Matteo Ghidoni,   Ground Floor Crisis - Monditalia 2014 Foto: Giorgio De Vecchi

Matteo Ghidoni, Ground Floor Crisis – Monditalia 2014 Foto: Giorgio De Vecchi

14° Mostra Internazionale di Architettura, ‘Fundamentals’ / Monditalia

Monditalia assegna all’Arsenale un tema specifico – l’Italia – con esposizioni, rappresentazioni teatrali ed eventi che interesseranno l’architettura, la politica, l’economia, la religione, la tecnologia e l’industria. Gli altri settori della Biennale di Venezia – Cinema, Danza, Musica e Teatro – saranno coinvolti per contribuire alla rappresentazione del paese.”

ATPdiary ha posto una serie di domande ad alcuni partecipanti di Monditalia.

Alcune domande a Matteo Ghidoni / Ground Floor Crisis

ATP: Puoi raccontarci come è nato  Ground Floor Crisis, il progetto che porterai a Monditalia?

Matteo Ghidoni: Il progetto – sviluppato insieme a Campomarzio, Pool, Salottobuono e The Ship – nasce da una libera associazione di idee che connette due fenomeni piuttosto distanti tra loro: le alluvioni e la crisi economica e immobiliare. Entrambi i fenomeni, nella loro diversa natura, interessano i piani terra delle città italiane: ne svelano la fragilità ma al tempo stesso contribuiscono a ridisegnarne la consistenza. Ci offrono un palinsesto completamente nuovo che vale la pena di provare a riscrivere.

ATP: Perchè hai decisi di affrontare questo tipo di tematica?

MG: Il piano terra – in Italia in particolare – ha sempre avuto un ruolo fondamentale nell’articolare le delicate relazioni tra la dimensione pubblica e quella privata. Nelle trasformazioni dei piani terra sono chiaramente scritti i sintomi della rottura di queste relazioni: nella volatilità delle funzioni commerciali, nella privatizzazione o regimentazione degli spazi comuni, nella sostituzione del terziario e attività specializzate con locali ad uso abitativo. Nel frattempo, ci stiamo abituando ad eventi alluvionali sempre più frequenti. Questa inedita condizione anfibia allo stesso modo fa saltare i filtri, le sequenze, l’articolazione dei confini tra interno e esterno. L’acqua funziona come un reagente in grado di restituire una diagnosi dettagliata dello stato attuale della città.

ATP: Per quanto riguarda il display del tuo progetto, con che modalità hai deciso di allestirlo?

MG: Abbiamo scelto di concentrarci su un evento che per l’Italia ha segnato una sorta di punto zero: l’alluvione del 4 novembre 1966. Un evento al tempo stesso catastrofico e liberatorio, con un portata lunghissima nell’inconscio collettivo italiano. Presenteremo due disegni di 3×3 m. Sono le piante della città di Firenze e di Venezia alluvionate. Si tratta di un minuzioso lavoro di disegno che si rifà ad alcune rappresentazioni classiche come la “Nuova Pianta di Roma” di Giovanni Battista Nolli (1748).

ATP: Monditalia è un progetto che punta a mappare la ‘complessità’ del panorama italiano sotto molti punti di vista. Che opinione hai del taglio curatoriale interdisciplinare di questa sezione della Biennale? Pregi e difetti?

MG: Monditalia mi sembra un progetto potentissimo e uno sforzo di concertazione straordinario per come tenta di tenere insieme le diverse Biennali (architettura con musica, teatro, danza e cinema) nello sforzo di restituire un complesso ritratto sociale, politico ed economico del paese. Il principale pregio mi sembra l’intenzione di far vivere lo spazio delle corderie lungo tutta la durata della Biennale e il modo in cui il layout generale della mostra riesce a stabilire relazioni e risonanze tra i diversi contributi. Il difetto è che getterà totalmente nell’ombra il padiglione italiano, incapace di restituire questo tipo di complessità e rinchiuso come sempre nelle noiose logiche da catalogo di “autori”.

ATP: Dopo diverse Biennali dedicate al contemporaneo, “Fundamentals” si concentra sulla storia dell’architettura, con l’intento di indagarne lo stato attuale e di immaginarne il futuro. A grandi linee, come si inserisce il tuo progetto in questa prospettiva? 

MG: Credo che tanto l’oggetto (il piano terra) quanto gli strumenti del nostro lavoro (il disegno in pianta) costituiscano due fondamentali dell’architettura.

Matteo Ghidoni,   Ground Floor Crisis - Monditalia 2014 Foto: Giorgio De Vecchi

Matteo Ghidoni, Ground Floor Crisis – Monditalia 2014 Foto: Giorgio De Vecchi