[…] Vorrei che i miei video diventassero un’esperienza fisica. Mi piace l’arte che fa riflettere sulle proprie esperienze. […] L’arte spesso cerca di competere con la vita, ma non riesce mai ad afferrarla nella sua completezza. È una cosa incredibile, collegata e assolutamente affascinante vedere quanta energia e quanto movimento si vengono a creare tra le persone, le città, le culture e i media. È questo ciò che voglio in qualche modo includere nel mio lavoro […] Laure Prouvost

Immersivo, coinvolgente e sensuale. Pochi aggettivi per descrivere Farfromwords (Lontano dalle parole) progetto che, per essere coerente con lo spirito dell’artista, dovrei solo suggerirvi per impressioni. Come descrivere infatti a parole il mutare della luce in un paesaggio, la freddezza dell’acqua di un ruscello sulla pelle, la bontà e squisitezza di un fico maturo.  

Laure Prouvost, vincitrice della quarta edizione del  Max Mara Art Prize for Women, ha presentato poche settimane alla  Collezione Maramotti  ‘car mirrors eat raspberries when swimming through the sun, to swallow sweet smells’. La mostra raccoglie una grande installazione, alcune sculture più piccole da parete e la sua ultima produzione filmica Swallow.

Laure Prouvost ha vissuto in Italia i mesi estivi dell’anno scorso, ha viaggiato, ha assaporato, ha registrato e cercato di tradurre in immagine la sua sensazione dell’Italia. Nel catalogo pubblicato in occasione della mostra alla  Whitechapel Gallery (Londra) prima, e alla Collezione Maramotti ora, l’artista ha più volte espresso la volontà di lavorare sulla “traduzione dell’emozione di essere in un posto diverso, di essere lì e sentire il sole sul mio viso. Penso che questi sentimenti siano più profondi di quanto le parole passano spiegare.”

Emozioni, sensazioni, impressioni: queste le linee guida su cui ha sviluppato il suo lavoro. Nel grande schermo/arena che ha realizzato per la mostra, la Prouvost ha registrato frammenti dell’Italia vista dal filtro delle emozioni. Il sapore dei gelati, il colore della pelle che muta sotto il sole, il rumore delle foglie mosse dal vento o delle fontane classiche nei tanti giardini all’italiana che si trovano nel nostro paese. Una profonda bellezza e leggerezza unisce i tanti dettagli che, fotografati, ripresi in video, disegnati o dipinti, sono cuciti assieme in una lunga tela di 22 metri montata su una rotonda cornice d’acciaio che, una volta entrati, ci abbraccia e inizia a raccontare…

[i sensi] Cambiano il nostro equilibrio. In particolare l’olfatto e il gusto sono esperienze predominanti ed è affascinate il modo in cui rispondiamo ad esse. I sensi sono molto importanti per me nel mio lavoro (e nella mia vita). […] LP

 Che storia racconta questa kaleidoscopica confusione dove decorazioni, collage e bricolage si rincorrono senza soluzione di continuità? Raccontano di motociclette che sfrecciano nelle autostrade, di gatti appisolati, di belle ragazze che leccano un gelato, di imponenti colonne ed archi, di mani che gesticolano o coprano le nudità.

Nudo. Questo è uno dei concetti su cui Laure Prouvost gira attorno. Le nudità del corpo, ma anche dei sentimenti, the naked truth – la verità nuda e cruda -, ma anche vedere a occhio nudo. Nuda è l’artista mentre, con attenzione cammina tra le scivolose rocce di un laghetto. Non c’è imbarazzo, non c’è ostentazione, ma solo una forte empatia con il paesaggio che rende il suo corpo nudo un elemento naturale tra gli altri.

Per metri e metri di tela, l’artista ha disegnato, ritagliato, incollato, incastrato ricordi, consapevole del filo rosso che lega la sua esperienza italiana ai tanti viaggiatori che un secolo fa facevano il Grand Tour. Anziché scrivere, lei utilizza forme e sfumature, segni e tonalità. Il tutto intervallato da ampie zone dove una natura lussureggiante e rigogliosa fa da sfondo all’opera, ma soprattutto alla nostra Italia. Come un abbraccio, le due lunghe pareti curve portano a quello che è il cuore dell’intero progetto: Swallow, il film più recente dell’artista.

[Swallow] Sto giocando con l’idea di respirare l’immagine, di ottenere un’estasi nel respirare l’immagine; e poi immediatamente tagliare. É molto fisico. Voglio che sia meno mentale e più fisico. […] per Swallow ho giocato molto di più con la traduzione emotiva, ho lavorato sulla traduzione dell’emozione di essere in un posto diverso, essere lì e sentire il sole sul mio viso. Penso che questi sentimenti siano più profondi di quanto le parole possano spiegare. (2013) LP

In quest’opera la Prouvost ritorna sui concetti anticipati dalla lunga tela, aggiungendo però il ritmo e il suono che accrescono ancora di più la sensualità delle immagini. Per tutta la durata del girato, seguiamo dei respiri, a volte profondi, altre volte più lievi. Inevitabile armonizzare il proprio fiato con quello del film: respiriamo, inspiriamo, dentro, fuori, apriamo e chiudiamo la bocca… un coinvolgimento quasi fisico ci porta a misurarci noi stessi con i vari sensi che, con sensibilità, l’artista ci stuzzica. Quasi sembra di sentire l’acqua gelida nei piedi, il profumo di fiori carnosi, la scivolosità del muschio bagnato.

Nella presentazione del suo lavoro, durante la conversazione con Melissa Gronlund (editor di “Afterall”) alla Collezione Maramotti, Laure Prouvost, alla domanda su cosa aveva fatto quel giorno, ha risposto: “… ho poggiato i piedi nel marmo freddo, prima di farmi una doccia molto calda. Ricordo di aver toccato la maniglia della doccia, era freddissima. Ricordo una luce molto intensa, il sole mi ha riscaldata…”

Semplicemente, senza fronzoli e accessori, l’artista concepisce, la sua stessa vita come la sua opera: è fatta di emozioni e sensazioni elementari. Gesti quotidiani che nascondono, volta per volta, delle rivelazioni. Lei si limita ad ascoltare e sentire, per poi tradurre in forme anche le più lievi impressioni del reale.

Laura Provoust,   Farfromwords,   car mirrors eat raspberries when swimming through the sun,   to swallow sweet smells,   2013,   veduta della mostra,   Collezione Maramotti,   Reggio Emilia ©Laure Prouvost,   Foto: C. Dario Lasagni

Laura Provoust, Farfromwords, car mirrors eat raspberries when swimming through the sun, to swallow sweet smells, 2013, veduta della mostra, Collezione Maramotti, Reggio Emilia ©Laure Prouvost, Foto: C. Dario Lasagni

Laura Provoust,   Farfromwords,   car mirrors eat raspberries when swimming through the sun,   to swallow sweet smells,   2013,   veduta della mostra,   Collezione Maramotti,   Reggio Emilia © Laure Prouvost

Laura Provoust, Farfromwords, car mirrors eat raspberries when swimming through the sun, to swallow sweet smells, 2013, veduta della mostra, Collezione Maramotti, Reggio Emilia © Laure Prouvost

Laura Provoust,   Farfromwords,   car mirrors eat raspberries when swimming through the sun,   to swallow sweet smells,   2013,   veduta della mostra,   Collezione Maramotti,   Reggio Emilia © Laure Prouvost

Laura Provoust, Farfromwords, car mirrors eat raspberries when swimming through the sun, to swallow sweet smells, 2013, veduta della mostra, Collezione Maramotti, Reggio Emilia © Laure Prouvost

Laura Provoust,   Swallow,    2013,   veduta della mostra,   Collezione Maramotti,   Reggio Emilia © Laure Prouvost

Laura Provoust, Swallow, 2013, veduta della mostra, Collezione Maramotti, Reggio Emilia © Laure Prouvost