Lara Almarcegui,   Padiglione Spagnolo alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

Lara Almarcegui, Padiglione Spagnolo alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

Laura Almarcegui,   A Guide to Sacca San Matti,   The abandoned island of Murano - Venice 2013

Laura Almarcegui, A Guide to Sacca San Matti, The abandoned island of Murano – Venice 2013

Alcune domande all’artista invitata ad esporre nel padiglione spagnolo, Lara Almarcegui ( Curatore: Octavio Zaya)

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ATP: Quale progetto presenterai alla Biennale? Me lo racconti brevemente?

Lara Almarcegui: Sto preparando due opere site specific. Entrambe riguardano la configurazione urbana di Venezia, con una visione rivolta sia al passato che al suo futuro. Una consiste in una grande installazione che riflette sul ‘concetto’ del padiglione spagnolo come edificio. L’opera  analizza tutti i materiali e gli elementi utilizzati per la sua costruzione. Il risultato è un grande lavoro scultoreo che si relazione con le enormi grandezze dello spazio. L’altro progetto invece, si occupa della laguna di Venezia e le sue relazione con le isole attorno; metto in evidenziando come essa si è sviluppata con l’industrializzazione. Ho lavorato con la Sacca San Mattia, un terreno a Murano che un tempo era utilizzato dall’industria del vetro per gli avanzi e gli scarti di fabbrica. Ora questo luogo è una discarica enorme abbandonata, occupata da macerie industriali e da materiali dragati dalla laguna. La Sacca San Mattia è il più grande spazio non sviluppato a Venezia e nel tempo, si sono avvicendati molto progetti straordinari per bonificarlo. Il mio progetto ha una scala più piccola, ma è ambizioso in termini di contenuti, poiché riflette nel modo in cui Venezia è in relazione con il suo territorio, i suoi rifiuti e, non ultime, le controverse future proposte di sviluppo della città.

ATP: Molti dei vostri progetti ruotano attorno all’esplorazione di siti abbandonati e rovine moderne. Perché sei attratta da questo tipo di ambienti?

LA: Il punto di partenze del mio lavoro è l’osservazione della citta contemporanea occidentale, caratterizzate da troppa progettazione e architettura; ogni singolo spazio delle città è stato razionalizzato e corrisponde a una determinata funzione. Con il mio lavoro cerco di trovare luoghi che sfuggono a questo eccesso di progettazione, aree che, una volta abbandonate, non corrispondono più a nessun ‘disegno’ e dove è tutto possibile. Spesso queste sono terre desolate, edifici vuoti o rovine, e quello che cerco di fare è documentare questi aree, tentando di difenderle e invitando le pubblico a goderne prima che vengano nuovamente edificate.

ATP: Perché siete interessati a esaminare i processi di trasformazione urbana causati dai  cambiamento politico, sociale o economico?

La città è ciò che mi circonda e vorrei sapere come si è ‘formata’, come funziona e, non ultimo, sapere di più su come i politici agiscono in relazione alla città. Essi lavorano sull’immagine della città e non sulla sua natura. Con il mio lavoro voglio esplorare non l’ ‘immagine’ della città, ma ciò che essa è veramente.

ATP: Cosa hai provato quando hai saputo di essere l’artista invitata a esporre nel padiglione spagnolo?

Sono rimasta molto impressionata soprattutto perché, gli artisti che sono stati invitati prima di me, sono veramente dei bravi artisti: Dora García, Santiago Sierra e il filmaker Jose Luis Guerin.

Lara Almarcegui,   Padiglione Spagnolo alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

Lara Almarcegui, Padiglione Spagnolo alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

Interview with Lara Almarcegui

ATP: What project will you be presenting at the Biennial? Can you explain me?

LA: I am preparing two works both very site specific deal with the urban configuration of Venetia, how it is construct and its future: one is a large installation which reflects on the spanish pavillon as a buildings; it analysis all the materials and elements used to constructed; it is a big sculpture work having the scale of the pavilion building which is a huge one. The other project deals which a much wider territory as it is the lagoon of Venice and the relationship of the city with its islands, how it developed with industrialization. I present the Sacca San Mattia, a terrain in Murano, which was once used by the Murano glass industry to stock leftovers, but it’s now an enormous abandoned landfill, made of rubble from the glass industry, construction rubble and matter dredged from the Venice lagoon. It is the largest undeveloped space in Venice, and it has prompted all kinds of extraordinary plans. This project has a smaller scale but it is ambitious in terms of content since it reflects in how Venice deals with it territory, its waste, the controversial future proposals and the possibility’s.

ATP: What topics are you interested in?

LA: My work deals with urban planning and construction.

ATP: Many of your projects explore neglected  sites and modern ruins. Why do you think that you are drawn to these kinds of environments?

LA: My starting point is that in the contemporary western city, there is too much design, too much architecture and construction; each single space has been rationalized and corresponds to a given function. With my work , I try to find places that escape this over-design, sites that since they are abandoned do not correspond to a design and in them everything is possible. Often those are wastelands, empty buildings or ruins;  I document those sites, defend them and invite the public to enjoy them before they get developed.

ATP: What did you feel when you found out to be the artist rapresenting Spanish Pavillion?

LA: I was impressed  since some of the artist that made the Spanish pavilion lately are very good: Dora García, Santiago Sierra or the filmaker Jose Luis Guerin.

ATP: Why your are interested in examinating processes of urban transformation brought on by political, social, and economic change?

LA: The city is what surrounds me and I want to know how it is shaped, how it works and know more about it; Politicians do not construct city’s but images of city’s; I want to destroy those images politician do.

Lara Almarcegui,   Padiglione Spagnolo alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

Lara Almarcegui, Padiglione Spagnolo alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia