Matteo  Nasini,   NUOVE Residency,   Nove 2014

Matteo Nasini, NUOVE Residency, Nove 2014

Tre artisti a confronto con la ceramica.

NUOVE//Residency, alla sua seconda edizione, è un progetto che porta artisti internazionali a confrontarsi con il medium ceramico in uno degli storici distretti italiani quello di Bassano del Grappa, Marostica e Nove. La volontà è quella di vivificare e valorizzare la produzione locale avvicinandola all’arte contemporanea. Gli artisti che hanno partecipato quest’anno, Davide Balliano (progetto supportato da Rolando Anselmi Galerie in collaborazione con Stylnove), Phoebe Collings-James (progetto supportato da Eugenio Re Rebaudengo e ARTUNER), Matteo Nasini, hanno per la prima volta avuto modo di sperimentare questo mezzo coadiuvati tecnicamente da esperti e professionisti locali. In breve ci hanno raccontato la loro esperienza.

Federica Tattoli ha intervistato i tre artisti.

Presentate in sintesi voi e la vostra ricerca.

Davide Balliano _”Sono nato a Torino e vivo a New York da otto anni. Lavoro prevalentemente con pittura e scultura, muovendomi su estetiche minimali, spesso in forte dialogo con l’architettura e un certo desiderio di atemporalità. Cerco di creare oggetti che potrebbero essere vecchi di mille anni come arrivare da mille nel anni futuro; cose nate vecchie in modo da poter durare per sempre. Una specie di architettura di rovine: strutture nate senza una funzionalità di cui però portano ancora l’ombra (o il profumo).”

Phoebe Collings-James_ “Sono Phoebe Collings-James, un artista che lavora a Londra. Lavoro principalmente con la pittura, la scultura e il video.”

Matteo Nasini_ “La mia pratica si concentra prevalentemente su lavori sonori, performance e opere derivate dal disegno che spesso sono arazzi, ma anche sculture.”

Com’è stato interagire con il media ceramico, l’azienda e il territorio?

DB_Non avrebbe potuto andare meglio. La ceramica e’ un materiale eccezionale che può essere spinto in direzioni pressoché infinite. E’ stato stimolante dovermi spostare dalla mia solita maniera di procedere e i risultati sono stati davvero sorprendenti.Senza Lorenzo Zanovello di Stylnove non avrei potuto far niente: la ceramica non sembra essere un campo in cui ci si può improvvisare; sicuramente non volendo fare quello che volevo fare io. Il territorio non avrebbe potuto essere più accogliente: Nove e tutta l’area attorno a Bassano del Grappa sono davvero un angolo di paradiso con una qualità della vita e dei ritmi a cui davvero non sono più abituato.

PC-J_La ceramica ha una progressione scultorea davvero molto naturale per me. Ho sempre lavorato con materiali che ho potuto manipolare abbastanza fluidamente, in particolare gesso e resina. Ho sentito il media ceramico molto in sintonia con la mia pratica e il modo in cui voglio che la scultura si muova.

Il lavoro che ho fatto a Nove era basato sulla linguistica e l’oralità. Comunicazione ed espressione sono stati al centro del lavoro e si sono sviluppati parallelamente alla mia esperienza come non madrelingua italiana in città. Quest’esperienza ha reso l’idea di comunicazione ancora più struggente. Il team di Nove era fantastico, anche se ho capito che gran parte dell’apprendimento con la ceramica è  fare i propri errori e avere qualche saggio intorno per aiutarti a risolverli!

MN _Il territorio in cui si trova la residenza è molto stimolante sia dal punto di vista naturalistico che da quello sociologico. Ho incontrato realtà particolari e piene di contenuti. La ceramica è un media semplice e al tempo stesso di una difficoltà incredibile, mi affascina molto l’idea che un materiale così nobile ed espressivo sia terra. Gli artigiani che ho incontrato sono stati tutti molto professionali, gentili e disponibili nell’aiutarmi a superare le difficoltà che incontravo giorno dopo giorno.

Phoebe Colling-James,   NUOVE Recidency,   Nove 2014 - Installation view

Phoebe Collings-James, NUOVE Recidency, Nove 2014 – Installation view

Che tipo di progetto hai realizzato?

DB_Un progetto classicamente scultoreo, basato su un’estetica sobria, spesso austera, una ricerca di forme, superfici e materiali. Non faccio un lavoro concettuale, non ho messaggi da condividere. Capisco il mio lavoro spesso dopo averlo finito e non penso che l’interpretazione sia parte delle mie mansioni. Condivido domande, non teorie o risposte, e la narrazione di storie non è mai stato un mio talento. Nel lavoro di altri autori cerco sempre un varco che mi permetta di avvicinare l’opera con i miei sentimenti, il mio vissuto e le mie memorie; cerco quindi di lasciare il mio lavoro similmente aperto a proiezioni e letture soggettive. Sto cercando di allontanarmi il più possibile da una tipologia di creazione che richieda spiegazioni e informazioni: ormai ho difficoltà anche coi titoli che trovo spesso limitanti, troppo definenti. Non penso che il mio lavoro vada capito: preferirei fosse riconosciuto. Riconosciuto, ma come si riconosce qualcosa che si conosceva da tempo e di cui ci si è dimenticati. Istintivamente, immediatamente, di pancia, non di testa.

PC-J_Volevo concentrarmi sull’aspetto ornamentale per questa serie di opere. Piccole meraviglie. Il manifesto “choke on your tongue” era il titolo della serie e raccontava dell’aggressività dell’espressione. Questo può essere letto attraverso la sessualità, molte delle forme sono ambiguamente erogene, ma anche attraverso il desiderio politico di parlare. Parla ora o taci per sempre! Il colore è una parte molto importante per rendere la sensazione che questi lavori siano quasi commestibili. I colori vivaci spuntano fuori attraverso la mostra per farti girare la testa, ti fanno venir voglia di toccarli e calamitano lo spettatore.

Davide Balliano,   Ceramics,   Courtesy Galerie Rolando Anselmi,   Berlin

Davide Balliano, Ceramics, Courtesy Galerie Rolando Anselmi, Berlin

Continuerai ad utilizzare la ceramica nella tua ricerca?

DB_Spero vivamente di sì.

PC-J_Sì, sicuramente.

MN _Si certo è un materiale che mi interessa molto dal punto di vista dello sviluppo delle sculture sonore.

Che sviluppo avranno le opere prodotte durante la residenza, prossime mostre etc.?

DB_Alcuni lavori sono già esposti in una collettiva da Rolando Anselmi, la galleria che mi rappresenta a Berlino, e sempre con Rolando andranno in fiera a Parigi a fine Ottobre. Proprio in queste settimane sto definendo i dettagli di due mostre personali prevalentemente basate sulle ceramiche prodotte a Nove. Troppo presto per i dettagli però…

PC-J_Le opere in ceramica saranno protagoniste di una mostra personale a Londra nel 2014/15 presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Alcuni dei lavori parteciperanno anche a   due mostre collettive nel 2014 uno ad una mostra intitolata “Manifesto”, che è curata da S.A.L.T. a Londra. Un altro lavoro sarà esposto a Salon 94 x   nello stand di Smile Face Museum alla prossima edizione di Frieze.

MN _Con la ceramica ho realizzato più lavori: dei calchi del fondo del fiume Brenta, che ho presentato invitato da Gasconade ad Art O Rama a Marsiglia a fine agosto, mi interessava l’idea un po’ utopica di fermare in qualche modo un movimento. Una scultura sonora eolica è stata in mostra sul tetto di villa Romana a Firenze fino al 30 settembre, per me è stata la prima scultura sonora realizzata in ceramica, un esperimento molto riuscito sul piano sonoro. Infine una scultura che riflette sul tema del precipitato che ho presentato alla mostra Vita Vel Regula curata da Michele D’Aurizio presso Fluxia a Milano.

Federica Tattoli

Matteo Nasini,   NUOVE Residency,   Nove 2014,   ceramic

Matteo Nasini, NUOVE Residency, Nove 2014, ceramic

Davide Balliano,   Ceramics,   Courtesy Galerie Rolando Anselmi,   Berlin

Davide Balliano, Ceramics, Courtesy Galerie Rolando Anselmi, Berlin

Phoebe Colling-James,   NUOVE Recidency,   Nove 2014 - Installation view - ceramic

Phoebe Collings-James, NUOVE Recidency, Nove 2014 – Installation view – ceramic