Logo / Poster Lungomare Gasthaus Graphic Design: Joseph Micheli & Lina Ozerkina,   2013

Logo / Poster Lungomare Gasthaus Graphic Design: Joseph Micheli & Lina Ozerkina, 2013

Inaugura oggi a Bolzano   Lungomare Gasthaus,  uno spazio temporaneo di pensiero e azione che coniuga la cucina come luogo di produzione culturale e sociale con un programma lungo un mese, comprendente discussioni, dialoghi e workshop, una serie di interventi negli spazi di Lungomare, un programma di film e una serie performance e azioni nello spazio pubblico della città di Bolzano.

Per il programma completo LINK

Alcune domande a Angelika Burtscher, Lisa Mazza e Daniele Lupo,  iniziatori di Lungomare Gasthaus, responsabili per la regia generale, la struttura di base del progetto e la curatela di singoli interventi.

ATP: Lungomare è uno spazio progettuale che, quest’anno compie dieci anni dalla sua fondazione. Avete deciso di dar vita ad un progetto lungo un mese per commemorare questa data. Il primo Giugno prende avvio Lungomare Gasthaus. In cosa consiste?

Lungomare: L’idea di inaugurare un Gasthaus, o meglio una trattoria temporanea è nata dal desiderio di trovare un formato che ci permette di riflettere su quello che ha caratterizzato Lungomare negli ultimi dieci anni: un luogo d’incontro e di scambio, di convivialità, dove la riflessione e il festeggiare sono elementi che si completano e creano uno spazio d’immaginazione e proiezione dal presente al futuro. Il Gasthaus ci permette di dare spazio a tutto cioè in una forma organica nell’arco di un mese. Non vogliamo festeggiare i nostri dieci anni celebrando quel che è stato realizzato nel passato, ma cogliendo questo momento per fare una riflessione più ampia su quello che è Lungomare e la produzione culturale oggi, con uno sguardo verso il domani.

ATP: Assieme a voi – Angelika Burtscher, Lisa Mazza e Daniele Lupo, iniziatori di Lungomare Gasthaus, responsabili per la regia generale, la struttura di base del progetto e la curatela di singoli interventi – avete invitato altre personalità. Chi sono e cosa propongono?

L: Accanto a noi abbiamo invitato due complici a contribuire al programmazione del mese: Luigi Coppola e Filipa Ramos. La curatrice e critica portoghese Filipa Ramos che vive tra Londra e Milano propone due formati per la Gasthaus. Il primo è una serie di conversazioni domenicali intitolate “The Sunday Brunch” che partono dal desiderio di riflettere sul ruolo di Lungomare e per prefigurarne il futuro anche in riferimento a istituzioni affini.  Non desideriamo affrontare queste considerazioni da soli e visto che riteniamo che il ruolo degli spazi indipendenti debba essere comunque discusso collettivamente abbiamo invitato con Filipa Ramos alcuni artisti, curatori e architetti, a trascorrere un po’ di tempo con noi e pensare e discutere assieme a noi. Oltre alle conversazioni domenicali Filipa Ramos cura anche il progetto “This is my land”  un programma di film della durata di quattro settimane che esplora il tema del senso di appartenenza e osservano le relazioni, esistenti o potenziali, fra le persone, le istituzioni e i territori. Vengono presentate opere di artisti e film-maker che hanno utilizzato le tecniche del film e del video per documentare questi legami in contesti molto diversi e che spesso ci inducono a osservare quanto la vicinanza non sia tanto una questione di prossimità fisica, quanto piuttosto di empatia fra comportamenti e sentimenti condivisi. L’altro complice invitato da noi è l’artista Luigi Coppola che per il Lungomare Gasthaus ha sviluppato il progetto “Masses & Motets” che consiste di tre performance musicali nello spazio pubblico di Bolzano incentrate sulla presa di parola, la resistenza alla società dello spettacolo e dei consumi, la testimonianza, la proposta e la visione politica. Il progetto si radica sulle scritture di autori che continuano a lasciare il segno in termini di immaginario politico, come Alexander Langer, Pier Paolo Pasolini, Antonio Gramsci, Josepgh Beuys oltre che a testi scritti espressamente per il progetto. Inoltre Luigi Coppola ha invitato l’artista Nikolay Olenikov e il collettivo Motus a passare una breve residenze a Bolzano durante la quale saranno prodotte una serie di azioni site specific. Le due pratiche artistiche, pur con linguaggi artistici differenti, sono accomunate dalla radicalità politica nell’azione artistica e la spinta relazionale che attivano attraverso i loro processi. Il progetto curato da noi intitolato “Quando ieri domani” consiste di una mostra, una serie di oggetti e performances che partono dal desiderio di riflettere sui progetti passati, sui metodi e gli approcci di Lungomare e allo stesso tempo getta uno sguardo utopico verso il futuro che Lungomare non ha ancora scritto e verso il mondo di domani. Il progetto vuole offrire spunti di riflessione per invitare a formulare domande sulle condizioni e sui mutamenti della produzione culturale in relazione a diversi contesti geografici. Il cuore del Lungomare Gasthaus non può che essere la cucina. Insieme al cuoco e designer Uli Gamper abbiamo fatto una ricerca alimentare regionale approfondita. La progettualità del cibo e le similitudini di essere nelle discipline del design, l’arte e l’architettura. La cucina, il mangiare e bere ci danno la possibilità di creare non solo un luogo di convivialità ma anche per fare emergere le similitudini nelle modalità di lavorare e progettare delle discipline.

ATP: Mi racconti i temi che animeranno i vari incontri?

L: Il programma di Lungomare Gasthaus riprende temi che, fin dall’inaugurazione dello spazio progettuale, ne hanno caratterizzato. Uno di questi è il territorio nel quale è radicato Lungomare e la sua complessità sociopolitica: Il territorio viene percepito come oggetto di analisi e di attivazione, che non si chiude ad altre realtà, ma cerca piuttosto di trovare, attraverso una più ampia prospettiva, nuovi approcci alle questioni specifiche che lo riguardano. Nei progetti, lo spazio pubblico diventa luogo di osservazione e di elaborazione:riflette la quotidianità degli abitanti della città, il loro rapporto con i “beni comuni”, con l’analisi storica e le prospettive future. Un altro elemento ricorrente è il rapporto che esiste tra design, architettura, pianificazione urbana, arte e teoria. L’interdisciplinarità, unitamente alla molteplicità di forme artistiche e alla sovrapposizione di diversi linguaggi espressivi, fornisce nuove chiavi di lettura per la contemporaneità. Inoltre, Lungomare Gasthaus pone particolare attenzione al ruolo che riveste oggi la cultura. Guardando agli attuali sviluppi economici e sociali, il confronto con le più urgenti questioni che ne discendono rappresenta, a nostro parere, una pre-condizione  essenziale rispetto alla produzione e della divulgazione della cultura. Quali requisiti e quali potenzialità possano derivarne sarà un tema cruciale della manifestazione.

ATP: Cos’è il  Teatro del mare?

L: La struttura architettonica creata appositamente per il Lungomare Gasthaus si ispira al teatro del mare ispirandosi al nome dello spazio progettuale ma anche alla sua posizione geografica che apre lo sguardo sulla valle.  E stata progettata e realizzata da diversi membri del collettivo ConstructLab e Exyzt. La cucina aperta e il bar del Lungomare Gasthaus si incastrano nella struttura architettonica preesistente. Una struttura sospesa va a creare una copertura per lo spazio inferiore, mentre al primo piano si trasforma in un palcoscenico polifunzionale per performance, proiezioni, dibattiti e altre idee. Questa impalcatura di legno costituisce un contrasto con il contesto paesaggistico circostante, piuttosto idilliaco, e prende le distanze dalle forme tradizionali dell’edilizia e della moderna architettura monofamiliare, per orientarsi piuttosto a quei singoli elementi industriali che la tecnica ha disseminato nel paesaggio, come funivie e tralicci dell’alta tensione. Allo stesso tempo, però, l’utilizzo del legno rende più caldo questo contrasto e al piano superiore viene a crearsi una sorta di palcoscenico contemporaneo, adagiato sulle rovine di un antico teatro greco. Il mobiliare per la Gasthaus è stato progettato da Simone Simonelli e realizzato in un workshop che ha offerto un’esperienza collettiva e partecipativa e ha dato la possibilità di riscoprire abilità manuali e la confidenza nel lavorare con attrezzi comuni.

Gasthaus Lungomare,   Bolzano

Gasthaus Lungomare, Bolzano

Uli / Gamper

Uli / Gamper

 

This is my land Ben Rivers,   UK,   2006 Filmstil

This is my land Ben Rivers, UK, 2006 Filmstil

Lungomare Gasthaus 01. – 30.06.2013

nei luoghi pubblici della città di Bolzano e nello spazio progettuale Lungomare

Un progetto di:  Angelika Burtscher, Daniele Lupo e Lisa Mazza

Programmazione in collaborazione con:  Filipa Ramos e Luigi Coppola

Partecipanti:

Ayreen Anastas & Rene Gabri, Stefano Bernardi, Gaëlle Boucand, Sara Casiraghi, Céline Condorelli, ConstructLab/Exzyt, Charles Esche, Beatrice Galilee, Uli Gamper, Åbäke, Martino Gamper & Alex Rich, Ingrid Hora, Pierre Huyghe, Andrea Lissoni, Luca Lo Pinto, Heinz Mader, Motus, Joseph Miceli & Lina Ozerkina (Alfa60), Marzia Migliora, Ralf Pflugfelder, Maxi Obexer, Nikolay Oleynikov, Osservatorio Urbano: Jonathan Pierini e Roberto Gigliotti, Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi, Ben Rivers, Maruša Sagadin, Eléonore Saintagnan, Simon Sheikh, Luís Silva, Simone Simonelli, Andrea Thal, Apichatpong Weerasethakul