Come ogni volta che passo dalla capitale tedesca (e ormai europea) cerco di vedere quante più mostre possibili. Quella che mi ha maggiormente impressionato è stata la personale ‘Senza Titolo’ di Lorenzo Scotto di Luzio da Krome Gallery: semplicemente stupenda.

La mostra è composta di un’unica opera, una madonna in cartapesta che appare da dietro delle tende rosse da chiesa muovendosi avanti e indietro su di un binario rialzato da un parallelepipedo di legno. Il tutto mentre in sottofondo risuonano note di musiche, più o meno sofisticate, legate al tema Mariano e voci come quelle della Callas. Scotto di Luzio dimostra ogni volta di essere uno degli artisti italiani mid-career da cui non si può prescindere. E’ un peccato che ultimamente si veda meno in Italia a causa del suo trasferimento a Berlino. Ovvio e banale ritrovare nel suo lavoro tutta una tradizione popolare del sud Italia fatta dell’ ‘arte di arrangiarsi’. Meno ovvio notare come questa dimensione da teatro barocco, grottesco, precario, onirico, povero, possa invece corrispondere, per poetica, a tutto un immaginario punk che si è sviluppato negli ultimi decenni.

Immaginatevi una mostra in cui accostare i lavori di Scotto di Luzio alle opere di Tom Sachs. Nel comunicato, non a caso, viene citato Carmelo Bene che, mentre in Italia veniva etichettato come il freak o il pazzo reazionario venuto dal sud che parlava della Madonna e dei martiri di Otranto, in Francia veniva definito criticamente da Deleuze come uno dei pochissimi geni del teatro contemporaneo. In America i suoi film erano tra i pochi a essere considerati al livello del cinema sperimentale newyorkese.

Nell’ultimo periodo il lavoro di Scotto di Luzio mi sembra si stia spostando (spero di non sbagliarmi visto che la mia teoria si basa su due soli esempi) da un lavoro sull'”oggetto” a una ricerca maggiormente incentrata sull’immagine e sul linguaggio plastico.

Invito tutti a cercare su internet l’immagine del lavoro intitolato La Vie En Rose (Portrait of the artist’s family in front of a cash dispenser) presentato alla fiera ABC di Berlino nel 2012. Nella sua precarietà e “simpatia amara” è una delle immagini più potenti che ho visto negli ultimi anni, e a tutti gli effetti si tratta di un vero e proprio “gruppo scultoreo”. Come il punk, o la musica folk americana, l’arte di Lorenzo si nutre delle energie e delle immagini che è possibile trovare in giro per le strade. Penso che il suo lavoro sia il contrario delle cazzate astratte, didascaliche e da topi di biblioteca che siamo soliti vedere oggi in tante gallerie d’arte.

…e in tempi apocalittici come quelli odierni – fatti di scontri di piazza, in cui anche il Papa è costretto a lasciare il posto di lavoro –  è questa l’arte di cui ho bisogno!

Antonio Grulli

Lorenzo Scotto di Luzio,   Senza Titolo,   Krome Gallery,   Berlino 2013

Lorenzo Scotto di Luzio, Senza Titolo, Krome Gallery, Berlino 2013

Lorenzo Scotto di Luzio,   Senza Titolo,   Krome Gallery,   Berlino 2013

Lorenzo Scotto di Luzio, Senza Titolo, Krome Gallery, Berlino 2013

Lorenzo Scotto di Luzio,   Senza Titolo,   Krome Gallery,   Berlino 2013

Lorenzo Scotto di Luzio, Senza Titolo, Krome Gallery, Berlino 2013