Durante il weekend di Arte Fiera, tra l’opening del Mambo e il Premio Furla, ha inaugurato una delicatissima mostra. Lo spazio espositivo è l’interno di un grande appartamento dove vivono i artisti che hanno fondato il gruppo INTERNO4*. Bravi e raffinati, hanno ‘liberato’ alcune stanze della loro casa per far posto allo ‘spazio’: meteoriti, stelle, pianeti, steroidi…

La mostra ospitata è ‘Due – il Complesso dei pianeti’, dell’artista Diego Zuelli. Ho avuto l’occasione di vedere mostra con lui che mi ha brevemente raccontato del fascino misterioso che le immagini astronomiche hanno avuto sulla sua ricerca.

Nelle opere video in mostra, Zuelli scavalca l’ovvietà sia delle immagini da sussidiario di scienze che quelle più raffinate e attendibili delle riviste specialistiche dedicate all’astronomia, per rivelarci uno spazio immaginario e fantastico. Nella videoproiezione a due canali, ‘Non c’è suspense, né morale, né cause ed effetti’ (2010), l’artista ha ricreato in 3D una meteora che, girando su sé stessa, gira anche sopra città, coste, montagne. Il punto di vista è surreale e, direi, impossibile. Un punto di vista fisso, sempre alla stessa distanza che immortala il grande masso spaziale ruotante. Sotto di lui scorre, silenziosa la terra e il suo fermento umano. Nella seconda parte della via installazione, il punto di vista si ribalta. Dallo spazio alla terra. La visione sembra quella di un uomo steso con il naso all’su: scorrono galassie, ponti sospesi, squarci di celo azzurro tra dente nuvole. IL suono che odo è decisamente strano: l’artista ha recuperato delle registrazioni delle onde sonore emesse dal fluttuare di onde magnetiche.

L’opera più ’inspiegabile’ è ‘Il complesso dei pianeti’ (2013). L’artista me la spiega semplificando il complicato funzionamento di questa proiezione che non sarà mai uguale a se stessa, ma muterà in modo esponenziale . Non capisco e gli chiedo di scrivermi alcune righe di spiegazione:

“Il complesso dei pianeti” è una videoproiezione gestita da un software che compone in tempo reale gli elementi sullo schermo. Da un numero predeterminato di elementi si ottengono così una serie pressoché infinita di combinazioni e proporzioni degli elementi dell’immagine. Allo stesso modo, le sequenze di accordi  musicali che si susseguono, sono scelte e temporizzate dal software tramite algoritmi casuali.”

Completano la mostra una serie di immagini digitali dove, quasi fossero metafore degli esseri umani, più pianeti si compenetrano, si attraggono, fondono e confondono.

Accompagna la mostra una pubblicazione che raccoglie i testi di Diego Zuelli e Vincenzo Simone, Giovanni Copelli, Giulia Cenci, Giulia Casanova e Nicola Melinelli.

INTERNO4 è il risultato della collaborazione tra Vincenzo Simone (1980),  Nicola Melinelli (1988),  Giovanni Copelli (1989),  Giulia Cenci (1988), Giulia Casanova (1987).

Diego Zuelli,   ‘Non c’è suspense,   né morale,   né cause ed effetti’,   2010,   videoproiezione HD a due canali,   suoni stereo

Diego Zuelli, ‘Non c’è suspense, né morale, né cause ed effetti’, 2010, videoproiezione HD a due canali, suoni stereo

Diego Zuelli,   ‘Non c’è suspense,   né morale,   né cause ed effetti’,   2010,   videoproiezione HD a due canali,   suoni stereo

Diego Zuelli, ‘Non c’è suspense, né morale, né cause ed effetti’, 2010, videoproiezione HD a due canali, suoni stereo

Diego Zuelli,   Il Complesso dei Pianeti,   2013,   software,   videoproiezione,   computergrafica,   suono stereo

Diego Zuelli, Il Complesso dei Pianeti, 2013, software, videoproiezione, computergrafica, suono stereo