Luana Perilli,   Solitary Shelters,   installation view at The Gallery Apart,   Rome,   photo by Giorgio Benni,   courtesy The Gallery Apart,   Rome

Luana Perilli, Solitary Shelters, installation view at The Gallery Apart, Rome, photo by Giorgio Benni, courtesy The Gallery Apart, Rome

The Gallery Apart ospita fino al 22 Novembre la mostra  Solitary Shelters di Luana Perilli. L’artista, nata a Roma nel 1981, presenta un video e una serie di lavori in ceramica ai quali accosta lastre di marmo, frammenti di agata e palchi di daino. Anche nell’opera ambientale Hanging Lava, una pianta tropicale sospesa grazie alla tecnica giapponese del kokedama – nella il vaso viene eliminato e rimpiazzato da una sfera di terra e muschio tenuti insieme da fili trasparenti -, il vegetale e messo in relazione da una creazione in ceramica dai colori vistosi e dalle forme esuberanti.

Il gracidare dei grilli, proveniente dall’unico video esposto in mostra, fa da sottofondo a opere dalle dimensioni contenute e dall’aspetto organico. Piccoli globi di ceramica invetriata infestano l’angolo di una parete, simili a nidi di ragno. Su una mensola sono disposte forme bianche la cui lavorazione fa pensare alla struttura articolata del formicaio, attraversata da cunicoli e labirinti. Nel video scorrono scenari alla Microcosmos (documentario del 1996 di Claude Nuridsany e Marie Pérennou, con per protagonisti gli insetti): terra, legno, erba, foglie e inaspettati frammenti di agata. Le textures ruvide, lisce o porose e le colorazioni sgargianti, spesso inondate da gocce e zampilli d’acqua, danno vita a visioni sulla natura osservata da molto vicino: un po’ come succedeva quando eravamo bambini. Questo video ha una forza intrinseca che probabilmente ci tocca nella nostra parte più istintiva e inconsapevole.

Negli anni passati l’artista ha tratto ispirazione dalla sociobiologia, una disciplina che studia le strutture sociali in quanto sistemi totalmente riconducibili alla natura. Le opere si basavano sullo studio degli animali eusociali – specie animali con un alto livello di organizzazione sociale – e sulla comparazione dei loro modelli comunitari con quelli umani, come testimonia le precedente personale da The Gallery Apart: 108 (Spontaneus collective in thoughless awareness), 2012.

In un’intervista Perilli racconta di come il suo lavoro più recente si basi sulla relazione tra strutture ideologiche e strutture naturali: il ciclo di opere a cui si riferisce è quello esposto in mostra, che si distacca dai precedenti grazie alla scelta della ceramica, un materiale che impone di tenere “le mani in pasta” e istituire un contatto diretto con la natura, da lei definita “fenomeno irrazionale ma funzionante”. Il risultato di quest’esperienza, tra scultura e assemblage, mescola intenti funzionalisti (le sculture sono potenzialmente utilizzabili come nidi e rifugi da eventuali insetti), riferimenti all’organic modern (stile che riprende l’architettura organica di Frank Lloyd Wright) e un carattere effimero che fa pensare all’elemento d’arredo, al quale l’artista dedicò la sua prima personale in galleria,  Manutenzione sentimentale della macchina celibe, 2009.

Clara Mazzoleni

Luana Perilli,   Unglazed Shelf,   2014,   agate gemstones,   ceramics,   cm 20 x 180 x 20,   photo by Giorgio Benni,   courtesy The Gallery Apart,   Rome

Luana Perilli, Unglazed Shelf, 2014, agate gemstones, ceramics, cm 20 x 180 x 20, photo by Giorgio Benni, courtesy The Gallery Apart, Rome

Luana Perilli,   Horn Nest#2,   2014,   Carrara marble,   glazed ceramics,   antler,   cm 92 x 65 x 26,  5,   photo by Giorgio Benni,   courtesy The Gallery Apart,   Rome

Luana Perilli, Horn Nest#2, 2014, Carrara marble, glazed ceramics, antler, cm 92 x 65 x 26, 5, photo by Giorgio Benni, courtesy The Gallery Apart, Rome

Luana Perilli,   Hanging Lava,   2014,   glazed ceramics,   kokedama monstera,   macramè,   various dimensions,   photo by Giorgio Benni,   courtesy The Gallery Apart,   Rome

Luana Perilli, Hanging Lava, 2014, glazed ceramics, kokedama monstera, macramè, various dimensions, photo by Giorgio Benni, courtesy The Gallery Apart, Rome