Prende avvio anche quest’anno il progetto LIDO, dedicato ai collettivi di artisti e spazi indipendenti. L’anno scorso il raggio d’azione comprendeva il territorio nazionale ed era aperto a quasi tutte le realtà italiane degli spazi no-profit (vedi il blog da me DEDICATO alla manifestazione). Quest’anno, invece, le due curatrici Francesca Bertolotti e Sarah Cosulich Canarutto hanno optato per cinque collettivi provenienti da cinque luoghi diversi intorno al mondo. Ad ogni realtà artistica è stato concesso un luogo ‘strategico’ nel Quadrilatero Romano nel centro di Torino.

Segue una breve presentazione dei collettivi, il luogo del loro intervento e una breve descrizione dei rispettivi progetti.  

98weeks (Beirut) / Museo Diffuso della Resistenza

98weeks è un progetto di ricerca e un’associazione di artisti fondato da Marwa Arsanios e Mirene Arsanios nel 2007. Il progetto è concepito per lavorare su un nuovo argomento di ricerca ogni 98 settimane, attraverso forme diverse di esplorazione?e di indagine, sia pratiche che teoriche, ?quali laboratori, seminari, gruppi di lettura, pubblicazioni e mostre. Nel 2009, 98weeks?si è anche dotato di uno spazio fisico, dove organizza conversazioni, incontri e proiezioni legati al tema prescelto di ricerca.

Per il Museo Diffuso della Resistenza, 98weeks presenta un programma di film libanesi e siriani – Words… – mai distribuiti in Italia, sul tema della Resistenza, e un workshop di scrittura, moderato dallo scrittore Christian Raimo, sull’idea di Costituzione e le sue possibili democrazie.

Auto Italia South East (London) / Museo di Antichità

Auto Italia South East è un’organizzazione di artisti fondata nel 2007 con l’intento di commissionare e produrre nuovi progetti, attraverso una costante collaborazione con un crescente gruppo di artisti. Auto Italia South East crea nuove opportunità di sviluppo per approcci di produzione alternativi, e sperimenta nuove possibilità di partecipazione.

Per il Museo di Antichità Auto Italia South East produce collettivamente un nuovo film – My Skin is at War with a World of Data – atto ad esplorare la funzione paranoica dell’immagine nella società dell’iper-realtà e dell’iper-connettività.

Irmavep Club (Paris) / Archivio di Stato

Irmavep Club è un collettivo di artisti e curatori, uno spazio autonomo e itinerante ospitato da gallerie private o istituzioni museali. Strutturato come un club, Irmavep vuole creare legami e stimolare confronti?tra i suoi membri – artisti, critici e curatori – esponendo opere d’arte ancora sconosciute al pubblico. I primi cinque capitoli, mostre collettive e personali, sono stati presentati rispettivamente nelle gallerie di parigi schleicher+lange e Art:Concept, alla Motive gallery di Amsterdam e al Musée départemental d’art contemporain a Rochechouart, in Francia. Ogni “Livret”?è concepito come una conversazione critica tra le opere esposte, rispecchiando il desiderio di mantenere due direzioni parallele: guardare ai decenni passati esponendo opere di giovani artisti.

All’Archivio di Stato Irmavep Club allestisce una mostra che indaga le nozioni di memoria e trasmissione, delineando nuove traiettorie tra oralità e scrittura, in una visita guidata del presente attraverso il passato.

Public Fiction (Los Angeles)  / Museo della Sindone

Public Fiction è uno spazio fisico ed editoriale fondato a Los Angeles nel 2010 dalla curatrice e graphic designer Lauren Mackler. Trattando il graphic design?come un’avventura insieme editoriale e curatoriale, public Fiction organizza serie di mostre ed eventi che durano tre mesi?e che si sviluppano attorno ad un unico tema. L’oggetto di interesse e di studio varia a seconda del variare del contesto e del momento, ma è spesso collegato alla storia di Los Angeles, e all’intersezione tra finzione e realtà propria della California meridionale.

Nella Chiesa del SS. Sudario, all’interno del Museo della Sindone, Public Fiction propone un intervento artistico che coinvolge la nostra percezione sensoriale, intellettiva e spirituale, presentando una mostra collettiva che si confronta con la flessibilità della percezione stessa e con lo spazio del metafisico.

SOMA (Mexico City) / MAO Museo d’Arte Orientale

SOMA è uno spazio per la formazione di artisti contemporanei nato con l’intento di offrire?un modello alternativo al convenzionale approccio pedagogico di educazione artistica. SOMA comprende tre piattaforme distinte: un programma accademico equivalente a?un master, un concorso internazionale per residenze d’artista e un programma annuale aperto al pubblico. SOMA ha rappresentato?fin dalla nascita un’importante alternativa alle dinamiche del sistema scolastico messicano e oggi è diventato un centro vitale della scena artistica contemporanea in Messico, fornendo una piattaforma interdisciplinare per artisti, accademici e operatori culturali. SOMA ha scelto di presentare l’opera di Monroy Cuevas, studente del programma accademico in corso, a riconoscimento della fondamentale importanza attribuita alla propria missione educativa.

Per il MAO Museo d’Arte Orientale, SOMA collabora con l’artista messicano Daniel Monroy Cuevas per realizzare un nuovo percorso, disegnato dalla luce della riscoperta, che trasforma il museo, l’architettura e gli oggetti, in una esperienza immersiva.

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Curated by Francesca Bertolotti and Sarah Cosulich Canarutto

Now in its second year,   Artissima LIDO, which rounds out the cultural programming of Artissima 2012, is presenting a completely new version of the parallel project dedicated to young artists that was launched last year, conceived for the evocative setting of the Quadrilatero Romano district. The initiative will continue exploring the theme of “independent spaces”, expanding its scope to the international level and building on the curatorial and artistic potential of the initiative.

This year,   five non-profit organizations, all from outside of Italy, have been invited to develop projects specifically designed for five atypical museums and institutions in the neighbourhood of the Quadrilatero Romano: Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà (Museum of Resistance, Deportation, War, Human Rights and Freedom),  Museo di Antichità (Antiquities Museum),  Archivio di Stato (National Archives), Museo della Sindone (Museum of the Holy Shroud),  and Museo d’Arte Orientale (Museum of Oriental Art).

The five non-profit alternative spaces invited to create exhibition projects especially conceived for these spaces are:  98weeks (Beirut),   Auto Italia South East (London),   Irmavep Club (Paris),   Public Fiction(Los Angeles), and  SOMA (Mexico City).

This decision grew out of the desire to foster a fruitful dialogue between the fair and the city’s other cultural institutions, as an innovative experiment in cooperation between different arts and disciplines, between old and new, between conservation-oriented museums and production-oriented artist collectives. The initiative is also meant to boost the visibility of Italian artists and encourage cultural exchange, because each of the alternative spaces invited to participate will be asked to host a project by an Italian artist in their own cities.