installation view,   Courtesy of the artist and Collicaligreggi Gallery,   Catania,   IT

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Inaugura domani 7 Febbraio alla galleria collicaligreggi di Catania la personale di Kate Levant dal titolo Motile Resolutions.

Abbiamo fatto alcune domande all’artista.

ATP: Vorrei iniziare chiedendoti del titolo della mostra. A cosa si ispira?

Kate Levant: Biologicamente parlando, la motilità è la capacità di muoversi in maniera spontanea, consumando attivamente energia nel processo… Anche in psicologia, motilità si riferisce ad una persona le cui immagini mentali dominanti scaturiscono da sensazioni di movimento corporeo e di postura, piuttosto che da palesi sensazioni visive o uditive. “Risoluzione” è il procedimento di riduzione delle cose in forme semplici, un metodo per spezzare qualcosa fino alle sue parti elementari… Di solito viene connesso con ‘l’effetto di uno strumento ottico’ nel processo di rendere distinguibili le immagini individuali ma adiacenti, o alcuni aspetti di un oggetto/ [oppure di un problema?]

Combinando questi due termini inizia la coerenza con la mia mostra da Collicaligreggi …Motile Resolutions… un titolo/funzione che può servire per strutturare una qualità fluttuante per la comprensione globale del progetto, sia da un punto di vista fisico che mentale.

ATP: Il comunicato stampa della mostra è una sorta di diario mentale dei preparativi per questa mostra a Catania. In che modo questo testo si relaziona con i lavori?

KL: L’informazioni visiva nei lavori in mostra deriva da molti luoghi o eventi su questo pianeta, recenti o distanti. Sento molti punti di contatto con il comunicato stampa; tutte le posizioni menzionate vengono pronunciate attraverso una misura elastica di proporzionalità spazio-temporale. Il testo è stato scritto come tentativo di concentrare l’eventualità della mostra, piuttosto che confermarne il risultato finale. Questo atteggiamento si riflette attivamente anche nell’atmosfera della mostra, attraverso la rappresentazione di distinte divisioni di attività – altrove [il codice di un’infestazione di insetti ad Agoura, Los Angeles, appare qui, in questo momento…] In che modo tutto ciò si traduce? E perchè?

ATP: Ritornando sulla domanda precedente, qual’è il ruolo del linguaggio nella tua ricerca?

KL: Il linguaggio gioca un ruolo intenso nella mia pratica. Sono come sottomessa a questo problema di traduzione… la traduzione del reale attraverso l’astrazione e viceversa, codificata in qualche modo… ricodificata. Per me, la scrittura è una forma di scultura. Il significato delle cose [e delle parole] è sempre alterabile. Di conseguenza, la lettura dev’essere un impegno estremamente laborioso.

ATP: I tuoi lavori sono ispirati dalla vita di tutti i giorni, solitamente da luoghi e dalle tracce di ciò che li abita o li ha abitati. Catania ha influenzato la concezione e la realizzazione della mostra?

KL: Il modo in cui un luogo viene abitato è stata una vero traiettoria d’interesse nel mio lavoro. Premetto che questo francamente non mi è mai molto interessato dal punto di vista sociale, mentre mi ha sempre affascinato il modo particolare in cui la gente usa le cose… e come la cosa usata sviluppa la particolare indole relativa al modo in cui hanno funzionato in vita.

Recentemente, però, la portata della mia attenzione ha iniziato a spostarsi su attività che si svolgono su scala più microscopica. Abitazione> infestazione> infezione… Credo che la mia esperienza di Catania abbia segnato un ordine distinto nella mia struttura mentale, ma non ne capisco ancora il risultato. Posso ammettere che questi lavori sono completati dalla loro comparsa qui e ora… ma come tutte le cose nella vita, se ne possono dare prove alternative.

Intervista di Matteo Mottin

Fino al 10 Aprile.

collicaligreggi.it

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It will open tomorrow, February 7, at collicaligreggi gallery in Catania the solo show by Kate Levant called Motile Resolutions.

We asked some questions to the artist.

ATP: I’d like to start from the title of the exhibition. From where does it come?

Kate Levant: Biologically speaking, motility is the ability to move spontaneously, actively consuming energy in the process…  yet in psychology, motility refers to a person whose prevailing mental imagery arises from sensations of bodily movement and position, rather than from overt visual or auditory sensations.

Resolution is the procedure of reducing things into simpler forms, a method of breaking something down into elementary parts…  Often related to the ‘effect of an optical instrument’ in the process of making distinguishable the individual yet closely adjacent images or aspects of an object/ [or here,   of an issue?]

Combined together, begins coherence of my exhibition at Collicaligreggi   ..Motile Resolutions..  a title/function which may serve to structure a fluctuating quality to the work’s overall comprehension, bodily and mentally.

ATP: The press release for “Motile Resolution” is a kind of mental diary regarding the preparation for this exhibition in Catania. How does this text relate to the artworks?

KL: The visual information within the works on view is derived from multiple sites//or events on this planet, recent and distant. I issue some explicit points of contact within the press release, however all positions mentioned are pronounced along an elastic measure of spatiotemporal proportionality.  The text was written as an attempt to concentrate the possibility of the exhibition, rather than confirm the end outcome. This attitude is actively reflected in the occurrence of the exhibition as well, by the rendering of distinct divisions of activity -elsewhere [the code of an insect infestation in Agoura, Los Angeles appears here, now..]   How does such translate? and why so?

ATP: Referring back to the previous question, what is the role of language in your practice?

KL: Language does play an intense role in my practice.  It is this issue of translation which I am compelled by..  the translation of actuals through abstraction and back again, encrypted in some way.. recoded.  To me, writing is a form of Sculpture.  The meanings of things [and words] are always alterable.  Consequently, reading must be an extremely proactive engagement.

ATP: Your artworks are inspired by everyday life, often by places and by traces of what inhabits or used to inhabit them. Does Catania influenced the concept and the realization of the exhibition?

KL: Inhabitation has been a real course of interest in my work.  While these were never overtly social concerns to begin with, the particular ways in which people use things has always been fascinating to me.. and how the things-used develop the particular character of the way in which they have functioned in life.  Recently, the scales of my attention have begun to shift into more -micro spectrums of activity though. Inhabitation> infestation> infection..  This shift is present in the current exhibition, but questioned against the blunt power of graphics which peruse comprehensive layouts of such activity’s information.   While I do believe my experience of Catania is inscribing a distinct order  into my mental framework, I do not yet understand its result.  I can admit that the current work is completed by its appearance here, now.. but as all things in life, alternate proofs could have been.

Interview by Matteo Mottin

Until April 10

collicaligreggi.it

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