Nicola Gobbetto,   Pork Lake,   2013,   Galleria Fonti,   Napoli

Nicola Gobbetto, Pork Lake, 2013, Galleria Fonti, Napoli

E’ inaugurata da pochi giorni la personale di Nicola Gobbetto, Bread & Cola, ospitata fino al 28 febbraio alla galleria Fonti di Napoli. L’artista presenta un nuovo ciclo di opere che rendono omaggio a Rudolf Nureyev in occasione del ventesimo anniversario dalla sua morte.

Alcune domande all’artista.

ATP: La mostra è un omaggio a  Rudolf Nureyev. Mi racconti perchè questa scelta di dedicare una mostra al celebre ballerino?

Nicola Gobbetto: Avevo da tempo in mente di realizzare un intero progetto sul balletto classico, mia grande passione fin da piccolo. Quest’anno è il ventesimo anniversario dalla morte di Nureyev; mi è capitato di ritrovare un vecchio numero di una rivista francese a lui dedicata. Da lì è cominciata la mia ricerca approfondita. Rudolf Nureyev è stato il ballerino più importante del 20° secolo; le sue vicende, il suo talento, il suo tormento, il suo carisma, il suo fascino, il suo essere uno spirito ribelle e rivoluzionario, la sua totale dedizione al mondo della danza mi hanno talmente appassionato da decidere di creare un nuovo ciclo di lavori attorno alla sua figura.

ATP: E’ risaputo il tuo profondo interesse per il mondo delle fiabe. Per molti versi anche la vita di questo famoso ballerino può essere considerata una fiaba, con luci e ombre. Lo hai scelto anche per questo motivo?  

N.G.: Sì!

ATP: Perchè pensi sia una figura rivoluzionaria? 

N.G.:  Per quanto riguarda la sua carriera, basta pensare che Nureyev ha completamente stravolto i canoni della danza. E’ riuscito a mettere in risalto la figura dell’uomo, fino a quel momento oscurato dalla ballerina, indiscussa protagonista sul palco. Osannato e venerato come una Rock star tanta era l’emozione che regalava a teatro. Per quanto riguarda la vita privata è stato il simbolo di quella libertà che l’Unione Sovietica negava ai suoi cittadini.

ATP: In mostra un video, ‘Pork Lake’,  realizzato utilizzando una tecnica particolare. Mi racconti come nasce questa opere e quali contenuti veicola?

N.G.:  Il cortometraggio animato in computer grafica “Pork Lake” – realizzato con la tecnica del Rotoscope, che permette di ricalcare i movimenti di attori in carne e ossa per fa sì che nell’animazione risultino più realistici – fa riferimento alla puntata del “Muppet Show” a cui Nureyev fu invitato nel 1978. Rudy accettò a patto di poter ballare il “Lago dei cigni” con la maialina Miss Piggy. Lo sketch che andò in onda in tv è molto divertente, ma rivela anche il suo rapporto conflittuale con la partner in scena. Nel mio video riprendo questo suo voler umiliare e mortificare le etoiles in tutù, tutte tramutate in porcellini rosa. Tante lo temevano, alcune furono volutamente lasciate cadere nel mezzo di una rappresentazione. Fondamentalmente Nureyev pretendeva che la ballerina se la cavasse da sola e non se ne approfittasse troppo del sostegno del partner.

ATP: Nell’installazione ‘Miss Piggy I ? U’, citi una puntata di The Muppet Show. Mi racconti che relazione c’è tra la trasmissione e Nureyev?

Aggiungo, collegandomi alla risposta precedente, che in quell’episodio l’ingombrante costume in gomma piuma da Miss Piggy realizzato per la ballerina per il Muppet Show era causa di continue cadute a terra per via della scivolosità del pavimento. Rudolf si dimostrò un perfezionista e un grande professionista anche in quell’episodio: suggerì infatti di lavare il parquet dello studio tv con la Coca Cola per renderlo meno sdrucciolevole. Nell’opera “Miss Piggy I ? U” un angolo di parquet ospita gli strumenti utilizzati per correggere gli inconvenienti di quel famoso sketch.

ATP: Nell’opera ‘You can’t fail!’, coinvolgi direttamente l’osservatore. Perchè questa esigenza?   

N.G.: In realtà lo spettatore non è direttamente coinvolto… la sbarra da palestra che si staglia davanti agli occhi di Nureyev attende qualcuno che si cimenti negli esercizi di danza; è quasi  invito a sfidarlo… 

ATP: C’è un aspetto della vita di Nureyev che senti particolarmente vicino? Perchè?

N.G.: Nureyev era del segno zodiacale dei pesci, anche io lo sono. In mostra espongo anche un dipinto che rappresenta il ciondolo da cui il ballerino tartaro pare non si separasse mai, raffigurante il suo segno astrologico. L’inafferrabilità di questo segno d’acqua è forse l’aspetto che più ci accomuna.

? Press Release Comunicato Stampa Nicola Gobbetto

Nicola Gobbetto,   Majesty Fragility,   Galleria Fonti,   Napoli

Nicola Gobbetto, Majesty Fragility, Galleria Fonti, Napoli

Nicola Gobbetto,   Like a Fish,   Galleria Fonti,   Napoli

Nicola Gobbetto, Like a Fish, Galleria Fonti, Napoli