di profilo mentre guardano Gesù, qui ci offrono tutti la stessa faccia nella forma di un’aureola vibrante da cui cola il grasso – sottile e concreto rimando al tema del sacrificio umano.

L’atto seguente al sacrificio è la raccolta dei benefici e delle conseguenze, ed è ben riassunta dalla Bread Series realizzata per la mostra: mentre in passato questi lavori in legno ricordavano grandi fette di pane a forma di icona e immagini religiose, qui la forma diventa quella di dodici pezzi di pane disposti in modo da ricordarci la forma originale della fetta da cui sono stati spezzati. Le icone sono il tramite attraverso cui entriamo in contatto con il sacrificio degli apostoli, ma qui è il gesto dell’accettazione di questo sacrificio che si fa icona, attraverso un’evoluzione semiotica operata attraverso la serie di lavori più caratteristica e riconoscibile di Osmolovsky.

Anatoly Osmolovsky,   Bread series,   2013,   wood,   120 x 260 x 11 cm. Installation view at Thomas Brambilla,   Bergamo,   2013.

Anatoly Osmolovsky, Bread series, 2013, wood, 120 x 260 x 11 cm. Installation view at Thomas Brambilla, Bergamo, 2013.

Anatoly Osmolovsky,   Cadavre Exquis-Dodici suicidi,   2013,   electric wire,   metal,  golden leaf,  butter,   260 x 900 x 5 cm. Installation view at Thomas Brambilla,   Bergamo,   2013.

Anatoly Osmolovsky, Cadavre Exquis-Dodici suicidi, 2013, electric wire, metal, golden leaf, butter, 260 x 900 x 5 cm. Installation view at Thomas Brambilla, Bergamo, 2013.

Anatoly Osmolovsky,   Cadavre Exquis-Dodici suicidi,   2013,   electric wire,   metal,  golden leaf,  butter,   260 x 900 x 5 cm. Installation view at Thomas Brambilla,   Bergamo,   2013.

Anatoly Osmolovsky, Cadavre Exquis-Dodici suicidi, 2013, electric wire, metal, golden leaf, butter, 260 x 900 x 5 cm. Installation view at Thomas Brambilla, Bergamo, 2013