Art Direction: Mousse Photo Campaign: Jeremias Morandell

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Avrà inizio giovedì 9 aprile la seconda edizione della fiera d’arte milanese miart, che sarà aperta al grande pubblico da venerdì 10 a domenica 12 aprile. Siamo dunque giunti alla terza edizione della manifestazione d’arte moderna e contemporanea capitanata dal direttore artistico Vincenzo De Bellis, sempre presso fieramilanocity (Viale Scarampo, Pad.  3, Gate 5).

L’esposizione è organizzata mediante una suddivisione in quattro categorie differenti: Established, Emergent, THENnow e Object.

Established, ospita 105 gallerie attive da diversi anni nel settore e da altrettanto tempo divenute protagoniste nello scenario artistico internazionale, le quali sono state a loro volta ripartite in tre sottocategorie  –Masters (con artisti storicizzati), Contemporary (con artisti contemporanei) e First Step (con gallerie a miart per la prima o seconda volta e gallerie provenienti dalla scorsa Emergent); Emergent, sezione riservata a 19 giovani gallerie (16 straniere e 6 alla prima esperienza in fiera) che propongono attività artistiche di ricerca e di avanguardia; THENnow, una terza sezione a invito con 18 gallerie in cui si confrontano un artista storico e uno appartenente a una generazione più recente; Object, in cui sono raggruppate 13 gallerie attive nella promozione di oggetti di design contemporaneo concepiti in edizione limitata e fruiti come opere d’arte.

Per la lista completa delle gallerie partecipanti ?  Gallerie e sezioni – miart 2015

Responsabile dell’organizzazione curatoriale è Alessandro Rabottini, curatore indipendente e curatore esterno del MADRE di Napoli. Per quanto riguarda i curatori delle diverse sezione, espongo qui l’elenco: per Emergent e First Step è Andrew Bonacina (capo curatore di The Hepworth Wakefield); per Object sono Federica Sala (partner PS Design Consultants, Milano) e Isabelle Valembras (design consultant, Milano – Parigi); infine, per THENnow Dan Byers (senior curator ICA The Institute of Contemporary Art, Boston ), Giovanni Carmine (direttore del Kunst Halle, St Gallen, San Gallo), Ruba Katrib (curatore del Sculpture Center, New York ) e Alexis Vaillant (curatore, Bordeaux).

Da ricordare è il Fondo di Acquisizione Giampiero Cantoni di Fondazione Fiera Milano, la cui giuria quest’anno è composta da Lorenzo Benedetti (direttore, De Appel Arts Centre, Amsterdam); Beatrix Ruf (direttrice, Kunsthalle Zurich); Moritz Wesseler (direttore, Koelnischer Kunstverein, Koeln). 

Per i premi infine, ecco l’elenco: Premio Emergent, quest’anno supportato dallo Studio Legale LCA Lega Colucci e Associati, destinato alla galleria della sezione Emergent più meritevole per la promozione di giovani artisti, la cui giuria è formata da Martin Clark, direttore Bergen Kunsthall, Bergen; Bart Van der Heide, direttore Kunstverein, Munich; Margot Heller, direttore South London Gallery, London. Premio Rotary Club Milano Brera per l’arte contemporanea e i giovani artisti, alla sesta edizione, dedicato all’acquisizione di un’opera di un giovane artista per il costituendo MAC, Museo d’Arte Contemporanea di Milano. La giuria del premio è composta da: Cristiana Perrella, Curatrice del progetto arte e scienza, Fondazione Marino Golinelli, Professore di Fenomenologia dell’arte contemporanea, IED, Roma; Laura Cherubini, docente di Storia dell’Arte Contemporanea, Accademia di Brera, Milano; Christian Marinotti, editore, collezionista, past president del Rotary Club Milano Brera e ideatore di questo premio. Fa il suo ingresso quest’anno anche il Premio Herno, assegnato allo stand col miglior progetto espositivo. 

Per ulteriori dettagli sulla fiera ?  CS miart 2015

Photo Backstage / Art Direction: Mousse Photo: Bea de Giacomo

Photo Backstage / Art Direction: Mousse Photo: Bea de Giacomo

Stamani, presso la Sala Conferenze di Palazzo Reale, si è svolta la conferenza stampa per la presentazione di miart 2015. E’ intervenuto in primis l’assessore alla cultura Filippo Del Corno: “E’ questa di oggi un’occasione estremamente significativa, una conferenza stampa in un contesto istituzionale che dimostra la vicinanza forte tra sede comunale e la nuova edizione di miart. Un evento che evidenzia la nuova identità di Milano dal punto di vista dell’offerta culturale, fortemente cresciuta con le istituzione culturali sempre più all’avanguardia. E la fiera è un’occasione importante per venire a conoscenza del mondo dell’arte contemporanea milanese, in sintonia con la crescita della reputazione di Milano come città, che è stata ritrovata e riacquisita. Voglio anche sottolineare i molti aspetti di innovazione della direzione artistica di De Bellis, che vengono confermati in questa sua terza edizione e che hanno segnato il successo della manifestazione nonché i cambiamenti dall’effetto immediato e positivo. Da sottolineare ancora è il coinvolgimento della città: la fiera si svolge a fieramilanocity, ma parallelamente ci sarà un programma di eventi ed aperture di istituzioni pubbliche e private che allargheranno lo sguardo del miart sull’intera città”. 

La parola passa ad Enrico Pezzali, amministratore delegato miart: “Stiamo oggi parlando di una manifestazione che fino a pochi anni fa aveva un po’ di sofferenza. Con la scelta e il protagonismo di De Bellis questa cosa ha subito un’accelerazione in controtendenza con la maggior pare delle attività che accadono in questo paese. Ci saranno quest’anno 156 gallerie, ma la grande novità è rappresentata da due direttrici: incrementare l’internazionalità dell’evento (oggi 46% di gallerie internazionali) e soprattutto alzare la qualità delle gallerie e delle opere selezionate. In un contesto difficile, fatto di esperti, qualità e conoscenza, si realizza per noi una mostra importante, che apre anche un momento storico per Milano, che è EXPO 2015, di cui noi siamo una delle porte di ingresso. Milano rappresenta ancora la leadership culturale a livello internazionale. Inoltre voglio sottolineare che aver affianco le istituzioni non è scontato, come non è scontato trovare persone che credono in te: noi abbiamo Pisapia e Del Corno, che sono stati dalla nostra parte dal primo momento”.

Infine ecco il tanto atteso intervento di Vincenzo de Bellis: “Sono emozionato, non riesco a togliermi la mia ansia di dosso.”, incomincia con un po’ d’ironia, “Alcuni mi hanno detto che è la migliore edizione di sempre. Non lo so, non le ho viste tutte e venti, ma posso dire, modestamente, che è la mia migliore edizione. Dal giungo 2012 ho iniziato un percorso complicato, alcuni dei miei colleghi mi avevano dato del pazzo perché mi ero imbarcato in questo progetto. 

L’edizione 2015 avviene in un momento storico per Milano, fondamentale. Nel 2012 già sapevamo che la terza edizione sarebbe arrivata con Expo ed eravamo quindi tutti un po’ spaventati, ma anche pronti per affrontarlo. Se parlo di edizione ‘molto buona’, è solo un giudizio suffragato dai numeri: 156 le gallerie, di cui 72 estere. Ma soprattutto è la qualità: quello che fa di una fiera una fiera importante non è il numero complessivo di gallerie, ma la qualità degli espositori che vengono. Prima di andare dritto verso il cuore della conferenza, vorrei fare un passo a ritroso per capire come abbiamo agito in questi tre anni. Fare una fiera nel 2013/14/15 non è farla nel 95, quando miart è nata. Il mondo è cambiato e il mondo dell’arte è stato rivoluzionato. Le fiere sono diventate un momento per l’arte davvero fondamentale. Sono state il fenomeno del decennio, sono il format positivo del sistema dell’arte che meglio si è disposto ai suoi cambiamenti. Perché è duttile, può modificarsi rapidamente ed interagire in modo più diretto coi protagonisti. Quando siamo partiti nessuno di noi veniva dal mondo delle fiere. Ci siamo chiesti cosa fare. Allora siamo tornati al nome di miart: fiera di arte moderna e contemporanea di Milano. Abbiamo messo Milano al centro della fiera: è la città più contemporanea d’Italia, col maggior numero di accademie di arte, di giovani artisti, di gallerie, di privati che hanno reso i loro spazi pubblici. Ma è anche una città moderna e modernista, all’estero è la città di Gio Ponti, Castiglioni, Fontana e Manzoni. Abbiamo dei natali nobili che ci teniamo stretti. L’essere Milano il cuscinetto tra moderno e contemporaneo è la base. Ci tengo a sottolineare il lavoro fondamentale di Donatella Volontè in questi tre anni sugli archivi e gli artisti storici italiani. ‘THE Now’, invece, è la sezione-cuore della fiera, dove il moderno e il contemporaneo si incontrano, anche a livello allestitivo: 9 stend e 18 gallerie, che condividono lo spazio per esporre un artista storico ed uno contemporaneo. Nel 2013 abbiamo realizzato un focus su Baruchello, prima che diventasse uno dei protagonisti della Biennale, sempre nel 2013 abbiamo lavorato su Dadamaino, che in quel momento stava cominciando ad avere successo economico ed oggi è al Guggenheim; abbiamo lavorato poi su Schifano, Giuseppe Uncini; nel 2015 su Pasali, Kounellis, Marisa Merz. Il fenomeno di mercato è stato da noi preso in considerazione sin dall’inizio. Milano è la patria degli artisti e delle gallerie. Anche per la sola indole non potevamo concentrarci solo sullo storico. Quindi abbiamo inserito questo contesto storico in uno più ampio di circa cento gallerie contemporanee, sia italiane che estere. Se non c’è un forte legame con la città con cui si lavora non si può essere interessanti, soprattutto per chi sta all’esterno. 

Vedendo i numeri: è stato interessante notare l’altissimo numero di gallerie del mondo anglosassone (Regno Unito e Stati Uniti), che sono 48. Questi sono i mercati tradizionali che da sempre operano nel sistema dell’arte moderna e contemporanea. Quello che è significativo è che ci sono oltre 25 gallerie che tornano da tre anni, 15 da due. Il ritorno in fiera non è scontato e non può derivare solo dalla conoscenza del team di lavoro e dalla piacevolezza della città, ma per la volontà di ritornare in un certo mercato d’arte. Se le gallerie tornano è perché c’è effettivamente del mercato. E questo vale anche per le gallerie italiane, di cui alcune davvero molto importanti, quelle che sono presenti in tutti i mercati e fiere internazionali. Poi ci sono gallerie nuove, che rendono questa fiera diversa dagli anni precedenti. Ma la fiera non è soltanto la lista delle gallerie. Noi dedicheremo 13 conferenze, con numerosi relatori da tutto il mondo: Obrist, Bartolomeo Pietromarchi, Paola Antonelli, e altri.

Da ricordare è anche la nuova collaborazione con skyarte. E’ la prima volta che skyarte si propone come precetto il seguire una fiera. La videoarte trova sempre meno spazio nelle fiere, per motivi commerciali, perché in questo momento non è facilmente acquisibile. Sono 15 puntate, 15 pillole della storia della videoarte in Italia, senza avere una linea cronologica perfetta, dai primi esperimenti degli anni sessanta agli ultimi degli anni dieci. Dopo queste primi 15 giorni in cui verranno mandati in onda i video prima della fiera, questi verranno poi esposti in fiera e poi nel palinsesto di skyarte nei mesi successivi. Uno degli aspetti fondamentali della mia amministrazione è di lavorare assieme all’amministrazione pubblica. Il lavoro prende le mosse tre anni fa, con un incremento notevole negli ultimi due anni. L’assessore ha avuto ed ha un ruolo fondamentale. Tutto si fa grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni pubbliche e private della città. Da qui il programma degli eventi che si terranno dal martedì alla domenica in corrispondenza di miart.  Ricordo, infine, ‘Club to Club’, il festival di musica che ha sede a Torino con progetti in tutto il mondo, che nel 2015 compie 15 anni e con miart organizzerà le tre notti della fiera”.

Photo Backstage / Art Direction: Mousse Photo: Bea de Giacomo

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Non dimentichiamo il denso programma del ‘fuori fiera’

THE SPRING AWAKENING

miart 2015 rinnova e incrementa la stretta collaborazione avviata tre anni fa da Vincenzo de Bellis con tutte le realtà che operano nella promozione e nella conoscenza dell’arte a Milano presentando la seconda edizione di The Spring Awakening, il programma di eventi, inaugurazioni e aperture speciali che coinvolgerà istituzioni pubbliche, fondazioni e gallerie private, a partire dall’8 aprile e per tutta la durata della fiera. Ogni giorno aperture e visite speciali: dagli opening alla Triennale della grande mostra Arts & Foods e alla Triennale Design Museum di Cucina & ultracorpi, entrambe curate da Germano Celant per Expo, allo straordinario recupero del Teatro Continuo di Alberto Burri, finalmente restituito alla città dopo 42 anni dalla costruzione e 26 dal suo smantellamento e nell’anno del centenario del grande maestro grazie al Comune di Milano e alla Fondazione La Triennale e con il contributo di NCTM Studio Legale Associato nell’ambito del progetto nctm e l’arte, dall’opening all’ HangarBicocca con la retrospettiva dedicata a Juan Muñoz e alla personale di Celine Condorelli nella stessa sede, ai finissage delle mostre GROWING ROOTS – 15 anni di Premio Furla a Palazzo Reale e Le regole del gioco alla Fondazione Achille Castiglioni, dalle mostre su Medardo Rosso in corso alla GAM a Villa Reale e su David Bailey al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, ai mille altri appuntamenti che la città sta preparando, riportando in evidenza il dna di Milano come capitale della creatività contemporanea e offrendo un anticipo di quella che sarà la lunga e ricca stagione di Expo 2015.

#thespringawakening

Per la lista degli eventi in città ?  Programma The springawakening_miart_27.01.2015

Report di Marco Arrigoni

Art Direction: Mousse Photo Campaign: Jeremias Morandell

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