Secondo appuntamento per il nuovo spazio della Galleria Room, con la personale di Man uel  Larr aza’bal S can o. L’impronunciabile artista, altro non è che Manuel Scano, che ha deciso di registrare, per ogni mostra a cui partecipa, diversi nomi che gli hanno attribuito nel tempo. Prima di tutto, mi racconta, ha deciso di adottare il cognome della nonna, Larrazàbal. Da qui, trascrizioni ed errori vari, hanno trasformato il cognome in un suono Larr aza’bal.

L’artista sceglie di negarci qualsiasi spiegazione o introduzione alle sue opere. Il comunicato stampa riporta gli errori dovute alle trascrizioni del suo cognome (Larrazàbal, Larrazabal Scano, Larazabal Scano_o, Larazzabal Scano)))), m_n_l:_______________l_r-_z_b_l_((_(sc_n_))———Manuel Larrazàbal o Scano ecc), assieme al suo CV.

La mostra impegna tutto lo spazio della galleria. Ogni parete è ritmata da grandi o piccoli fogli slavati, strizzati, piegati e raddrizzati per essere appesi con dei sottili spilli alle pareti. Manuel mi racconta che queste opere su carta hanno fatto, praticamente, il giro del mondo. Sono stati realizzati dall’artista in Venezuela, a casa della nonna Carmen Isabel Larrazàbal a Caracas.

Ogni superfice cartacea, sembra portare il ricordo di un accumulo di segni, gesti e scritte, ripulite in un secondo momento con dell’acqua. L’artista, infatti, dopo aver tracciato con pennarelli superlavabili (Carioca), delle forme indistinte sulla carta, ha colato sulla materia segnica aggrovigliata, dell’acqua. Quasi volesse pulire e togliere delle macchie.

Al centro dei due vani della galleria, un intrico di sottili fili trasparenti che sostengono in modo precario delle esili sculture fatte di sottile aste di legno. Appeso al soffitto, un ventilatore a cui sono state tolte le pale, per utilizzarne solo il meccanismo che, a ritmo costante, fa muovere i tanti fili che percorrono lo spazio.

“Le sculture sono state realizzate con bastoncioni che ho precedentemente adoperato anche per altre opere – per la performance da Cripta747 l’anno scorso e per la mostra all’Associzione Barriera a Torino nel 2010) e che mi porto dietro da un pò di anni.”

“Quello che mi interessa, sia per i disegni che per le sculture” mi spiega l’artista, “è di poter prendere degli elementi semplici (come possono essere i pennarelli, la carta, le aste di legno e il ventilatore) e trasformali, renderli in qualche modo organici, vitali.”

Ragionando su stratificazioni temporali e riutilizzo di materiali dalle mostre precedenti, Scano cerca di vivificare idealmente la materia. Condensando nei materiali che utilizza le memorie dei luoghi, i ricordi e gli affetti, le opere non sono più solo forme astratte o in movimento, ma grumi emotivi, condensato di esperienze.

Alla ricerca di rivelazioni inaspettate, Scano si lascia guidare spesso dal caso, dall’improvvisa epifania nascosta dal caos segnico prodotto da gesti rapidi e veloci. L’effetto in mostra è molto elegante. La carta perde di inconsistenza e acquista una strana pesantezza, fatta di piccole crepe, lievi sfumati. Non rappresentando ‘niente’, descrivono tutto ciò che nello spazio connota il vuoto: del fumo, delle ombre, del vapore, dell’umore acque, il freddo, ma anche un umido caldo.

L’artista mi mandato un estratto di un’intervista a Luciano Berio. La ritiene significativa e, per molti versi, l’ha fatta propria.

 “Qualche volta ho la curiosa sensazione che i processi musicali possano essere più intelligenti degli uomini che li producono e li ascoltano, questi processi; che le cellule di questi processi musicali, come i cromosomi di un codice genetico, possano essere più intelligenti degli organismi percettivi che dovrebbero dar loro un senso e ho l’impressione che la musica mimi uno dei più incredibili processi naturali: il passaggio dalla vita inanimata alla vita animata, dalle forme molecolari alle forme organiche, da una dimensione astratta e immobile ad una dimensione vitale ed espressiva”

Man uel  Larr aza'bal S can o / Manuel Scano,   immagini della mostra alla Room Gallery,   Milano - Foto: Lorenzo Nencioni

Man uel Larr aza’bal S can o / Manuel Scano, immagini della mostra alla Room Gallery, Milano – Foto: Lorenzo Nencioni

Man uel  Larr aza'bal S can o / Manuel Scano,   immagini della mostra alla Room Gallery,   Milano - Foto: Lorenzo Nencioni

Man uel Larr aza’bal S can o / Manuel Scano, immagini della mostra alla Room Gallery, Milano – Foto: Lorenzo Nencioni

 

Man uel  Larr aza'bal S can o / Manuel Scano,   immagini della mostra alla Room Gallery,   Milano - Foto: Lorenzo Nencioni

Man uel Larr aza’bal S can o / Manuel Scano, immagini della mostra alla Room Gallery, Milano – Foto: Lorenzo Nencioni