Lo studio di architettura Kuehn Malvezzi  – Simona Malvezzi, Wilfried Kuehn e Johannes Kuehn –  presenta in questi giorni a Milano due progetti che hanno una stretta attinenza con l’arte contemporanea. Presentano un set di cornici cubiche luminose che funziona sia come dispositivo illuminante sia come display di oggetti, Minimuseum (per Kaneka Corporation), e una progetto speciale per il Salone del Mobile Thick as a Brick* – a cura di Maria Cristina Didero – alla Galleria Giò Marconi con la rivista e casa editrice Mousse (lo sapevate che a partire dal 2008 Mousse ha pubblicato oltre 100 cataloghi, saggi, progetti curatoriali, libri d’artista, fanzine ed edizioni?) e la fabbrica di mattoni danese Petersen  Tegl. Per questa occasione, Kuehn Malvezzi  presentano la pubblicazione Mödel (gioco di parole tra Möbel – mobili, e Model – modelli, in tedesco), edita da Mousse in occasione di miart e del Salone del Mobile 2013.

Simona Malvezzi risponde ad alcune domande.

ATP: In occasione del Salone del Mobile 2013, Kuehn Malvezzi presenta Minimuseum. La  forma di questa lampade/contenitore, mi ricorda vagamente il New Museum di New York. Mi racconti come è nato il progetto e come funziona questa ‘singolare’ lampada’?

Simona Malvezzi: Il nostro modo di progettare si basa sull´idea del ‘modello’, per cui tutti i nostri lavori, architetture od oggetti, rappresentano lo stesso concetto spaziale ma a scale diverse. Per Miart e Salone del mobile abbiamo pubblicato  un libro con Mousse che si intitola Mödel, gioco di parole tra Möbel = mobili in tedesco + model, dove i mobili insieme alla lampada Minimuseum appaiono come modelli architettonici astratti. Minimuseum è un prototipo prodotto da Kaneka, azienda giapponese di pannelli Oled. Più che una lampada la definirei un insieme di cornici luminose, intercambiabili e componibili, che riproducono un White Cube domestico. È un vero e proprio display modulare dove ogni elemento aggiunto, attraverso un sistema di incastri tipo gioco del Lego, si illumina istantaneamente.

ATP: Presenterete nella Galleria Giò Marconi un progetto con Mousse e Petersen Tegl – a cura di Maria Cristina Didero – Thick as a Brick. Com’è nata questa collaborazione?

SM: Thick as a Brick è un progetto di Maria Cristina Didero. Anche in questo caso si tratta di un display che mostra contemporaneamente tutta la produzione editoriale di Mousse e tutta la produzione di mattoni del danese Petersen. Da un lato i due materiali, mattoni e libri, si intrecciano per formare le tre strutture da noi progettate, dall´altro le tre strutture mettono in mostra i materiali.

ATP: Brickolage, sono tre strutture composte da libri e mattoni che assurgono la funzione di scaffale, banco e panca. Questo intervento è a metà strada tra il design e l’installazione d’arte (non a caso lo presentate in una galleria). Prendete spesso ispirazione dall’arte contemporanea? Cosa pensi dei connubi tra diverse discipline?

SM: Mentre Minimuseum appare come un modello architettonico, al contrario Brickolage usa un materiale da costruzione per creare oggetti d´uso quotidiano in scala reale con un effetto estraniante. L´architettura ha una funzione, l´arte no. In questo caso si crea un ibrido, un connubio tra le due discipline: le tre strutture sembrano intoccabili ma poi in effetti le puoi usare. Interessante è cambiare la percezione delle cose esistenti, non inventarle. In questo senso ci accostiamo all´arte contemporanea.

ATP: Mattoni e libri: il connubio è non solo azzardato ma anche surreale. Sembra quasi che abbiate voluto compiere un gesto provocatorio unendo due cose molto diverse e distanti. Mi sbaglio?

SM: Infatti è un collage nel senso surrealista del termine: elementi diversi accostati definiscono nuove relazioni.

* Nota sul titolo: Thick As A Brick è il titolo del quinto album del gruppo rock britannico Jethro Tull. Pubblicato nel 1972, l’album contiene un unico brano, della durata di 44 minuti, e prevede una sola pausa, per consentire agli ascoltatori di girare il disco; è stato deliberatamente realizzato nello stile di un concept album e come magni- loquente parodia. Dall’involucro originale, ideato come fosse un giornale, si evince che l’album è un adattamento musicale di un poema epico composto da un fittizio bambino di otto anni, nonostante i testi siano stati scritti dal cantante del gruppo, Ian Anderson.

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RE-INVENTING SCHOOL FROM A TO Z33 LAP – Lambretto Art Project / zona Ventura Lambrate, Via Cletto Arrighi 19, 20134 Milano. Sabato 13 aprile 2013, ore 12:50 Tra curatela e progetto: come immaginare lo spazio della scuola? Roberto Gigliotti / Simona Malvezzi Moderatore: Francesco Garutti

Kuehn Malvezzi,   Thick as a Brick - Gio Marconi 2013 Photo: Giovanna Silva

Kuehn Malvezzi, Thick as a Brick – Gio Marconi 2013 Photo: Giovanna Silva

Kuehn Malvezzi ,   Mödel 2013 - Mousse

Kuehn Malvezzi , Mödel 2013 – Mousse

Kuehn Malvezzi,    Minimuseum,   2013,   lighting fixture and display developed for Kaneka,   Tokyo. (c) Kuehn Malvezzi  Foto: Filippo Armelin

Kuehn Malvezzi, Minimuseum, 2013, lighting fixture and display developed for Kaneka, Tokyo. (c) Kuehn Malvezzi Foto: Filippo Armelin