Cascate d'acqua - exhibition view2

Cascate d’acqua – exhibition view2

Entrare nella galleria CAR per vedere “Cascate D’Acqua”, la personale di Nicola Melinelli, è un atto che permette fin da subito di assorbire la capacità dell’artista di provocarci una fisica reazione. Proprio per questo non si può analizzare la mostra tramite un ordine di fruizione: l’atteggiamento installativo con cui è stata curata dall’artista stesso, la rende un labirinto intellettuale. Se ci si avvicina a qualsiasi delle opere l’effetto di spaesamento passa da un livello contestuale, ad un’ipnosi mirata, che ci rapisce. Ciò non vuol dire che tutti i lavori abbiano gli stessi effetti e neanche che uno da solo riesca a fare quello che l’insieme ci racconta, o meglio, ci trasmette. Sui muri troviamo quattro piccole tele disposte in modo decisivo negli angoli più reconditi dello spazio, come dei punti cardinali, solo che la loro funzione non è quella di orientarci. Sono composizioni geometriche, rappresentazioni astratte di architetture impossibili. Accostamenti di finti pannelli dipinti che precipitano su loro stessi mentre si appoggiano l’uno all’altro. Le illusioni, lontane dal mondo dell’op-art, sono aperte a mille interpretazioni ma, al di là di quello che alla fine ci si possa incontrare, è il viaggio al loro interno che conta. Tutta la mostra gira intorno al totem centrale, creato dal contatto di quattro tele lunghe e strette unite fra loro per formare un parallelepipedo cavo. L’altezza moderata ci permette di scrutare e cadere all’interno del solido, nello stesso modo in cui caschiamo nei dipinti. La feritoia aumenta l’effetto di sfondamento che la pittura di Melinelli contiene: è come se il monolite proiettasse le sue immagini sul resto dell’esposizione. Queste sono da intendersi come supporti classici della pittura, quest’ultima però, attraverso un procedimento di auto raffigurazione, si manifesta metafisica e inconcepibile.

I quadri sono disposti lontani fra loro, ne vediamo uno subito sulla sinistra, che ci riconduce ad un altro posto nel corridoio il quale funge da rimando a quello più lontano quasi impercettibile allo sguardo. Il quarto, e più interessante, è appeso in una rientranza del muro, che da quasi tutte le angolazioni, ci arriva incompleto; qui la nostra immaginazione compie un esercizio di auto-completamento, non delle figure, ma dell’effetto che esse hanno su chi le osserva. È interessante sapere che tre di loro hanno subito dei re-interventi apposta per questo evento, come per rimanere aggiornate. La tela più grande è pensata in scala umana, in modo da ingannare il corpo, che si sente attratto verso qualcosa che non conosce in modo vertiginoso, che non esiste in natura, fatto aggravato dai colori sintetici e saturi. Il grande dipinto è scostato a sinistra da una pinza, dando l’effetto di un sipario che si apre, lo stesso tipo di rivelazione che caratterizzava le sacre conversazioni del ‘500, e come in una grande pala si trascende in essa.

Lo scostamento così marcato ci permette di esaminarla da più angolazioni, come nel caso del totem, ci fa scoprire i suoi meandri più remoti e perderci al loro interno. A terra è posato l’unico olio su legno della personale, una scultura di piccole dimensioni che vede sovrapposte due sagome irregolari di legno che rispecchiano la pittura fin’ora analizzata, una sua diretta conseguenza: il lavoro di Melinelli si sta spostando, sta infettando altre strutture e altra materia, in questo caso invade la parte calpestabile del nostro percorso. Le forme qui esplodono in una versione tridimensionale e cambiano la concezione del luogo, come un varco che si sposta e si avvicina. L’atmosfera silenziosa e spirituale concepita va affrontata il più possibile in solitudine, così da poterne sfruttare tutte le possibilità. La virtualità che ne scaturisce modella il tempo, lo dilata nello stesso modo cui lo sono le immagini che vediamo. Mentre si esce da quella che ricorda una delle calli della Holstenwall di Wiene, ci si accorge che una parte della nostra memoria si è persa all’interno del mondo di Nicola Melinelli.

Eugenio Luciano

CAR drde, Bologna – Visibile fino al 21 gennaio 2015

nicola melinelli - oil on canvas,   35x25,   2014. courtesy CAR.DRDE,   Bologna

nicola melinelli – oil on canvas, 35×25, 2014. courtesy CAR.DRDE, Bologna

nicola melinelli - oil on wood,   15x8x35,   2014. courtesy CAR.DRDE,   Bolognanicola melinelli - oil on wood,   15x8x35,   2014. courtesy CAR.DRDE,   Bologna

nicola melinelli – oil on wood, 15x8x35, 2014. courtesy CAR.DRDE, Bolognanicola melinelli – oil on wood, 15x8x35, 2014. courtesy CAR.DRDE, Bologna

Cascate d'acqua - exhibition view7

Cascate d’acqua – exhibition view7