Inaugura il 4 ottobre all’Ex Refettorio del Complesso San Paolo a Ferrara, NOW! Giovani Artiste Italiane. (fino al 27 ottobre 2013). Inserita nel progetto “Dentro le Mura”, la collettiva presenta i lavori di quattro artiste italiane under 35 – Ludovica Carbotta, Silvia Giambrone, Laurina Paperina e Elisa Strinna – ed è curata da Lola G. Bonora e Silvia Cirelli.

Alcune domande alle curatrici Lola G. Bonora e Silvia Cirelli

ATP: Con quale criterio avete scelto le artiste?

Lola G. Bonora e Silvia Cirelli: Non volevamo realizzare una mostra che definisse una specificità generazionale, tanto meno un’identificazione di genere. Il nostro intento è stato quello di dimostrare quanto è vario ed interessante il panorama artistico emergente. Le artiste selezionate sono infatti molto diverse fra loro, sia nella scelta dei mezzi espressivi che nella grammatica stilistica. Sono state scelte proprio per le loro diversità. Sono artiste che rappresentano al meglio la ricchezza espressiva dell’arte italiana under 35, nonostante la loro giovane età infatti, hanno già esposto in importanti mostre sia in Italia che all’estero.

ATP: Mi racconti brevemente quali opere saranno esposte?

L.G.B. – S.C.: In mostra abbiamo deciso di presentare opere che racchiudessero al meglio la poetica di queste giovani artiste. Troviamo infatti i video cartoons di Laurina Paperina, come anche due sue installazioni realizzate con un collage di disegni (fra i linguaggi prediletti dall’artista); le sculture di Ludovica Carbotta, insoliti autoritratti creati con il cemento armato; l’installazione sonora di Elisa Strinna, grazie alla quale si potrà ascoltare la voce della natura, attraverso giradischi che fanno suonare vinili fatti però di legno. L’esposizione comprende anche una suggestiva installazione di Silvia Giambrone, delle lame taglienti in continuo movimento, ed un suo recente video, Sotto Tiro, che esemplifica il concetto di tensione e di pericolo.

ATP: Ci sono dei temi comuni, o tipicamente, femminili a cui avete dato maggior rilevanza?

L.G.B. – S.C.: La mostra non vuole essere “costretta” a temi prettamente femminili, le artiste sono giovani donne, ma rappresentano soprattutto un momento storico e la volontà di decifrare, o almeno provarci, la contemporaneità in cui viviamo. Da qui è stato anche scelto il titolo della mostra, NOW! per l’appunto.  

ATP: Non sono molto consenziente sulle mostra ‘di sole donne’ perchè temo che, la buona intenzione di promuoverle, finisca per evidenziarne la debolezza. E’ in ogni caso risaputo che il sistema è fatto per lo più di voci maschili. Detto questo non metto in dubbio il buon fine di questa mostra. Pensi che sia ancora necessario, dunque, sostenere più le artiste donne perchè penalizzate?

L.G.B. – S.C.: Questa è una vecchia questione. Negli anni ottanta le artiste temevano di scivolare in un ghetto che le avrebbe maggiormente penalizzate. La Biennale Donna, attiva dal 1984, ha avuto rifiuti eccellenti per questi timori. Tuttavia è bastato non demordere e continuare l’azione intrapresa, per vedere che non pochi curatori maschi avrebbero realizzato mostre di artiste donne, senza che questo producesse scandalo e defezioni. Purtroppo quello che ancora manca nel mondo femminile è la fiducia in se stesso e la combattività per raggiungere gli obiettivi. Le artiste statunitensi hanno fatto scuola, ma nel nostro Paese gli uomini hanno ancora il potere di decidere se sia il caso o no di sostenere la creatività femminile anche perché è più conveniente per loro procedere con cautela.  

ATP: Quali opere in mostra, ritiene particolarmente significative? Perché?

L.G.B. – S.C.: Crediamo che tutte le opere selezionate abbiano una loro importanza. Le abbiamo scelte con grande attenzione, proprio perché volevamo che simboleggiassero una certa forza espressiva, non solo estetica ma soprattutto nei contenuti. Sono lavori carichi di significato e tutti, a loro modo, stimolano a riflettere non solo sul multiforme panorama artistico contemporaneo ma anche sui dubbi, le tensioni, gli enigmi sociali e culturali del mondo odierno.

ATP: Hai riscontrato se c’è una sostanziale differenza tra il modo di lavorare degli artisti uomini rispetto a quello femminile?  

L.G.B. – S.C.: Pensiamo sia possibile rintracciare una differenza tra il modo di lavorare degli artisti uomini e quello delle artiste donne per il semplice motivo che le artiste donne hanno alle spalle una storia che le ha collocate sullo sfondo e anche quelle che si sono ribellate e ve ne sono, non sono riuscite a cambiare il sistema, ma sono riuscite al massimo ad imporsi come eccezioni.

Elisa Strinna,   Wood Songs,   2008 Courtesy l'artista e Eva Cenghiaro

Elisa Strinna, Wood Songs, 2008 Courtesy l’artista e Eva Cenghiaro

Laurina Paperina,   How to kill the artists,   2009 - 2010 (still da video) Courtesy l'artista e Studio d'Arte Raffaelli,   Trento

Laurina Paperina, How to kill the artists, 2009 – 2010 (still da video) Courtesy l’artista e Studio d’Arte Raffaelli, Trento

Ludovica Carbotta,   Imitazione,   2010 - 2011 Courtesy l'artista

Ludovica Carbotta, Imitazione, 2010 – 2011 Courtesy l’artista

Silvia Giambrone,   8 Novembre 2011,   2011 Courtesy l'artista e Fondazione Biagiotti Progetto Arte,   Firenze

Silvia Giambrone, 8 Novembre 2011, 2011 Courtesy l’artista e Fondazione Biagiotti Progetto Arte, Firenze