Ci sono persone che, come fossero perle, infilano parole e concetti con un’invidiabile facilità. Ci sono persone, invece, che ‘a parole’ non se la cavano troppo bene. O per lo meno non è loro mezzo espressivo più magniloquente. Giovanna Silva è una di queste persone. Lei ha avuto la fortuna di incontrare chi, invece, compone facilmente lunghe collane di notevole bellezza, Vincenzo Latronico. Assieme discuteranno il tema del viaggio nel mondo editoriale e della fotografia come strumento narrativo, nell’incontro ‘La zona verde di Baghdad’ organizzato alla Galleria Vistamare (Pescara) sabato 19 gennaio 2013 alle 18.

Anziché utilizzare parole per i suoi appunti di viaggio, Giovanna Silva si serve di immagini fotografiche. Peregrina intorno ad un mondo non proprio ‘facile’, Giovanna ha deciso di intraprendere quelle che, in un romanzo d’altri tempi, potrebbero essere chiamate semplicemente avventure. Oggi, i luoghi che ha attraversato non sono né pittoreschi né romantici, ma mantengono – ai miei occhi – una inevitabile alone avventuroso.

Fotografa e neo-nata editrice di libri di viaggio, Giovanna Silva con Vincenzo Latronico ha deciso, di raccontare le loro esperienze, non solo di viaggio e scoperta di luoghi fisici ma anche di luoghi ‘altri’ dove fotografia, pubblicazioni, scrittura, parola, memoria, spazio, diventano elementi con cui comporre un intreccio esperienziale molto ricco. Mi racconta Giovanna a proposito del suo incontro pubblico con Vincenzo: “L’idea è quella di partire dal libro che ho fatto come fotografa su Baghdad. Questa pubblicazione è la prima di una serie dedicata ai paesi in guerra o comunque in particolari stati di crisi sociale. Ogni libro avrà sempre lo stesso formato e format (anche la stessa casa editrice, Mousse Publishing). Il secondo libro in uscita avrebbe dovuto essere sull’ Afghanistan, dove sono stata nel 2011 ‘embedded’ con i militari italiani, ma poi ho deciso che sarà invece dedicato alla Libia. Parto la settimana prossima e la mia intenzione è quella di lavorare sui palazzi di Gheddafi… o per lo meno  quello che rimane della sua figura.”

Senza essere assertiva, più propensa invece ad un atteggiamento indagatore, dunque che funziona a tentativi, Giovanna è alla  ricerca di nuove idee e punti di vista per trovare delle chiavi narrative su come descrivere, esperire e comunicare (dunque mostrarci) ‘paesaggi’ estremi o comunque a rischio.

“Nel caso del viaggio a Baghdad volevo raccontare una città chiusa tra muri di cemento armato, paragonandola al suo antecedente storico, Babilonia. Nel caso dell’Afghanistan, invece, ciò che cercavo di esprimere è il senso di chiusura, quasi claustrofobico, dovuto ad una visione filtrata attraverso l’estetica militare. Un discorso a parte va fatto sull’Egitto. A questi territori ho dedicato una pubblicazione che abbiamo prodotto per la Biennale di Rotterdam, che racconta di un viaggio lungo il Nilo. Sono stata in periodi alterni, circa un mese tra il Cairo e il basso Nilo. Questa esperienza ha trovato ispirazione, anche dal viaggio in Egitto di Flaubert, che guarda caso come scrittore aveva fatto un simile itinerario con un fotografo, Maxime du Camp.”

Non interessa all’fotografia del paese che attraversa, Giovanna è sempre pronta a sottolineare che le sue sono “visioni personali”, dunque parziali ed estremamente soggettive; ciò che lei cerca è di costruire, sono delle narrazioni. L’obbiettivo è raccontare (mostrare) per produrre conoscenza.

“Credo che lei mie fotografie non funzionino come singole immagini, ma come un insieme di ‘frammenti’ in un discorso narrativo. Le  fotografie per me sono funzionali a raccontare delle storie. Per questo ho deciso di parlarne con Vincenzo. Chi meglio di lui può parlare di narrazione? Con Vincenzo oltretutto ho condiviso la mia prima esperienza editoriale, come editrice intendo. Siamo stati in Etiopia e pubblicheremo a febbraio il primo libro della casa editrice Humboldt (in coedizione con Quodlibet) ‘Narciso delle colonie, un altro viaggio in Etiopia’. Il libro racconta di un viaggio a quattro mani: un reportage narrativo di Vincenzo e una raccolta di fotografie di Armin Linke. Ognuno con una visione personale e con un proprio modo di raccontare il paese che è anche funzionale al loro ‘strumento d’elezione’.”

www.giovannasilva.com

www.vincenzolatronico.it

www.arminlinke.com

www.vistamare.com