Milk Revolution,   American Academy In Rome,   Roma 2015 - Foto courtesy Roberto Apa

Milk Revolution, American Academy In Rome, Roma 2015 – Foto courtesy Roberto Apa

Ultimi giorni per visitare Milk Revolution, progetto di CURA. (Ilaria Marotta e Andrea Baccin) alla American Academy di Roma. Il titolo della mostra riprende una fotografia scattata nel 1985 dal poeta Allen Ginsberg all’amico Harry Smith mentre versa del latte in un bicchiere. Dalla didascalia scritta da Ginsberg si evince che quella in atto è un’operazione alchemica, più precisamente la “trasformazione del latte in latte”: è a partire da questa metamorfosi tautologica che si sviluppa il concetto della mostra. Un cambiamento ciclico, che dovrebbe riportare al punto di partenza e trasformare qualcosa in ciò che è veramente, rendere l’essenza esistente. Oppure un giro a vuoto, un processo inutile, un mutamento gratuito, che non toglie né aggiunge alcunché a ciò che già esiste?

Alcune opere lasciano presagire che sia propria la “vanità”, uno degli ingredienti fondamentali del loro lavoro. Una parte della mostra è uno strano dejà-vu, dove tematiche e cliché sembrano farsi eco: nell’opera di Tomaso de Luca si trovano gli ormai più che familiari elementi porno – cazzi, culi ecc. -, in quelle di Anna Franceschini e Keith Hennessy le immancabili “parole magiche” FUCK, SUCK o SHIT. In altre opere si legge il disperato tentativo di avere a che fare con materiali insoliti che, invece di essere utilizzati come mezzi per raggiungere un fine, divengono il fine stesso dell’opera: mi riferisco al dripping di polenta di Luca Francesconi, all’uso degli emblematici selfie-sticks nell’opera di Corin Hewitt (due selfie-sticks che reggono una salsiccia imbottita di un impasto di gelatina e fotografie sminuzzate), al mix di cereali e asfalto nell’aiuola di Andrea De Stefani, al finto marmo (peraltro poco convincente) di Gabriele De Santis. In alcuni casi la ricerca sui materiale da esiti formali interessanti, in altri casi, invece, il modus operandi perde di aderenza con le tematiche affrontate.

Più sostanziosi i lavori di Vanessa Safavi e Francesca Grilli. La prima presenta delle opere poggiate sul pavimento: sculture liquide che nascondono alcune conchiglie che, come escrescenze cristalline, spuntano dalla materia. Grilli propone la performance “Gold Revolution” che prevede la presenza di tre falchi liberi di circolare all’interno della biblioteca della American Academy: un gesto deciso in grado di trasformare uno spazio familiare in un “territorio incerto e perturbante”. Uscita dalla mostra, scendendo verso Trastevere, porto con me l’immagine dei tre falchi, che non ho visto ma che hanno il potere di manifestarsi, nella mia mente, in forma di ombre libere e minacciose.

Nel complesso, la mostra si presenta coerente sia per la scelta delle opere che per i contenuti: una “milk revolution” nel senso ironico, ludico, di una trasformazione fittizia, un esperimento da piccolo chimico, un passatempo divertente, un gesto che non cambia nulla. Esercizi stilistici o “eterni ritorni” che rappresentano una volontà di sperimentazione, volta a confermare – o a concettualizzare – una coazione a ripetere. Imperitura evoluzione di temi “intramontabili” (ma senza troppe emozioni).

Restiamo, nel bene o nel male, al punto di partenza: si è costruito, montato, tagliato, segato, assemblato, scritto, disegnato, dipinto, senza riuscire a rappresentare qualcosa di penetrante o memorabile.

Clara Mazzoleni

Vanessa Safavi - Milk Revolution,   American Academy In Rome,   Roma 2015 - Foto courtesy Roberto Apa

Vanessa Safavi – Milk Revolution, American Academy In Rome, Roma 2015 – Foto courtesy Roberto Apa

Francesca Grilli,   American Academy In Rome © Luis do Rosario

Francesca Grilli, American Academy In Rome © Luis do Rosario

Carin Goldberg,   Milk Revolution,   American Academy In Rome,   Roma 2015 - Foto courtesy Roberto Apa.

Carin Goldberg, Milk Revolution, American Academy In Rome, Roma 2015 – Foto courtesy Roberto Apa.

Adam Kuby,   Milk Revolution,   American Academy In Rome,   Roma 2015 - Foto courtesy Roberto Apa -  Installation view

Adam Kuby, Milk Revolution, American Academy In Rome, Roma 2015 – Foto courtesy Roberto Apa – Installation view