Nuovo spazio della galleria Francesco Pantaleone,   Palerno,   2013 - Foto G. D'Aguanno

Nuovo spazio della galleria Francesco Pantaleone, Palerno, 2013 – Foto G. D’Aguanno

Alcuni domande a Francesco Pantaleone in occasione dell’apertura del suo nuovo spazio espositivo – 21 marzo in via Vittorio Emanuele 303 a Palermo – e per l’opening della mostra persona di Julieta Aranda ‘Where There’s Smoke’ a cura di Laura Barreca.

ATP: Dopo molti mesi di ‘chiusura’ la Galleria Francesco Pantaleone riapre i battenti. Come hai trovato il nuovo spazio??

Francesco Pantaleone: Lo spazio in realtà è sempre stato sotto i miei occhi. Anzi ho sognato per anni di poterlo occupare con la mia fantasia. Si tratta di un immobile che da un po’ di anni appartiene alla mia famiglia e questo rappresenta per me un valore aggiunto. Dopo otto anni stupendi ed indimenticabili alla Vucciria, ho deciso di trasferirmi perché è naturale – dopo un lungo periodo – avere voglia di cambiare. E’ stato semplice identificarlo come spazio ideale. Adesso è un sogno che si realizza, è una bellissima rinascita, un’emozione. Amo affacciarmi dalla finestra del mio studio ed essere nel cuore di Palermo (i quattro canti).

ATP: Quali progetti hai per il nuovo spazio? Essendo molto diverso da quello precedente, cambierà anche l’entità delle mostre che presenterai??

FP: È vero, i due spazi sono molto diversi tra loro, ma sono accumunati da quel senso di nobiltà tipica di molte architetture siciliane. Una bellezza malinconica, a volte decadente, eco di un passato unico e lontanissimo. Non credo però che questo cambierà il mio “punto di vista sull’arte”, forse sarà solo più maturo, alimentato da un vigore nuovo e un entusiasmo altissimo. Sostanzialmente sento molta continuità tra le due esperienze, che si completano e si fondono, perdendo i contorni l’uno nell’altro. Per questo motivo continuerò ad impegnarmi in progetti consolidati come “Domani, a Palermo” – il progetto di residenze che curo con Laura Barreca -, ma anche a nuovi progetti con una nuova squadra e nuove idee. Ci sono poi in cantiere alcuni progetti internazionali come la partecipazione di artisti come Adalberto Abbate, Per Barclay e Loredana Longo ad una mostra collettiva presso il Museo di Nyon in Svizzera, di recente aperto al contemporaneo, che si chiamerà Viaggio in Sicilia. E sempre sulla Sicilia stiamo lavorando ad un importante progetto del quale non posso però anticipare ancora nulla….

ATP: Con quale mostra inauguri il nuovo spazio?

FP: Inauguriamo il 21 marzo con la personale ‘Where There’s Smoke’ di Julieta Aranda. Sarà una lavoro molto complesso ed emozionale, con tanti linguaggi in gioco, video, fotografia, una grande scultura e alcune semplici sagome leggere: tutto inondato da un fumo sottile e rarefatto, ipnotico; un lavoro fortemente radicato alla realtà e all’attualità storica. Cosa ti viene in mente se ti dico “fumata bianca”? Ecco non aggiungo altro. Sarà tutto da scoprire.

ATP: I prossimi progetti della galleria?

Saranno molti i progetti, così come le idee su cui stiamo lavorando. Nuove residenze e nuovi progetti site-specific interessanti ed emozionanti che guardano alla Sicilia e a Palermo con grande attenzione e poesia. Naturalmente guardo con interesse anche ad alcuni appuntamenti per me importanti come il Miart e Artissima: due momenti che mi assorbono completamente e che mi danno il polso della situazione e dunque lo slancio per calibrare bene le mie scelte. Infine non nascondo un forte slancio verso fiere internazionali come Sunday a Londra e ABC a Berlino, entrambe secondo me molto fresche e vitali. Per il Miart che è alle porte, quest’anno ho pensato di lavorare su un progetto articolato, che ha al centro l’idea di “Isola” e che coinvolge non solo gli artisti siciliani della mia galleria ma anche alcuni artisti giovani con cui ho un dialogo aperto e anche artisti “non più giovanissimi” ma straordinari come Emilio Isgrò: una bella scommessa in cui ci sto mettendo il cuore oltre la testa.

Julieta Aranda Where There's Smoke a cura di/Curated by Laura BarrecaJulieta Aranda Where There's Smoke a cura di/Curated by Laura Barreca

Julieta Aranda Where There’s Smoke a cura di/Curated by Laura BarrecaJulieta Aranda Where There’s Smoke a cura di/Curated by Laura Barreca

Julieta Aranda

Where There’s Smoke a cura di/Curated by Laura Barreca

Opening 21 Marzo 2013/March 21st 2013

NEW SPACE! via Vittorio Emanuele 303

Obscuring Smoke

Screening Smoke

Protecting Smoke

Marking Smoke

Smoke haze

Smoke blanket

Smoke curtain

Degrading the enemy’s ability to see

Disrupting the enemy’s ability to communicate

Concealing friendly forces

Deceiving the enemy

Providing a means to identify and signal

Degrading or defeating directed-energy weapons

Enhancing friendly weapon system effectiveness

Carried by the wind, smoke usually follows the contours of the earth’s surface. On flat, unbroken terrain and over water, smoke streamers take longer to spread out and mix with other streamers. Obstructions, such as trees and buildings, tend to break up smoke streamers. The streamers may then re-form, cover a larger area, and create a more uniform cloud than over open terrain. Large hill masses and very rugged terrain cause strong cross currents of wind and tend to create holes and uneven dispersal of the smoke cloud.

1. Use proper movement techniques and formations.

2. Time smoke support with decision points

3. Use unobscured weapons to overwatch

4. Do not become silhouetted by your own smoke

5. Engage the enemy through the smoke

6. Plan for enemy countermeasures

7. Plan for additional maneuver time under smoke

8. Maintain situational awareness

9. Know where the enemy is