Luigi Presicce,   L'invenzione del busto,   2013,   performance per un solo spettatore alla volta accompagnato,   foto di Dario Lasagni. Courtesy l'Artista e Galleria Bianconi Milano.

Luigi Presicce, L’invenzione del busto, 2013, performance per un solo spettatore alla volta accompagnato, foto di Dario Lasagni. Courtesy l’Artista e Galleria Bianconi Milano.

Era lunga la fila che si accalcava all’esterno della Galleria Bianconi, martedì 18 settembre, per assistere alla performance di Luigi Presicce, ‘L’invenzione del busto’. Questo appuntamento, preannuncia l’imminente mostra, ‘Privata Vanitas’, che inaugurerà sempre dalla Bianconi il 9 ottobre prossimo. Era la prima volta che assistevo ad un performance per ‘un solo spettatore alla volta’ e, prima di questa performance, mi chiedo l’utilità. A ragione, Presicce impone un punto di vista forzato (di seicentesca memoria), per assistere al meglio un tableaux vivants denso di riferimenti, di dettagli e – perchè no – anche di imposture. Non a caso l’artista sceglie la parola ‘inventare’ (dall’etimo, trovare, scoprire cercando, giungere, dar la esistenza a cosa che non si conosceva), perchè nell’unire Caravaggio a Charles Ray, il Portiere di Notte della Cavani a Napoleone, Francis Bacon a ritrovamenti anonimi o comprovati di agiografia, Presicce si impossessa di una cosa abbastanza rara oramai nelle mostre di arte contemporanea: la classica bellezza dei corpi, delle forme e delle atmosfere. Ambisce all’olimpo della storia dell’arte e il tentativo – nel buio del piano interrato della galleria Bianconi – sembra ottenuto. Nel paio di minuti davanti alle tre figure che componevano la scena, ipnotizzata dalle poche note (monotone) emanate dello strano strumento del personaggio centrale, i miei occhi hanno compiuto un esercizio mnemonico che non facevo da tempo: ricordare più dettagli possibili, penetrare sotto gli abiti, nel buco nel pavimento, attorno al riverbero della candela, tra il trucco finto e pesante che copriva le facce.

Il pericolo di una così complessa ‘macchina’, il cui esasperato citazionismo – storico, artistico e religioso – è a volte difficilmente ‘digeribile’,  toglie forse un po’ di quel mistero che Presicce tenta (a mio parere) di raggiungere o suggerirci. Nulla toglie però, a quell’affascinante attrazione per le mostruosità che esso crea (Etimo_Mostro da prodigio, cosa straordinaria, contro natura), per i trompe l’œil estetici-filosofici che sembrano profondi e cesellati: iperboli visive e concettuali,  godibili e accattivanti giochi illusionistici.

Segue il link dove sono spiegati i complessi e approfonditi riferimenti per capire o ricostruire il percorso che ha fatto l’artista per l’ideazione della performance.

Testo ?  CS Luigi Presicce, L’invenzione del busto

Dalla performance L’invenzione del busto nascerà un progetto espositivo che segna il ritorno a Milano, per la prima volta dopo 7 anni in una galleria, di una personale di Luigi Presicce.

Il video realizzato dalla performance sarà infatti esposto nell’ambito di Privata Vanitas, mostra dedicata all’universo, all’attività e al metodo degli ultimi anni del lavoro dell’artista che inaugurerà mercoledì 9 ottobre (opening ore 18, fino al 23 dicembre 2013) presso la Galleria Bianconi.  Il percorso espositivo della mostra sarà accompagnato da una pubblicazione edita da A+M edizioni con testi critici di Andrew Berardini e Caroline Corbetta.

Luigi Presicce,   L'invenzione del busto,   2013,   performance per un solo spettatore alla volta accompagnato,   foto di Dario Lasagni. Courtesy l'Artista e Galleria Bianconi Milano.

Luigi Presicce, L’invenzione del busto, 2013, performance per un solo spettatore alla volta accompagnato, foto di Dario Lasagni. Courtesy l’Artista e Galleria Bianconi Milano.

Luigi Presicce,   L'invenzione del busto,   2013,   performance per un solo spettatore alla volta accompagnato,   foto di Dario Lasagni. Courtesy l'Artista e Galleria Bianconi Milano.

Luigi Presicce, L’invenzione del busto, 2013, performance per un solo spettatore alla volta accompagnato, foto di Dario Lasagni. Courtesy l’Artista e Galleria Bianconi Milano.