Day One,   Credits Centrale Fies

Day One, Credits Centrale Fies

Testo di Valeria Marchi

Dall’11 al 20 giugno 2013, Centrale Fies, una centrale idroelettrica trasformata nel 2000 in ambiente per la produzione di performing arts e madre/padre del festival trentino dedicato alle arti performative Drodesera, ha ospitato in residenza sette artisti selezionati per il bando LiveWorks_performance art award, ideato da Centrale Fies in collaborazione con Viafarini DOCVA. Il premio è nato con l’intento di presentare il lavoro di artisti che operano con le pratiche performative pur restando nel contesto delle arti visive. La domanda posta dai sette lavori selezionati per LiveWorks potrebbe essere: “che forma ha la performance?”, o meglio: “che cosa fa?”. Angolature diverse per codici simili. Pratica teatrale, pubblico, comportamento sociale, atteggiamento politico, agonismo, disciplina, paura e trasparenza sono alcuni dei termini che gli artisti in residenza hanno messo in campo lavorando alle produzioni, in una continua interrelazione con i curatori: Barbara Boninsegna (direttore artistico di Centrale Fies), Simone Frangi (curatore di Viafarini DOCVA) e Denis Isaia (curatore indipendente e co-fondatore della Cooperativa 19, una piattaforma di lavoro per le professioni culturali).

I progetti saranno presentati al pubblico il 30 luglio, in occasione di MEIN HERTZ – Drodesera 2013 e, in questa data, verrà assegnato il premio LiveWorks 2013. Durante i miei due giorni di residenza, ho parlato con i curatori e gli artisti, inseguendoli, fotografandoli e chiedendo loro di raccontarmi i loro lavori. In queste righe, un estratto dei lavori di Francesca Banchelli, Luca Pucci – Franco Ariaudo – Emanuele De Donno e Sabina Grasso.

Francesca Banchelli – Our soul is a presence

Our soul is a presence è il lavoro che Francesca Banchelli, artista toscana esposta recentemente a Villa Romana, Firenze, e al Museo Villa Croc  di Genova, mi presenta in fase iniziale. L’artista risponde a una domanda con una domanda: “In che termini possiamo ricostruire un ideale o un atteggiamento politico?”. La performance rincorre un sognato principio di compartacipazione alla comunità. Attraverso il mezzo della lotta sportiva, codificata e astratta, indica una via di ri-aggregazione al corpo politico. Le bandiere installate e usate dai partecipanti indicano un’appartenenza, ma nello scontro creano identità o distruzione?

Luca Pucci, Franco Ariaudo, Emanuele De Donno – Ex Aequo (working title)

Il gioco è un escamotage per mettere in atto regole, gerarchie, categorie linguistiche, finzione e verità agonistica. Lavorando da due anni attorno ad una ricerca sulla “sportificazione” della comunità dal titolo Sportification, società, agonismi e giochi senza frontiere, Pucci, Ariaudo e De Donno svelano un progetto dai confini artistici incerti in cui si assiste a una ri-edizione dello storico game-show Giochi senza frontiere, con il Comitato Organizzatore dei Giochi d’Estate della Val di Sole. Gli artisti mi spiegano che lavorare al progetto significa accettare che il lavoro “non abbia una quota estetica rilevante” e che possa prendere pieghe inaspettate e non controllabili, a metà tra improvvisazione e mediazione.  

Sabina Grasso – Empty and Shadow

Sabina Grasso in questi due giorni non l’ho mai vista. E’ un’artista  che usa la fotografia, il video, l’installazione e il collage. A Centrale Fies non c’è perché si allena da lontano, a Chiang Mai in Thailandia, presso la residenza di ComPeng. Sta imparando il Muay Thai, lo sport nazionale thailandese, invia video dei suoi allenamenti ai curatori, chiama con Skype e discute. E’ l’unico lavoro tra i sette in cui il corpo dell’artista, come filtro e mezzo dell’azione, è totalmente dedito alla pratica performativa, sudata, affaticata, vista e filmata a distanza. Gli sviluppi della ricerca si possono seguire su www.warriorday.tumblr.com. Alcune delle sessioni di lavoro di Sabina sono state proposte in streaming nel periodo di residenza a Centrale Fies.

Nel prossimo post, i progetti di Giovanni Morbin, Valentina Curandi / Nathaniel Katz, Serena Osti e Anne Sophie Turion / Jeanne Moynot.

LiveWorks in Residency part 1

Centrale Fies, Dro (TN), 11-20 giugno 2013

Workspace,   Credits Andrea Pizzalis

Workspace, Credits Andrea Pizzalis