Cita una delle attiviste femministe più militanti – Gloria Marie Steinem e il suo saggio ‘Revolution from Within’–  la mostra collettiva ospitata alla galleria kaufmann repetto. 12 le artiste in mostra, di età è provenienze diverse. Leggo in rete che questo libro fa partire una possibile ‘rivoluzione’ femminista dall’autostima delle donne.

In questo saggio la Steinem descrive la sua esperienza personale verso l’autostima attraverso terapie psicologiche, coltivazione della propria immaginazione e, non ultima, la propria creatività.

Le due galleriste, Chiara e Francesca, partono da questo libro edificante, per costruire un percorso di opere dalla doppia anima: l’una più legata al mondo femminile, all’aspetto domestico, delicato, fragile delle donne, l’altra più propensa a farsi militante e dichiaratamente arrabbiata con gli ancora evidenti pregiudizi subiti dalle donne.

La selezione tutta al femminile è ottima: si va dalle grandi artiste Yayoi Kusama, Birgit Jürgenssen e Lutz Bacher, ad artiste più giovani come Ketuta Alexi-Meskhishvili, Maria Loboda, Nina Canell e Lucy Dodd. In lista anche artiste affermate come Anne Collier, Frances Stark, Andrea Bowers, Marieta Chirulescu e Goshka Macuga. 

Alla fragilità e delicatezza di opere come ‘Waterproof Wings’?(2013) e ‘BrainTerrain’, dove Lucy Dodd mischia, stratificati, gesso, carta igienica, sabbia, cristalli di zolfo e ali di farfalla, si alterna l’ironico sberleffo di Andrea Bowers che, con la serie di ‘Workers Right Posters’, enfatizza con uno stile pop messaggi come: “The boss needs you – You don’t need him”, “ignore your rights and they will go away”, “When were screwed we multiply”, “To us belongs the future”…

Anche Goshka Macuga se la prende con gli stereotipi maschili e maschilisti: nei suoi fotomontaggi gli uomini diventano ridicoli body builders circondati da una natura selvaggia e minacciosa. Neutra e cristallina Anne Collier nelle sue (sempre) bellissime foto: l’una mostra una pila di edizioni dello Scum Manifesto di Valerie Solana, mentre l’altra rivela il dettaglio di un ritratto (senza volto) di una donna mentre sostiene una grande macchina fotografica il cui obbiettivo è palesemente un richiamo all’organo sessuale maschile. Anche le salsicce che spuntano come funghi da quella che sembra una ‘padella’ di Yayoi Kusama, ironizza in modo abbastanza diretto al potere fallocentrico.

A opere ‘strong’ come il puzzle di scatoloni di Andrea Bowers?che riportano la scritta ‘Sisters Be Strong’ o ai ‘The Bad Boys of Harvard’ di Maria Loboda – tre alberi decorativi che, prepotenti, ostruiscono in parte l’ingresso della galeria – si alternano opere ‘femminili’ e meno militanti come  le invisibili ed eteree presenze di doppia di Nina Canell: due esilissimi fili colorati, presentandoli con il titolo ‘Forgotten Curves”, messi sotto vetro.

Raccolta, visionaria, ironica la grande Birgit Jürgenssen con una serie di fotografie e disegni  installati nel piccolo ambiente a destra nella galleria. Pezzi di gambe, di corpi, scarpe, braccia, mani, diventano rose aggressive con molte spine, falli intimidatorio, finte scarpe con pungenti tacchi.

Ultima opera a cui va dedicato sicuramente un po’ di tempo, il video di Frances Stark ?’Nothing is Enough’. Con uno studiato brano sonoro, che accentua e intensifica l’andamento del video, seguiamo una chat erotica tra l’artista e un architetto italiano. Battute, risate, allusione più o meno evidenti all’atto sessuale, tristezza e complicità di chi si incontra nella ‘terra di nessuno’ delle chat online, naturalezza e finzione: questa semplice messa in video ‘nero su bianco’ della complessa e relazione che scatta tra due persone nel buio della rete, fa sicuramente riflettere su cosa e come vogliamo relazionarci con temi come l’affetto, il sesso e la curiosità umana.

group show,   "Revolution from within",   installation view,   2013,   kaufmann repetto,   milano courtesy the artist and kaufmann repetto

group show, “Revolution from within”, installation view, 2013, kaufmann repetto, milano courtesy the artist and kaufmann repetto

 

Anne Collier Men with a camera (telephoto) 2011 c-print cm 121,  7 x 118

Anne Collier Men with a camera (telephoto) 2011 c-print cm 121, 7 x 118

Birgit Jürgenssen Ohne Titel (Improvisation)/ Untitled (Improvisation) 1976 b/w photograph cm 12,  7 x 17,  8

Birgit Jürgenssen Ohne Titel (Improvisation)/ Untitled (Improvisation) 1976 b/w photograph cm 12, 7 x 17, 8