Jeff Koons  - David Zwirner NY 2013

Jeff Koons – David Zwirner NY 2013

Jeff Koons ha 130 assistenti – dai più specializzati alle prime leve – nel suo studio. Ne conta oltre un centinaio, da chi fa i rendering in 3D, chi impasta, dipinge, disegna, taglia e cuce… ma, alla fine, le se opere non sono ‘fatte’ da nessuno. Non c’è quasi umanità. Potrebbero essere eseguite da una macchina industriale come quelle che fanno le automobili. Una catena di montaggio. Dagli assistenti che lavorano al computer a quelli che scartano scatole di colore, ad altri (probabilmente gli ultimi arrivati) che si limitano a portare il caffè.

Per la sua personale da David Zwirner,   ‘Gazing Ball’, Jeff Koons ha presentano una serie di nuove sculture. Pensate che il New York Magazine gli ha dato persino la copertina (l’articolo racconta del suo studio, dei suoi 6 figli e del fatto che tutti le mattine l’artista si da un pizzicotto … “I believe that art has been a vehicle for me that’s been about enlightenment and expanding my own parameters, to give me courage to exercise the freedom that I have in life, ” he tells me. “Every day I wake up and I really try to pinch myself to take advantage of today and to use that freedom of gesture to do what I really like to do.”)

Nel comunicato stampa si rende noto che Jeff Koons sta lavorando ad una grande retrospettiva – a cura di Scott Rothkopf – che aprirà nel 2014. Le sedi sono il Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, il Whitney Museum of American Art di New York e il Centre Georges Pompidou di Parigi.

In mostra una serie di calchi in gesso di sculture antiche di epoca greco-romana caratterizzate da una grande palla sostenuta o appoggiata su ogni scultura. Da citazione di Koons: “I’ve thought about the gazing ball for decades. I’ve wanted to show the affirmation, generosity, sense of place, and joy of the senses that the gazing ball symbolizes. The Gazing Ball series is based in transcendence. The realization of one’s mortality is abstract thought and from there, one is able to have a concept of the external world, one’s family, community, and a vaster dialogue with humankind beyond the present. The Gazing Ball series is based on the philosopher’s gaze, starting with transcendence through the senses, but directing one’s vision (the philosopher’s gaze) towards the eternal through pure form and ideas.”

Le palle di vetro sono soffiate a meno e sono tutte di colore azzurro riflettente. Specchianti mi impongono di partecipare (sono riflessa, deformata, nello specchio, dunque ‘appartengo’ all’opera, ne sono inghiottita) a quella che sembra l’ennesima dimostrazione di forza e ‘muscolosità’. Non voglio liquidare una mostra così imponente, ma di Koons preferisco quando resta suo ‘giardinetto’ di palloni gonfiati, pupazzi, cultura consumistica, estetica banale ecc. Mettere in relazione il vecchio e il nuovo, il classico e il banale in questo modo, proprio non mi interessa.

L’opera più riuscita è un pupazzotto di neve, sempre in gesso.

Più ‘classica’ la mostra da Gagosian. Nelle tantes ale c’erano almeno 20 bodyguards attorno al opere.

Jeff Koons  - David Zwirner NY 2013

Jeff Koons – David Zwirner NY 2013