Euan Macdonald Healer,   2002 Single channel video with sound 5 min. Courtesy the artist and Galleria S.A.L.E.S.,   Roma - OneTorino Fondazione Sandretto

Euan Macdonald Healer, 2002 Single channel video with sound 5 min. Courtesy the artist and Galleria S.A.L.E.S., Roma – OneTorino Fondazione Sandretto

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ATPdiary ha invitato i curatori delle mostre del progetto ONE Torino, a rispondere ad una serie di domande. Dopo Gary Carrion-Murayari è il turno del direttore di Objectif Exhibitions (Anversa) Chris Fitzpatrick.

Il progetto curato da Chris Fitzpatrick per la project-room della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo non e? una mostra, bensi? l’apertura su una serie di mostre collettive simultanee, in costante evoluzione.   http://www.veerle.it/

VEERLE riunisce i lavori di un gruppo di artisti appositamente invitati per l’occasione e opere presenti nella collezione della Fondazione: Federico Acal, Nina Beier, Goda Budvytyte, Liudvikas Buklys, Frank Chu, Trisha Donnelly, Peter Fischli & David Weiss, Ceal Floyer, Isa Genzken, Halflifers (Torsten Zenas Burns & Anthony Discenza), Euan Macdonald, Mahony (Andreas Duscha, Stephan Kobatsch, Clemens Leuschner, Jenny Wolka), Eva Marisaldi, Giovanni Oberti, Julie Peeters, Post Brothers, Rosemarie Trockel, Anne-Mie Van Kerckhoven, ed Erik Wysocan interagiscono tra loro, operando su mostre diverse per titolo, configurazione spaziale, cornice temporale, logica organizzativa e significati da analizzare.

? CS VEERLW – Fondazioen Sandretto Re Rebaudengo ONE TORINO

ATP: Mi racconti brevemente il concetto della mostra?

Chris Fitzpatrick: VEERLE è una mostra piena di concetti, ma non c’è alcuna presunzione di una tematica singola o una tesi. Essa è indissolubilmente legata al contesto di ONE TORINO che ho trovato molto interessante proprio per la sua complessa corporeità. Ho pensato a ONE TORINO come un polipo, così VEERLE è un tentacolo – un tentacolo rigenerativo. Il nome che ho scelto, VEERLE, non è italiano, naturalmente, e in questo modo può rimanere un più aperto.  Se è vero che una mostra ha bisogno di un nome, “Veerle” è molto semplicemente un nome già dato. Le cose alle quali diamo un nome spesso si evolvono e arrivano a incarnare i nomi stessi; anche i nomi però, come le cose, cambiano. Oppure, restano soggetti da cambiare. Qui, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, VEERLE sarà soggetta a cambiamenti, intesi qui come un soggetto. Così, dentro e fuori dalla FSRR, prima, durante e dopo il periodo espositivo assegnatole, VEERLE segue le sembianze di una singolare corporeità attraverso la produzione divergente di oltre venti artisti. Nel suo nocciolo, VEERLE è la somma di oggetti e operazioni che la includono. Questo conteggio matematico avviene in parte in quello che noi chiamiamo Lobby e in quella che la FSRR chiama Project Room. Gli oggetti verranno installati secondo raggruppamenti formali e tematici – o non collegati affatto. VEERLE esiste anche in altri luoghi, forme e tempi. Ecco perché l’opening avverrà il 7 Novembre. Ed è così che VEERLE proseguirà oltre il 12 gennaio 2014, a tempo indeterminato. Gran parte di VEERLE è accessibile solo attraverso la conversazione, quindi i mediatori alla FSRR saranno la chiave. Racconteranno storie di qualsiasi cosa, dagli 80 kg di crauti viennesi sequestrati alla dogana argentina, ai 274 buchi portatili che fanno da ponte alle due Torino.

ATP: Dove è nata l’idea della mostra? Ha una relazione con la città di Torino?

C. F. : VEERLE è stata in gran parte concepita in Belgio e a stretto contatto con molti altri, in particolare con Goda Budvytyte, Julie Peeters, Post Brothers e Federico Acal. Mi piace che si utilizzi la parola “concepita”, perché “concezione” ha una risonanza particolarmente antropomorfa per una mostra con un nome già dato (sebbene, ancora una volta, VEERLE è meno “umanoide che polipoide”). E il fatto che tu mi chieda dove sia nata la mostra, implica che la sua concezione sia già avvenuta nel passato, il che è anche interessante, perché VEERLE è in continuo concepimento. Naturalmente, le mostre attivano varie procedure molto tempo prima che si aprano, e con VEERLE ci fu un periodo di gestazione invisibile, durante il quale sono state sviluppate molte idee e sono stati commissionati nuovi progetti. Ma è importante notare che stiamo parlando di una mostra che non è ancora stata installata alla FSRR. Neanche l’installazione della mostra è indice di risoluzione o di completamento, ma introduce un certo spostamento – una serie di cambi – attraverso i quali tutto ciò che comprende VEERLE può essere diffuso. Così la sua concezione potrà essere una procedura in divenire.
Per quanto riguarda la seconda domanda, ci sono delle connessioni con Torino, l’Italia, ma come accennavo prima, VEERLE sarà presto connessa anche a un’altra Torino, localizzata nello stato della Georgia, in USA. Utilizzando la “fisica del fumetto” e le vie postali, Post Brothers sta infatti estendendo buchi portatili per andare da “ONE Torino a TWO TURINS.” Post Brothers sta postando 274 DVD contenenti un video per i 274 abitanti di Torino, in Georgia. Molto probabilmente nessuno di coloro che riceverà il video a Torino, in Georgia, vedrà cosa è installato a Torino, in Italia, mentre quest’ultimi non potranno vedere ciò che è stato inviato a Torino, in Georgia. Questa è una delle tante operazioni.

ATP: Quali temi hai deciso di prendere in esame? Perché?

C.F.: Evito di fare delle collettive a tema, ma VEERLE è la somma totale degli oggetti e delle operazioni che comprende. In altre parole, è sul come si considera il problema che VEERLE presenta, come aggiungi, sottrai, moltiplichi o dividi. Non c’è una spiegazione autorevole a cui accostarsi. O, per farla ancora più breve, VEERLE tratta di diffusione, ma anche diffonde. Per esempio, Budvytyte e Peeters hanno creato un giornale come parte della mostra, ma in una forma solitamente impiegata per mediare una mostra. Per prima cosa hanno brevettato un carattere di Ronja Andersen chiamato “Difficult Times”. Poi hanno commissionato a Post Brothers di riscrivere i miei testi dalla prospettiva dei nomi alternativi che ho usato per riferirmi a VEERLE. E hanno chiesto a Viktorija Rybakova di ridisegnare i miei disegni per la planimetria. Il tutto sarà esposto su una struttura a forma di V. Hanno progettato la fisionomia di VEERLE – la sua identità grafica.  Da un certo punto di vista VEERLE è una mostra con un nome proprio che assimila altri nomi. Così questi nomi posso offrire qualche incursione analizzare VEERLE nell’assenza della solita bussola: un “argomento”. Strutturalmente, per esempio, THE ROTOR mette VEERLE in rotazione, catalizzando movimenti ciclici e spinte centrifughe, estendendosi ben oltre la Fondazione. Il 12 Dicembre 2013, un video di Halflifers sarà proiettato per una giornata intera nell’auditorium della Fondazione, il che trasfomerà VEERLE in UNDEAD MODE – uno stato simultaneo di stasi ed attività, un’esperienza di declino e rianimazione, un limbo. Nel frattempo, “Come una mosca vede il mondo” mischia questi processi – identificando movimento e cambiamento come  variabili primarie, cambiando scala e rallentando il tempo per poter guardare più da vicino e vedere cose che sono troppo vicine.

ATP: C’è un’opera che, più di altre, sintetizza l’intera mostra? Perché?

C.F.: No, VEERLE = Federico ACAL + Nina Beier + Goda Budvytyte + Liudvikas Buklys + Frank Chu + Trisha Donnelly + Peter Fischli & David Weiss + Ceal Floyer + Isa Genzken + Halflifers + Euan Macdonald + Mahony + Eva Marisaldi + Giovanni Oberti + Julie Peeters + Messaggio Brothers + Rosemarie Trockel + Anne -Mie Van Kerckhoven + Erik Wysocan. Ci sono anche altri e ognuno è una variabile importante, indipendentemente dall’attribuzione, la visibilità, la vicinanza o la temporalità.  E mente sto parlando di VEERLE, si deve notare che sto parlando con la bocca piena – sto facendo il ventriloquo per molti altri.

ATP: La mostra è ospitata un luogo torinese importante. Quanto ha inciso la location sulla realizzazione della mostra?

C.F.: Infatti, la FSRR è importante, ed è molto interessante tornarci dopo esserci stato come curatore in residenza nel 2010. La Fondazione ha una vasta collezione e da questa per VEERLE ho scelto alcuni lavori di Trisha Donnelly, Ceal Floyer, Isa Genzken, Eva Marisaldi e Rosemarie Trockel. Anche se la FSRR potrebbe sembrare il luogo o stazione principale, VEERLE costituisce un quinto di ONE Torino, che è una sorta di ombrello che abbraccia cinque mostre in cinque luoghi e porta il logo di Artissima 20. In quel senso, VEERLE è un’appropriata risposta meteorologica a un groviglio così complesso: oggetti e operazioni in VEERLE, nella FSRR, in ONE Torino, in Artissima, a Torino, in Italia (o Georgia, 30289 US), sulla Terra, nelle 12 GALASSIE.  VEERLE è una nuvola – particellare, transitoria. E, come ogni nuvola, è sia esoterica che exoterica. Chiunque può parlare del tempo senza davvero “capire” come il tempo funzioni. E’ universale. Quindi penso alla FSRR come a un punto di distribuzione e a VEERLE come una nuvola cumulativa che impila diversi mezzi di diffusione – dal finanziario al paranormale e altro. Anche se la diffusione è l’opposto della moltiplicazione, la sua estensione, o entrambe, più parliamo di VEERLE e più grande VEERLE diventa.

Potete anche visitare www.veerle.it per ulteriori informazioni in linguaggio videografico.

Nina Beier The Demonstrators (Drowning Coins),   2011 Trapezes,   rope,   stock image posters Unique : SONB:I 2011-071 Courtesy Standard (Oslo),   Oslo

Nina Beier The Demonstrators (Drowning Coins), 2011 Trapezes, rope, stock image posters Unique : SONB:I 2011-071 Courtesy Standard (Oslo), Oslo

VEERLE 
curated by  Chris Fitzpatrick, Director, Objectif Exhibitions, Antwerp

VEERLE is a project and a site of projection, which curator Chris Fitzpatrick has sited in and out of the project-room of Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. The sum total of the works it comprises, VEERLE will be kept in constant calculation through a series of overlapping and simultaneous propositions — slow-drip videos, oral reports, gossip, newspapers, web subjects, postal projects, guided visits of the exhibition, daylong screenings, performances in the surrounding residential areas, and so on.
“Veerle” is, quite simply, a given name chosen to unite multiple ranges of artistic activity under the semblance of a single distinguishable corporality. By inserting a series of works within a conversation and putting a series of conversations into dialogue with those works, VEERLE can accrue multiple personalities, such as  Federico Acal,  Nina Beier,  Goda Budvytyte,  Liudvikas Buklys,  Frank Chu,  Trisha Donnelly,  Peter Fischli & David Weiss,  Ceal Floyer,  Isa Genzken,  Halflifers,  Euan Macdonald,  Mahony,  Eva Marisaldi,  Giovanni Oberti,  Julie Peeters, Post Brothers,  Rosemarie Trockel,  Anne-Mie Van Kerckhoven, and Erik Wysocan.

Short interview with Chris Fitzpatrick

ATP: Can you tell me a little bit more about the concept of the exhibition?

VEERLE is an exhibition filled with concepts, but there is no singular thematic conceit or thesis. It’s inextricably tied to the context of One Torino, which I found very interesting because of its complex corporality. I thought of One Torino as an octopus, so VEERLE is a tentacle—a regenerative tentacle. The name I chose, VEERLE, is of course, not Italian. In this way it can remain a bit more open. If it’s true that an exhibition needs a name, “Veerle” is, quite simply, a given name. The things we name often grow into and come to embody those names, but names, like things, also change. Or, they remain subject to change, and here, at Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (FSRR), VEERLE will be subjected to changes and those changes are a subject. Names also incorporate. So, in and out of FSRR, before, during and after its allotted exhibition period, VEERLE adheres the semblance of a singular corporality to the divergent output of over twenty artists. At its core, VEERLE is the sum total of the objects and operations it comprises. That mathematical tally takes place partially in what we call The Lobby and, behind that, in what FSRR calls its Project Room. Objects will be installed in implicit formal and sub-thematic groupings—or not installed at all. Yet that tally extends further still, because VEERLE also exists in other places, forms, times, and Difficult Times. That’s how VEERLE predates its 7 November 2013 opening. And that’s how VEERLE will continue well beyond 12 January 2014—indefinitely. Much of VEERLE is only accessible through conversation, so the mediators at FSRR will be key. They’ll recount stories about everything from the 80kg of Viennese sauerkraut caught in Argentinian customs to the 274 portable holes bridging TWO TURINS.

ATP:  Where did you conceive the idea of the show? Does it have a connection with the city of Torino?

VEERLE was largely conceived in Belgium, and in close contact with many others—in particular, with Goda Budvytyte, Julie Peeters, Post Brothers, and Federico Acal. I like that you use the word “conceive” because conception has a particularly anthropomorphic resonance for an exhibition with a given name (though, again, VEERLE is less humanoid than octopoid). And that you ask where I conceived the show suggests that its conception already took place, in the past, which is also interesting, because VEERLE is still being conceived. Of course, exhibitions begin various procedures long before they open, and with VEERLE there was an unseen gestational period, during which many ideas were developed and new projects were commissioned. But it’s important to note that we’re talking about an exhibition that has not yet been installed at FSRR. Even installing the exhibition does not signal resolution or completion, but introduces a certain shift—a series of shifts—through which everything VEERLE comprises may be diffused. So its conception will be an ongoing procedure.

Also, regarding your second question, there are connections with Torino, Italy, but as I alluded to earlier, soon VEERLE will also be connected to another Turin, which is located in the state of Georgia, US. Using cartoon physics and postal routes, Post Brothers is extending portable holes to get from One Torino to TWO TURINS. Post Brothers is posting 274 DVDs containing a video to the 274 residents of Turin, Georgia. Most likely, no one receiving the video in Turin, Georgia will see what’s installed in Turin, Italy, while those in Turin, Italy will not see what was sent to Turin, Georgia. This is one of many operations.

ATP:  Which topics have you decided to take into exam? And why?

I avoid making topical thematic group exhibitions, but VEERLE is the sum total of the objects and operations it comprises. In other words, it’s “about” how you equate the problem VEERLE presents, how you add, subtract, divide, or multiply. There’s no authoritative accounting to be reached here. Or, to put it even shorter, VEERLE is also “about” diffusion, but it also diffuses. For example, Budvytyte and Peeters created a newspaper as part of the exhibition, but in a form normally employed in mediating an exhibition. First they licensed a typeface by Ronja Andersen, which is called “Difficult Times.” Then they commissioned Post Brothers to rewrite my texts from the perspectives of the other alternate names I’ve used to point to VEERLE. And they commissioned Viktorija Rybakova to redesign my floorplan drawings. It will be displayed on a V-shaped structure. They’ve designed the physiognomy of VEERLE—its graphic identity. From a certain acute angle, VEERLE is an exhibition with a given name gaining names. So these names might offer some inroads for parsing VEERLE in the absence of that typical compass: a “topic.” Structurally, for example, THE ROTOR puts VEERLE into a spin-cycle—catalyzing cyclical movements and centrifugal pushes and pulls, and extending much further than FSRR. On 12 December 2013, a video by Halflifers will be screened for an entire day in the auditorium at FSRR, which will shift VEERLE into UNDEAD MODE—a state of simultaneous stasis and activity, an experience of decay and reanimation, limbo. Meanwhile, “How a fly sees the world” compounds these processes—identifying movement and change as primary variables, shifting scale and slowing time to take a closer look and see things that are all too close.

ATP:  Is there an artwork that epitomize more than the others the whole show? Why?

No, VEERLE = Federico Acal + Nina Beier + Goda Budvytyte + Liudvikas Buklys + Frank Chu + Trisha Donnelly + Peter Fischli & David Weiss + Ceal Floyer + Isa Genzken + Halflifers + Euan Macdonald + Mahony + Eva Marisaldi + Giovanni Oberti + Julie Peeters + Post Brothers + Rosemarie Trockel + Anne-Mie Van Kerckhoven + Erik Wysocan. There are others too, and each is as important a variable—regardless of attribution, visibility, proximity, or temporality.

And, while I’m here speaking for VEERLE, it should be noted that I’m talking with my mouth full—I’m ventriloquizing many others.

ATP:  The exhibition is hosted in a very important institution in Torino. How was the realization of the project influenced by the choice of the location?

Indeed, FSRR is important and, as a former curatorial resident at FSRR in 2010, it is especially interesting to return. FSRR has a vast collection and I selected objects by Trisha Donnelly, Ceal Floyer, Isa Genzken, Eva Marisaldi, and Rosemarie Trockel for VEERLE. Yet while FSRR would seem like the central terminal or locus, VEERLE constitutes one fifth of One Torino, which is a sort of umbrella spanning five exhibitions in five institutions and bearing the Artissima 20 logo. In that sense, VEERLE is an appropriately meteorological response to such a complex entanglement: objects and operations in VEERLE, in FSRR, in One Torino, in Artissima, in Turin, in Italy (or Georgia, 30289 US), on earth, in the 12 GALAXIES.

VEERLE is a cloud—particulate, temporal. And, like any cloud, it’s both esoteric and exoteric. Anyone can talk about the weather without “understanding” how the weather works. It’s universal. So I think of FSRR as a distribution point and of VEERLE as a cumulative cloud that adds up to different means of diffusion—from financial to paranormal and more. Yet whether diffusion is the opposite of multiplication, its extension, or both, the more we talk about VEERLE the bigger VEERLE gets.

You can also visit www.veerle.it for more information in a videographic dialect.

VEERLE : Fondazione Sandretto Re Rebaudengo,   One Torino Artissima 2013

VEERLE : Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, One Torino Artissima 2013

HalfLifers (Anthony Discenza & Torsten Zenas Burns) Still from AfterLifers: Walking & Talking (Exten-Dead Version),   2008 Digital video Courtesy the artists - OneTorino Fondazione  Sandretto

HalfLifers (Anthony Discenza & Torsten Zenas Burns) Still from AfterLifers: Walking & Talking (Exten-Dead Version), 2008 Digital video Courtesy the artists – OneTorino Fondazione Sandretto