Veduta dell’installazione,   Sala Grande,   Camera di Dante Alighieri,   Stanza del fantasma. Foto Dario Lasagni. Courtesy l’artista,   CastelloinMovimento – Castello di Fosdinovo e Galleria Bianconi,   Milano.

Veduta dell’installazione, Sala Grande, Camera di Dante Alighieri, Stanza del fantasma. Foto Dario Lasagni. Courtesy l’artista, CastelloinMovimento – Castello di Fosdinovo e Galleria Bianconi, Milano.

Luigi Presicce,   In hoc signo vinces,   allestimento scena (da perforrmance),   2013,   Camera Ducale,   Castello Malaspina di Fosdinovo (MS). Foto Dario Lasagni. Courtesy L’artista e CastelloinMovimento - Castello di Fosdinovo.

Luigi Presicce, In hoc signo vinces, allestimento scena (da perforrmance), 2013, Camera Ducale, Castello Malaspina di Fosdinovo (MS). Foto Dario Lasagni. Courtesy L’artista e CastelloinMovimento – Castello di Fosdinovo.

Testo di Ilaria Gadenz

Il Castello di Fosdinovo, dove Luigi Presicce , con Oh Petroleum, ha appena trascorso una residenza di Castello in Movimento, è teatro dell’ultimo capitolo della sua Storia della Vera Croce, un ciclo di performance che attinge dalle narrazioni e dall’iconografiia dell’omonima Leggenda affrescata da Piero della Francesca nella Basilica di San Francesco ad Arezzo.

Nel 312, una croce luminosa apparve in sogno all’imperatore Costantino; di lì a poco avrebbe affrontato Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio. La visione presagiva ‘In hoc signo vinces’ – con questo segno vincerai – e fu proprio sotto il simbolo della croce che Costantino sconfisse l’avversario ponendo fine alle persecuzioni dei cristiani. Fu poi Elena, sua madre, a trovare la vera Croce in quel di Gerusalemme: il legno della passione di Cristo fu diviso in parti e una reliquia fu portata indietro. Il legno sacro – che la storia vuole sia stato intagliato nell’albero della conoscenza nato dalla bocca di Salomone – segnò simbolicamente l’investitura del primo imperatore cristiano. Dall’albero della conoscenza al potere della fede.

Dopo la vicende di Sant’Elena che taglia il legno sacro – a Fosdinovo Presicce presenta il video della performance Sant’Elena ritrova e riduce in pezzi il Sacro Legno realizzata a Gotland, in Svezia nel 2012 – nel primo capitolo dell’opera in due atti In hoc signo vinces, la battaglia di Ponte Milvio è rappresentata per due bambini ritratti in due dipinti.

Quel che resta della performance è un campo di battaglia elegantemente abbandonato: alcuni pupi siciliani, qualche vessillo e un’armatura giacciono in modo composto; quel che resta è un palco in cui solo alcune luci di scena ancora accese raccontano che qualcosa è appena accaduto. Non c’è alcuna intenzione filologica nella ricostruzione della storia, alcuna volontà di rievocare; ne è un prova la presenza sonora che riempie la stanza. Dei colpi di arma da fuoco risuonano in loop, un vago sentore di polvere da sparo ne amplifica l’effetto. La discrepanza storica tra la battaglia di Costantino contro Massenzio e i colpi di pistola sono il segnale più evidente di una contemporaneità che Presicce non frequenta spesso e alla quale tuttavia ci fa tornare: quegli spari sono così attuali rispetto all’immaginario sonoro composto di fanfare, clagori di spade e sibili di frecce, da astrarre l’intera scena al livello di una meta-battaglia atemporale.

Allo stesso modo, nel video Sant’Elena ritrova e riduce il Legno Sacro, la vicenda è filtrata dall’impianto tipico dei ritratti fiamminghi; sarebbe proprio Bruegel, se non fosse per dei moderni pattini da ghiaccio sui quali stanno in immobile equilibrio i due tagliatori di legno. 

A noi, che vediamo il dopo, non restano che reliquie di un’azione alla quale non siamo stati ammessi: chi conosce Presicce sa che l’esclusività della visione è un elemento constante del suo lavoro; nell’atto performativo tutto si conclude, l’esclusione per molti – dice Presicce – è in realtà una totale dedizione di tempo e lavoro ai pochi ammessi.

La trasposizione in performance della visione pittorica alla base di ogni lavoro di Presicce richiede una forza fisica che sebbene si traduca in immobilità richiede un investimento mentale sfiancante; il non gesto del tableau vivant è come l’apnea, dice Oh Petroleum, l’assenza di movimento non ne riduce lo sforzo.

Capiamo cosa intende quando riusciamo ad accedere al suo Concerto per uno: si entra a turno in una stanza, Maurizio Vierucci è in piedi, dà le spalle alla porta, è pronto a suonare. Le indicazioni sono chiare, inizierà nuovamente solo quando il suo unico spettatore – il precedente è appena uscito – gli avrà abbracciato le spalle: si tratta di un’esperienza fisica che non prevede contatto visivo, in cui la voce si fa corpo e diventa palpabile. Dopo la distanza formale delle reliquie – in mostra anche i meno recenti Trema Profano Trema (2010), Annunciazione di Pitagora agli Acusmatici (2010) e La Dottrina Unica (2011) – oltre la compostezza di ciò che resta, il senso di immersione è totale.

A completamento dell’opera in due atti In hoc signo vinces, è in corso di preparazione un tableau vivant che rimanda a I quattro elementi di Adolf Ziegler. 

Forse è presto per parlare di retrospettiva, ma è stata appena data alle stampe la prima importante ricognizione del lavoro di Luigi Presicce, un progetto editoriale sviluppato in collaborazione del CCC Strozzina di Firenze che nel 2011 ha assegnato all’artista il Premio Talenti Emergenti. Una guida iconografica e bibliografica all’opera di Presicce: le immagini riprodotte sono accostate o giustapposte alla documentazione fotografica delle performance stesse, oltre che ad altre opere d’arte o fotografie evocative e strettamente connesse al significato e alle fonti di ispirazione visiva del lavoro.

Ilaria Gadenz

Luigi Presicce, In hoc signo vinces, allestimento scena, 2012, Camera Ducale, Castello Malaspina di Fosdinovo (MS). Video di Daniele Pezzi. Courtesy l’artista e CastelloinMovimento – Castello di Fosdinovo.

Veduta dell’installazione,   Sala Grande,   Camera di Dante Alighieri,   Stanza del fantasma. Foto Dario Lasagni. Courtesy l’artista,   CastelloinMovimento – Castello di Fosdinovo e Galleria Bianconi,   Milano.

Veduta dell’installazione, Sala Grande, Camera di Dante Alighieri, Stanza del fantasma. Foto Dario Lasagni. Courtesy l’artista, CastelloinMovimento – Castello di Fosdinovo e Galleria Bianconi, Milano.

Luigi Presicce,   In hoc signo vinces,   allestimento scena (da perforrmance),   2013,   Camera Ducale,   Castello Malaspina di Fosdinovo (MS). Foto Dario Lasagni. Courtesy L’artista e CastelloinMovimento - Castello di Fosdinovo.

Luigi Presicce, In hoc signo vinces, allestimento scena (da perforrmance), 2013, Camera Ducale, Castello Malaspina di Fosdinovo (MS). Foto Dario Lasagni. Courtesy L’artista e CastelloinMovimento – Castello di Fosdinovo.

Il programma di residenze ospitate a  CastelloinMovimento – Castello di Fosdinovo, quest’anno è curato da  Juan A. Gaitàn.

Gli artisti internazionali di quest’anno sono: Goshka Macuga,  Mira Calix,  Mariana Castillo Deball,  Christodoulos Panayiotou,  Dahn Vo e Nairy Baghramian.

Luigi Presicce,   Monografia pubblicata dal CCC Strozzina - Fondazione Palazzo Strozzi,   Firenze

Luigi Presicce, Monografia pubblicata dal CCC Strozzina – Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze

Luigi Presicce,   Monografia pubblicata dal CCC Strozzina - Fondazione Palazzo Strozzi,   Firenze

Luigi Presicce, Monografia pubblicata dal CCC Strozzina – Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze

 

Luigi Presicce,   Monografia pubblicata dal CCC Strozzina - Fondazione Palazzo Strozzi,   Firenze

Luigi Presicce, Monografia pubblicata dal CCC Strozzina – Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze

Il libro è il frutto di un lavoro intenso, durato quasi due anni, che ha permesso una suggestiva ricognizione dei principali lavori della carriera di Luigi Presicce (Porto Cesareo, LE, 1976), artista che basa il suo lavoro sulla realizzazione di performance che uniscono teatralità, ritualità, cultura popolare e iconografia storico-artistica.

Presicce, selezionato per il premio dal curatore Giacinto Di Pietrantonio, è stato dichiarato vincitore del premio Talenti Emergenti 2011 da una giuria internazionale composta da Achim Borchardt-Hume (Tate Modern, Londra), Barbara Gordon (Hirshhorn Museum, Washington D.C.) e Adam Szymczyk (Kunsthalle Basel).

La pubblicazione bilingue presenta due interventi critici di Franziska Nori e di Barbara Gordon insieme a una ampia sezione di schede che approfondiscono i principali lavori realizzati dall’artista tra il 2009 e il 2012. (da CS)