Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi di Terrae Motus (1965- 1982). Documenti,   opere,   una storia... 22 novembre 2014 – 09 marzo 2015 Veduta della mostra MADRE. Museo d’arte contemporanea Donnaregina,   Napoli Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee,   Napoli Photo © Amedeo Benestante

Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi di Terrae Motus (1965- 1982). Documenti, opere, una storia… 22 novembre 2014 – 09 marzo 2015 Veduta della mostra MADRE. Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli Photo © Amedeo Benestante

Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi  di Terrae Motus (1965-1982). Documenti, opere, una storia…

La sua passione si è intrecciata con la storia culturale e artistica di Napoli. In occasione del ventennale della sua scomparsa, il Madre di Napoli dedica (fino al 9 marzo 2015), un’importante mostra-omaggio al grande gallerista e committente  Lucio Amelio. Le tappe della sua vita coincisero con avvenimenti importanti della storia dell’arte della città di Napoli. Basti ricordarne alcune: nel 1965 aprì a Napoli la Modern Art Agency. Nel 1969 sempre a Napoli fu inaugurata in Piazza dei Martiri la sede della galleria che avrebbe portato il suo nome e che avrebbe ospitato alcuni tra gli artisti più importanti del panorama internazionale, come: Robert Rauschenberg, Joseph Beuys, Andy Warhol, Mario Merz, Jannis Kounellis e Keith Haring. Mostre, progetti speciali, dibattiti, rassegne, ma anche feste memorabili come quella organizzata nel 1980 in onore di Joseph Beuys e Andy Warhol, al City Hall Cafè del Corso Vittorio Emanuele a Napoli (“Napoli come New York”, hanno definito l’evento!).

Ma torniamo alla grande mostra a Madre, curata dal direttore Andrea Viliani con il supporto di un importante comitato scientifico che conta Anna Amelio, Giuliana Amelio, Achille Bonito Oliva, Michele Bonuomo, Nino Longobardi, Giuseppe Morra, Paola Santamaria, Eduardo Santamaria e Angela Tecce. L’esposizione ricostruisce non solo la storia di colui che ha contribuito a rendere Napoli uno dei centri piu? importanti della produzione e della riflessione artistica degli ultimi decenni a livello nazionale e internazionale. Ma e? anche la storia dei tanti artisti, collaboratori e compagni di strada che hanno condiviso la loro ricerca con Amelio.

La mostra si sviluppa per circa un ventennio, dal 1965, quando Amelio inaugurò la Modern Art Agency a Parco Margherita, fino al 1982, l’anno in cui fu istituita la Fondazione Amelio (voluta da Amelio assieme alle sorelle Anna, Lina e Giuliana). Nello stesso anno, fu anche avviato il progetto di Terrae Motus, la collezione in progress – ora esposta nella Reggia di Caserta – concepita dopo il terremoto che devastò l’Irpinia nel 1980 per stimolare la reazione da parte di alcuni dei piu? importanti artisti dell’epoca.

La mostra che si concentra sugli anni dal 1965 al 1982, presenta opere fondamentali di piu? di cinquanta artisti, risultato di una meticolosa ricerca d’archivio sulle mostre organizzate da Amelio, insieme a un imponente corredo documentario costituito da una selezione di piu? di cinquecento documenti storici, molti esposti per la prima volta, provenienti dall’Archivio Amelio e da altri archivi pubblici e privati: lettere autografe, progetti di mostre e schizzi di allestimento, fotografie, inviti, manifesti, libri, cataloghi, brochure, edizioni numerate, progetti architettonici ed ingegneristici.

Nel percorso della mostra si attraversano letteralmente alcune delle tappe fondamentale della storia dell’arte del secolo scorso. Nelle prime sale e? documentata la ricerca sui rapporti fra astrazione e figurazione alla fine degli anni Sessanta (con opere, fra l’altro, di Renato Barisani, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Paolo Scheggi, fino alla successiva collaborazione con Alberto Burri).

Seguono le sale dedicate agli artisti dell’ Arte Povera, in cui sono presentate opere fondamentali, fra gli altri, di Pierpaolo Calzolari, Luciano Fabro, Mario e Marisa Merz, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio e Jannis Kounellis. Tutti artisti che passeranno dalla galleria di Amelio. Dopo Kounellis nel 1969, nel 1970 e? la volta di Michelangelo Pistoletto. In mostra, insieme ad altri lavori degli anni immediatamente precedenti, sono esposti Mappamondo, gia? presente ad Amalfi, e una versione della celebre Venere degli stracci, due lavori fondamentali che insistono sul riuso di materiali “poveri”. Invitato da Amelio nel 1972, Pier Paolo Calzolari realizza alcune scritte e installazioni al neon, mentre Mario Ceroli e Vettor Pisani, condividendo con i poveristi una ricerca sui materiali e l’esplorazione di nuove modalita? di formalizzazione dell’esperienza contingente, espongono da Amelio rispettivamente nel 1968 e nel 1971 (Marcel Duchamp. Le quatre doigts moulus de Meret Oppenheim e? il titolo della mostra con cui Pisani rende omaggio all’artista francese).

Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi di Terrae Motus (1965- 1982). Documenti,   opere,   una storia... 22 novembre 2014 – 09 marzo 2015 Veduta della mostra MADRE. Museo d’arte contemporanea Donnaregina,   Napoli Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee,   Napoli Photo © Amedeo Benestante

Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi di Terrae Motus (1965- 1982). Documenti, opere, una storia… 22 novembre 2014 – 09 marzo 2015 Veduta della mostra MADRE. Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli Photo © Amedeo Benestante

Nella sala quattro, è il turno di Giulio Paolini con l’opera Apoteosi di Omero, esposto nella galleria di Aemlio nel maggio 1972; segue Luciano Fabro, con l’installazione “Ogni ordine e? contemporaneo d’ogni altro ordine-Quattro modi di esaminare la facciata del SS. Redentore a Venezia (Palladio)”, dove l’artista reinterpreta la facciata della chiesa veneziana progettata dall’architetto Andrea Palladio nel 1577 sull’isola della Giudecca. Le quattro serigrafie che compongono Ogni ordine e? contemporaneo d’ogni altro ordine sono state esposte nella galleria di Amelio nel 1974.

Le sale che seguono sono dedicate “Nuova Creativita? nel Mezzogiorno” e alla ricerca performativa e teatrale (General Idea, Lea Lublin, Charlemagne Palestine, Gruppo XX, Falso Movimento e Teatro Studio di Caserta). Seguono sale dedicate all’arte concettuale (Dan Graham, Vito Acconci, Bruce Nauman, Dennis Oppenheim), o al fatidico anno 1980: e? un anno centrale nella storia della galleria e di Lucio Amelio, segnato dallo storico incontro tra Andy Warhol e Joseph Beuys chemise a confronto due diverse, se non opposte, concezioni dell’arte, un incontro dirompente, e fra l’altro di grande successo mediatico, che porto? in rilievo appunto le dicotomie estetiche del mondo occidentale: da un lato la perfezione tecnica e il supposto cinismo della societa? capitalistica nordamericana, dall’altro la spiritualita? etica di un’arte europea orientata al sociale.

Seguono altre importanti tappe dedicate a Andy Warhol, ma anche al critico Filiberto Menna e a Marcello Rumma, giovane collezionista e promotore della Rassegna di Amalfi (1966-1968). Non dimentichiamoci della Transavanguardia. Francesco Clemente, Nicola De Maria e Mimmo Paladino, espongono nella galleria napoletana gia? dall’inizio della loro ricerca, capitanati da ABO. La sala 15 è dedicata a tre grandi protagonisti dell’arte americana del secondo dopoguerra: Robert Rauschenberg, Cy Twombly e Jasper Johns, impegnati sin dagli anni Cinquanta in una ricerca pittorica che reinterpreta e supera la lezione dell’Espressionismo Astratto per proiettarsi verso i linguaggi New Dada e Pop. La Sala dopo, invece, è protagonista la fotografia. Dalle architetture industriali presentate in serie da Bernd e Hilla Becher nel 1973 alla mostra del fotografo tedesco di fine Ottocento Wilhelm von Gloeden, sino agli artisti concettuali canadesi riuniti nella mostra General Idea (1978).

Chiude il percorso espositivo un’ampia sala di documentazione che comprende un ritratto di Amelio di Mario Schifano. Questo ritratto, datato 1965-1985, rappresenta senza dubbio la piu? emblematica sintesi visiva del percorso espositivo di questa mostra, che e? volutamente contenuto entro precisi limiti cronologici: fra il 1965, con l’apertura della Modern Art Agency,
e l’inizio degli anni Ottanta, culminando il 20 novembre 1982 con l’istituzione della Fondazione Amelio, attraverso la quale si apriranno prospettive sempre piu? coincidenti con la progettualita? collegata alla collezione Terrae Motus e con la sua visibilita? internazionale, nelle mostre a Villa Campolieto a Ercolano (1984 e 1986) e al Grand Palais di Parigi (1987), prima dell’attuale collocazione alla Reggia di Caserta.

Elena Bordignon

Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi di Terrae Motus (1965- 1982). Documenti,   opere,   una storia... 22 novembre 2014 – 09 marzo 2015 Veduta della mostra MADRE. Museo d’arte contemporanea Donnaregina,   Napoli Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee,   Napoli Photo © Amedeo Benestante

Lucio Amelio. Dalla Modern Art Agency alla genesi di Terrae Motus (1965- 1982). Documenti, opere, una storia… 22 novembre 2014 – 09 marzo 2015 Veduta della mostra MADRE. Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli Photo © Amedeo Benestante

Lucio Amelio mostra Le armi di Pino Pascali 21 dicembre 1970 Courtesy Archivio Amelio Photo © Mimmo Iodice

Lucio Amelio mostra Le armi di Pino Pascali 21 dicembre 1970 Courtesy Archivio Amelio Photo © Mimmo Iodice

Joseph Beuys Terremoto in Palazzo 1981 Legno,   terracotta,   vetro,   cera e un uovo Caserta Palazzo Reale Collezione Terrae Motus

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