Maria Lai amava le parole, che sapeva usare da maestra, ma amava anche il silenzio, che considerava premessa necessaria alla nascita dell’opera d’arte e condizione per la sua comprensione.

Quella che Wilson Project le dedica non è tanto una mostra in senso stretto quanto un piccolo itinerario di riflessione: mettendo tra parentesi la cornice del sistema dell’arte, le logiche museali e quelle del mercato, si offre come occasione di incontro individuale con alcuni lavori appartenenti alla fase centrale del percorso dell’artista.

fino al 25 maggio 2013

WILSON PROJECT SPACE

via marsiglia n°35/a – 07100 – Sassari (IT)

Maria Lai (Ulassai 1919-Cardedu 2013) ha studiato scultura a Venezia con Arturo Martini, quindi si è trasferita a Roma dove si è dedicata alla pittura, al disegno, alla ceramica. Il confronto con le profonde trasformazioni artistiche degli anni sessanta l’ha spinta a interrompere le sue ricerche per circa un decennio. E’ riapparsa sulla scena con i Telai e i Libri cuciti, influenzati dall’estetica poverista e incentrati sui temi della manualità e del femminile; poco dopo sono nate Le mappe su tela e velluto e i Presepi in ceramica, legno e tessuto. Numerosi i suoi interventi pubblici, a cominciare da Legarsi alla montagna (1981), performance collettiva tenuta a Ulassai. Il paese natale dell’artista ha in seguito accolto molte altre sculture e lavori a carattere ambientale. Negli ultimi decenni l’attività di Lai si è fatta più intensa e poliedrica, comprendendo sconfinamenti nei campi del teatro e dell’artigianato e assumendo un marcato carattere didattico, rispecchiato in modo particolare da una serie di opere-giochi destinati a spiegare a bambini e adulti i meccanismi del pensiero artistico.
Maria Lai,   Untitled,   2004. Materiali vari,   80x60x5 cm. Collezione Privata

Maria Lai, Untitled, 2004. Materiali vari, 80x60x5 cm. Collezione Privata